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in novembre 25, 2010

Le news e le notizie sulla tv digitale, sulla rete internet e sul mondo del web, e sul mercato delle telecomunicazioni e dell’informazione selezionate ogni giorno dalla redazione di Tv Digital Divide.

Elliott prende di mira eBay: acquista quota da 1,4 miliardi e il titolo vola

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5 mi piace, 1 commenti3 ore fa

WhatsApp down in molte parti del mondo. C'è anche l'Italia

WhatsApp down in molte parti del mondo. C’è anche l’Italia

6 mi piace, 0 commenti4 ore fa

Disney+ debutta in aprile la piattaforma streaming on demand

22 mi piace, 3 commenti15 ore fa

Spotify: una feature per bloccare artisti e band? | Punto Informatico

Spotify: una feature per bloccare artisti e band?

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Ricerca Twipe su Ue e Usa: mattina momento migliore per informarsi | Prima Comunicazione

Ricerca Twipe su Ue e Usa: chi si abbona online lo fa per accedere a contenuti illimitati, mattina momento migliore per informarsi

0 mi piace, 0 commenti16 ore fa

Addio a Windows 10 Phone. Finisce l'era degli Os mobili targati Microsoft - CorCom

Addio a Windows 10 Phone. Finisce l’era degli Os mobili targati Microsoft

4 mi piace, 1 commenti16 ore fa

Copyright, negoziati fermi. La riforma Ue rischia di saltare - CorCom

Copyright, negoziati fermi. La riforma Ue rischia di saltare

1 mi piace, 0 commenti16 ore fa

Tim, Elliott: procedere a separazione rete | Prima Comunicazione

Tim, Elliott: procedere a separazione rete

3 mi piace, 0 commenti16 ore fa

WhatsApp contro le bufale: messaggi condivisi con massimo 5 destinatari

WhatsApp contro le bufale: messaggi condivisi con massimo 5 destinatari

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WhatsApp contro le bufale: messaggi condivisi con massimo 5 destinatari

WhatsApp contro le bufale: messaggi condivisi con massimo 5 destinatari

0 mi piace, 0 commenti1 giorno fa

Google, maxi multa da 50 milioni di euro in Francia per sfruttamento dei dati personali

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Tim, lo scorporo di Penelope - CorCom

Tim, lo scorporo di Penelope

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Iliad rachète 75 % de l'opérateur Jaguar Network pour accélérer sur le marché entreprises

Iliad acquisisce Jaguar Network e punta sulle tecnologie innovative Con un comunicato stampa il Gruppo Iliad ha annunciato l’avvio di una partnership strategica con Jaguar Network attraverso l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza nel capitale di tale società. Si tratta di un passo importante per l’operatore telefonico nella sua politica di rafforzamento della propria infrastruttura e nello sviluppo dei servizi offerti, con l’obiettivo di riuscire a soddisfare le esigenze richieste dal settore business. Ricordiamo che Jaguar Network è una delle aziende leader francesi nello sviluppo di tecnologie innovative nei mercati Cloud, Telecomunicazioni e Smart Cities (è esperta nel supporto alle società che desiderano affrontare un processo di trasformazione per divenire digitali). Kevin Polizzi, il fondatore di Jaguar Network, rimane a capo della società, continuando a detenere il 25% del capitale mentre il restante 75% passa al Gruppo Iliad, il tutto con un’operazione dal valore di quasi 100 milioni di euro.

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Netflix raggiunge 1,5 milioni di abbonati in Italia nel 2018

Netflix raggiunge 1,5 milioni di abbonati in Italia nel 2018 https://www.tvdigitaldivide.it/netflix-raggiunge-15-milioni-di-abbonati-in-italia-nel-2018/

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Netflix, abbonati a quota 139 milioni, il nemico è Fortnite Nella sua trimestrale Netflix tocca un fatturato da 4,19 miliardi di dollari. La crescita (+27,4%) è leggermente sotto le stime (che erano pari a 4,21 miliardi). L’utile netto (134 milioni di dollari) supera le attese ma segna una flessione rispetto al trimestre precedente (-66%) e al quarto periodo del 2017 (-28%). Nell’ultimo trimestre, Netflix brucia 1,3 miliardi e nell’intero anno 3 miliardi del suo flusso di cassa per sostenere nuove produzioni, che seducono nuovi utenti: 8,8 milioni con un incremento di 1,5 milioni negli Usa e di 7,3 milioni all’estero. Il monte abbonati, su scala mondiale, è a quota 139 milioni. Una brutta notizia per i concorrenti come Hbo e Amazon Prime? A sorpresa Netflix indica in Fortnite, il videogioco, il suo più diretto competitore. L’obiettivo della pay-tv è contendere ad altre realtà il tempo degli utenti. (La Repubblica)

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Washington Post: Facebook verso una multa record per violazione della privacy

Washington Post: Facebook verso una multa record per violazione della privacy

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Italia più tecnologica ma il 25% delle famiglie è ancora senza Internet

Italia più tecnologica ma il 25% delle famiglie è ancora senza Internet

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Rai, incognita Champions League

Diritti TV calcio. Rai, incognita Champions League

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Fossil dà a Google tecnologia smartwatch - Hi-tech

Fossil dà a Google tecnologia smartwatch

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La Germania potrebbe escludere Huawei dalle gare per il 5G

La Germania potrebbe escludere Huawei dalle gare per il 5G

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Facebook rimuove centinaia di pagine legate all'agenzia russa Sputnik

Facebook rimuove centinaia di pagine legate all’agenzia russa Sputnik

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Diritti tv calcio, MediaPro al debutto in Francia con due canali sulla Ligue 1 e 2 Alla fine si farà e debutterà l’anno prossi­mo in Francia il canale tv sul calcio targato MediaPro, ossia quello stesso progetto che in Italia la società catalana non era riu­scita a concretizzare dopo la risoluzione del contratto sui diritti tv della Serie A da parte della Lega. Anzi, in Francia il fon­datore e attuale patron Jaume Roures ha intenzione di lanciare due canali dedicati al calcio, visto che MediaPro si è aggiudi­cata senza doverli rivendere sia i diritti tv della Ligue 1 (la Serie A transalpina) sia quelli della Ligue 2 (ossia la Serie B tricolore). Per la nascita del primo canale sportivo ci sono a disposizione 15-20 milio­ni di euro, secondo le in­discrezioni della stampa francese, mentre un abbo­namento costerà 25 euro. L’obiettivo è arrivare sui 4 milioni di sottoscrizioni, muovendo così un busi­ness complessivo da circa 100 milioni di euro. Anche se gli addetti ai lavori hanno giudicato troppo elevato sia il prezzo indicativo dell’abbonamento sia la soglia dei 4 milioni di abbonati, considerando più ragionevole un traguardo sui 2 milioni di sottoscrizioni. Ma Roures non sembra, al momento, pro­penso a divulgare tutti i dettagli del suo business pian. Certo è che vuole erodere la quota di mercato del concorrente Ca­nal+ del gruppo di Vincent Bolloré. Come? Evitando di essere generalisti parlando di più sport e concentrandosi invece su una sola disciplina, il pallone per l’appunto. Il modello, quindi, può essere BeIn Sports che manda in onda partite, interviste, rubri­che periodiche di calcio. Di BeIn, peraltro, MediaPro è azionista al 50% insieme con l’emirato del Qatar. Stando ai risultati di bilancio, MediaPro ha chiuso il 2017 con ricavi per 1,65 miliardi di euro e le stime sulla chiusura dell’anno appena concluso si attestano sugli 1,95 miliardi. Nel 2017 l’ebit è stato di 190 milioni. A sostenere questi numeri ci sono molte frecce nell’arco dei catala­ ni (Roures è un convinto indipendista) perché il giro d’affari non viene solo dalla tv. MediaPro si è occupato anche del restyling del museo del Barça, ha rinnovato il museo della scienza a Barcellona, ha curato una mostra sul riscaldamento globale realizzata in realtà virtuale e sta pensando a un museo dedicato al caìciatore Lioneì Messi in Cina. Per quello che riguarda poi la tv, non ci sono solo i diritti sportivi ma anche e soprattutto le attività come service tv esterno per altre emittenti, di cui Franceinfo e France24 sono solo due esempi. Tra gli azionisti di MediaPro ci sono infi­ne soci cinesi, con cui il gruppo ha avviato progetti di e-sport (sport virtuale), ma non è escluso che i loro capitali servano anche per il piccolo schermo. O ancora per una serie di importanti acquisizioni che Roures ha già ammesso di avere in programma. In quale settore? «Altre aziende di servizi audiovisivi», ha dichiarato in passato l’im­ prenditore spagnolo. «Valutiamo..

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Telecom riapre la gara sui multiplex di Persidera -

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Scoppia la bufera sui compensi: la Rai punterebbe a dimezzarli Al Festival, dopo la bufera di polemiche su Baglioni e le sue esternazioni in fatto di migranti, ecco che si scalda, puntuale, il clima sul tema dei compensi. Non tanto quello di direttore artistico che, come ha reso noto la Rai ieri in un comunicato, è in linea con quello di un anno fa, 585 mila euro «anche se viene sottolineato ha iniziato a lavorare cinque mesi prima» e con la considerazione del successo ottenuto nel 2018 (10 milioni e 971 mila spettatori con il 52 di share). Ma soprattutto quello dei due conduttori Claudio Bisio e Virginia Raffaele, che sarebbero oggetto di una trattativa al ribasso che fa parte di una strategia per ridurre i compensi in generale nel settore dell’ intrattenimento. Stando a cifre fatte filtrare (ma che risultano sbilanciate rispetto al cachet del direttore artistico, perché troppo vicine nella differeza di ruoli) per Bisio sarebbe stata concordata la cifra di 450 mila euro (vale a dire 50 mila in più di quanto venne pagata Michelle Hunziker un anno fa) e per la Raffaele di 350 mila (50 mila in più di Favino). Ora, a parte che non si capisce per quale motivo Bisio dovrebbe essere pagato 100 mila euro più della collega (Alba Parietti si è detta scandalizzata da questo non dalle cifre), perché non risolvere il contenzioso prima invece che farlo in vista della partenza? La trattativa è condotta con viale Mazzini dall’agente Beppe Caschetto che, tra l’ altro, non sembra avere un rapporto così facile con la nuova amministrazione Rai (è suo anche Fabio Fazio). Secondo le voci uscite (da casa Rai?), la tv di stato punterebbe addirittura a un dimezzamento dei compensi dei due conduttori (ammesso che siano proprio quelli). Ferma restando la differenza fra Bisio e la Raffaele di 100 mila euro, la proposta sarebbe stata di darne 250 al primo e 150 alla seconda. È possibile che l’immissione in circolo delle notizie, che comunque rivela una certa confusione, sia stata prodotta anche a conforto della strategia al ribasso. Eppure il prossimo Sanremo si annuncia come una gallina dalle uova d’ oro per viale Mazzini. Se i costi previsti sono in linea con il passato (circa 16 milioni di euro), l’ incasso con pubblicità e il resto dovrebbe arrivare intorno a 26 milioni: più o meno, 10 milioni di utile. Cifre che si basano sull’ ipotesi di un bis del successo di un anno fa, con lo spazio caldo che va alle 21,45 e che prevede la ripetizione per 5 volte di spot di 15 secondi fuori break a quasi 1,3 milioni di euro con ribattuta su Rai Premium. (Il Messaggero)

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News online in calo a novembre 2018 (Audiweb) L’audience online di novembre non brilla per i siti di informazione. Da una parte il mese aveva tre giorni lavorativi in meno, compreso il primo e il 2 novembre, cosa che influisce sempre negativamente sul traffico Internet. Dall’altra non ci sono stati avvenimenti di particolare peso rispetto a ottobre: si è parlato spesso delle possibili modifiche alla legge di Bilancio con la procedura di infrazione da parte della Commissione Ue che aleggiava sul provvedimento. Argomento piuttosto noioso per i più, interrotto ogni tanto dalle vicende legate al padre di Luigi Di Maio, da qualche partita (gli Azzurri nella Nations League e Milan-Juve) ma non molto di più. I dati aggregati confermano questo: la categoria Current Events & Global News aveva 35,9 milioni di utenti unici a ottobre, mentre a novembre è a 35,4 milioni, -1,4%. C’ è però come al solito qualche crescita, ma alcune, vedremo, dipendono almeno in parte dall’adeguamento dei singoli siti alla rilevazione. Per poter contare gli utenti che arrivano nelle diverse modalità (browser all’interno di Facebook, app mobile, video e così via), Audiweb richiede infatti che le pagine dei siti si dotino dei cosiddetti tag, codici che molti editori hanno inserito da giugno dello scorso anno e altri stanno inserendo in questi mesi. Nella top ten dei dati giornalieri presenti in tabella qualcosa si muove. Repubblica e Corriere restano al primo e al secondo posto con piccoli cali, -3,2% il primo e -2,6% il secondo. Al terzo posto però sale il network di siti locali Citynews che cresce dell’ 8,1% superando Tgcom24 che al contrario cala del 4,6%. In passato il sorpasso era già accaduto, dopotutto i due siti sono separati da circa 16 mila utenti secondo le rilevazioni di Audiweb, quindi vedremo cosa accadrà prossimamente. Dal quinto posto al nono le posizioni restano come nel mese precedente: Fanpage +1%, Messaggero -4,7%, Gazzetta dello Sport -7,1%, Fatto -8%, Stampa -6,1%. È al decimo che si ha il cambiamento con la salita dell’ Ansa in crescita del 51,5%. Questo è uno dei casi in cui c’ è stato però un intervento tecnico, perché Ansa ha aggiunto i tag che servono per rilevare la navigazione da browser in generale e all’interno dell’ app mobile di Facebook. Quello precedente per l’agenzia è stato un mese di transizione, dovuto all’ abbandono della concessionaria Veesible/Sky Media per portare la raccolta all’ interno. Dal momento che le iscrizioni all’ Audiweb sono in genere a cura della concessionaria, è servito un periodo di adeguamento. Anche per AdnKronos, al 44esimo posto, si può fare un discorso simile visto che ha implementato il medesimo tag e cresce del 72%. Ovviamente parte della crescita di entrambe può dipendere pure dall’incremento reale degli utenti. Scorrendo la classifica si trovano poi le altre testate nazionali: il Giornale +14,6%, Sole 24 Ore -9%, Quotidiano.net +16,4%, Libero Quotidiano -11,8%, Milano..

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