Sky gioca d’anticipo per battere Netflix e Vivendi

Sky_logoSi attende un autunno rovente nel mercato italiano della tv. L’avanzata di Vivendi di Vicent Bolloré con l’acquisto del 14,9% di Telecom Italia e l’imminente arrivo del colosso americano della tv online Netflix, che secondo gli analisti insieme potrebbero allargare la domanda di banda larga e della tv convergente, ha messo logicamente in allerta Mediaset e Sky, gli operatori dominanti della televisione nostrana.

I due gruppi tv di Murdoch & figli e Berlusconi & figli, dopo le voci su un’impossibile fusione, sono ormai da qualche mese in aperta guerra, ma secondo Federico De Rosa del CorrierEconomia potrebbero finire improvvisamente alleati per difendersi dall’arrivo dei nuovi entranti stranieri.

Mentre Mediaset è pronta a sbarcare sul satellite e ha già lanciato la sua offerta esclusiva con Premium, Sky Italia si muove per conquistare più posizioni nei vari settori del mercato televisivo: la strategia del gruppo guidato da Andrea Zappia comprende la tv in chiaro, la pay-tv, Internet e canali tematici. L’ultima mossa nella tv free è la recentissima trattativa con Viacom per acquisire Mtv, e conquistare il prezioso tasto 8 del telecomando. Nonostante penda da tempo una querelle giudiziaria con Telenorba che recrimina la numerazione LCN (il 2 luglio è attesa una pronuncia del Consiglio di Stato), se l’operazione andasse in porto Sky andrebbe a impossessarsi di un tassello fondamentale nella strategia di sconfinamento nella tv in chiaro.

L’altro fronte caldo è quello della tv online, dove l’alleanza con Telecom ha portato alla prima vera offerta quadplayer e, per Murdoch, un’ulteriore piattaforma di distribuzione dei contenuti. Che ora sono disponibili, insieme a molti altri come Vimeo o Spotify, via Internet anche attraverso SkyOnline Tv Box, realizzato dal leader mondiale dell’hardware per lo streaming Roku, giocando d’anticipo sui futuri concorrenti come Netflix.

Della sfida alla content tv americana si occuperà Paolo Lorenzoni, già capo del marketing di Discovery e poi di Current Tv, il canale fondato da Al Gore, nominato la scorsa settimana responsabile dei new media. Una posizione chiave sul fronte dell’offerta di nuovi contenuti, come lo è quella di Remo Tebaldi, responsabile di Sky branded channel (Sky Uno, Sky Arte), su cui passano molti dei contenuti esclusivi di Sky come XFactor o Masterchef.

Contenuti Netflix, che in Italia deve la sua notorietà alla serie House of Cards, quando sbarcherà a ottobre troverà un mercato dove Zappia (ma anche Mediaset) si è già assicurato contenuti di pregio (a partire proprio da House of Cards in esclusiva su Sky per diversi anni e Orange is the new black di cui ha i diritti Cologno) e dove l’offerta on demand includerà non solo film e serie tv ma anche eventi sportivi e talent show. Conquistare posizione, insomma, non sarà facile per Netflix, che sta già soffrendo in Francia e Germania, dove è arrivata a 200 mila sottoscrittori, contro i 3 milioni della Gran Bretagna.

L’altro capitolo chiave della sfida televisiva è lo sport, presidiato da Jacques Raynaud. Lo scandalo che ha travolto la Fifa e le polemiche sui diritti tv del calcio, arrivate fino all’Antitrust, possono offrire, dice qualcuno, un’occasione unica per dimostrare l’insostenibilità economica del modello di business del calcio, viziato e alimentato da un costo dei diritti sempre più elevato. Se il modello di aggiudicazione, oggi gestita da Infront, e la Legge Melandri che ne indica le linee guida, dovessero essere messi sotto accusa, molte cose potrebbero cambiare.

Tanto Sky quanto Mediaset, che proprio sul calcio hanno combattuto una dura sfida finita con un accordo di scambio sulle serie A e B su cui però sta indagando l’Antitrust, avrebbero l’opportunità di razionalizzare gli investimenti e di non essere più i soli a sostenere l’insostenibile mondo del calcio in Italia. Ma l’offerta sportiva non è solo calcio e il vero colpo Zappia, ma soprattutto Andrea Scrosati, vicepresidente esecutivo per la programmazione, lo hanno fatto strappando a Mediaset Guido Meda, mitico commentatore della MotoGp, primo personaggio televisivo a fare il salto da Cologno a Santa Giulia.

Fonte: Repubblica Affari & Finanza

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