Vendita La7: Telecom tratta solo con Cairo

Nessuno rinvio per la cessione di La7. Il Cda di Telecom Italia, riunitosi ieri sotto la presidenza di Franco Bernabè, esaminate le offerte pervenute in esito al processo di dismissione delle attività Media, ha approvato l’avvio di una fase di negoziazione in esclusiva con Cairo Communication per la cessione dell’intera partecipazione in La7 Srl con l’esclusione della quota di Mtv Italia (51%) detenuta dalla stessa La7.

La decisione è stata comunicata al presidente di Telecom Italia Media, società che controlla l’emittente televisiva, per le determinazioni di competenza. Non è servita, insomma, la lettera con cui Diego Della Valle aveva chiesto al presidente Franco Bernabè e ai consiglieri un po’ di tempo – almeno qualche settimana – per mettere a punto una proposta concreta e riunire una cordata di imprenditori. Secondo quanto riferisce il consigliere Tarak Ben Ammar la decisione non sarebbe avvenuta all’unanimità.

Urbano Cairo avrà due settimane di tempo per definire l’acquisto de La7 e ora che ha l’esclusiva guarda già avanti. «Ora è importante mettersi velocemente al lavoro per dare slancio alla rete che ha dei punti di forza notevoli ma anche costi notevoli. Bisogna trovare un equilibrio» ha commentato. L’emittente televisiva sarà (forse) ceduta a Cairo ripulita dai debiti e con una specie di dote – un «vendor loan» richiesto di quasi 90 milioni – che ne agevoli il rilancio.

Il board ha scartato l’offerta alternativa (da 300 milioni) arrivata dal fondo di private equity Clessidra per l’intera TI Media (tv+multiplex digitali), mentre è stata giudicata fuori tempo massimo la proposta fatta pervenire da Diego Della Valle ieri al consiglio, ma ferma allo stadio di manifestazione d’interesse, senza cifre precise.

«La politica non entra nel consiglio di amministrazione di Telecom». È il commento di Tarak Ben Ammar, membro del consiglio del gruppo, alla decisione di procedere a una trattativa in esclusiva con Urbano Cairo per La7. «Il messaggio che abbiamo voluto dare è che la politica non entra nel cda di Telecom perché abbiamo preso una decisione prima delle elezioni nel solo interesse dell’azienda», ha spiegato. Ben Ammar ha aggiunto che la manifestazione d’interesse di Diego Della Valle non è stata presa in considerazione.

«Per quanto ci riguarda – ha commentato il patron della Tod’s – volevamo tentare di costruire un modello nuovo di società di media che coinvolgesse un gruppo di investitori italiani, professionisti che lavorano attualmente a La7 e altri che sarebbero arrivati, per cercare di sviluppare con ancora più determinazione un polo televisivo coerente con i principi di salvaguardia dell’indipendenza dell’informazione. Ci auguriamo che questo avvenga comunque, il Paese ne ha sicuramente bisogno».

Fonti: Il Sole 24 ore | corrierecomunicazioni.it | Corriere della sera | La Stampa

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