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I conti in tasca al Festival di Sanremo: un family show da 20 milioni di euro di utili

Chiude una settantesima edizione da record, e per l’anno prossimo già si pensa al bis di Amadeus Il vincitore del festival di Sanremo è stato Diodato con «Fai rumore» Michela Tamburrino Pubblicato il 10 Febbraio 2020 Numeri forti a comporre il Festival dei settant’anni giudicato il più felice del millennio.

In termini assoluti si parla di gioia che fa incassi e utenti come raramente accade. Ne è orgoglioso l’ad Salini per cui «la Rai è stata capace di unire l'Italia». Orgoglioso il direttore di Rai1 Coletta, che avrà pure perso la voce ma ha guadagnato un successo pazzesco senza colpo ferire visto che è arrivato quando già il lavoraccio altri lo avevano compiuto. Lui ha gestito, benissimo e ora capitalizza.

La vera fortuna è stata avere Fiorello che, come ha riconosciuto Amadeus, ha illuminato il Festival. L’illuminazione è arrivata pure dai numeri. A snocciolare i termini del successo ci pensa Antonio Marano presidente di Rai Pubblicità al quale l’Azienda deve il 90% del trionfo.

La Rai ha speso per tutta la kermesse tra i 17 e i 18 milioni di euro, compresi la convenzione con il Comune di Sanremo che vale 5 milioni e gli ospiti. Quelli da ventimila euro come le vallette rotanti con uso di monologo e il premio Oscar Benigni da trecentomila.

L’incasso è stato pari a 37 milioni, con un incremento del 18% rispetto all’anno passato e con una crescita esponenziale dell’ascolto anche sui device, segno dell’allargamento del perimetro d’utenza su differenti piattaforme. Infatti si segnalano 5 milioni 400 mila interazioni sui social. Rai1 se ne giova e mette a segno il 27% in più di telespettatori nelle 24 ore della settimana sanremese, il dato migliore degli ultimi 10 anni.

Così l’Azienda pubblica ha messo da parte un tesoretto di 20 milioni. Anche qui un record senza precedenti considerando che sono cifre realizzate «a parità d’affollamento», vale a dire senza ingolfare di pubblicità la trasmissione. Ha funzionato il progetto «tra palco e città», il Festival diffuso nel territorio che da solo ha fruttato 3 milioni. In termini d’ascolto, valgono anche le trenta ore complessive di audiodescrizione di show e canzoni che ha coinvolto 14 performer e 8 interpreti Lis. La serata finale ha raggiunto 11 milioni 477mila telespettatori con uno share del 60,6% composto da giovani per il 61%, persi da due decenni e da laureati. Il picco della finale si è avuto con la standing ovation che il pubblico in sala ha tributato a Fiorello commosso mentre la coreografia dedicata al mare in realtà aumentata ha raggiunto il 62% di share con 15 milioni e 367 mila telespettatori. Record del millennio anche per quanto riguarda la media complessiva di share registrata nelle 5 serate sanremesi che si attesta sul 54,94.

Numeri, questi, che automaticamente portano a immaginare un Sanremo bis fedeli al detto scaramantico: squadra che vince non si cambia. Però i problemi ci sono. A parte il fatto che un anno è lungo da passare e anche nell’edizione 2019 i poco avveduti subito salutarono il Baglioni tris. Fiorello ha già annunciato che per lui si è trattato di «one shot» e che all’Ariston, casomai dovesse tornare, al massimo lo farebbe da cantante. Amadeus da solo certamente non porterebbe a casa gli stessi risultati. Forse potrebbe restare da direttore artistico ma non da conduttore. Il direttore di rete Coletta invece non esclude il ritorno. Anzi, lo reputa auspicabile, «però ne dobbiamo parlare con l’ad Salini», il quale sarebbe d’avviso.

Invece, come ci ha assicurato sempre lo stesso Salini, Alessandro Cattelan non sarebbe un competitor sanremese. L’arrivo del conduttore è già un progetto in fase avanzata. Coletta ci va cauto per non ingenerare problemi diplomatici. E si limita a dire: «E’ un uomo interessante che porta dentro l’Azienda un codice innovativo per la Rai» e aggiunge da responsabile della direzione intrattenimento prime time: «Bisogna valutare se Cattelan potrebbe essere più giusto per Rai1 o per Rai2». Difficilmente Cattelan firmerebbe un impegno sulla seconda rete. Il successo di questo family-show delle grandi e piccole cose che ha raccolto oltre 13 milioni di telespettatori a guardare il ballo Fiorello-Amadeus ha fatto venire in mente a Coletta una nuova narrativa di Rai1 che preveda la condivisione e non più il solo front man. Bella ma complicatissima rivoluzione. (lastampa.it)
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