Vendita Persidera, TIM tratta con I Squared Capital

persideraLa vendita di Persidera torna sul tavolo di TIM che valuterà l’offerta vincolante del fondo americano I Squared Capital da 250 milioni di euro per l’acquisto della società operatrice delle torri tv e delle frequenze del digitale terrestre detenuta al 70% da Telecom (il 30% è di Gedi).

Il cda di TIM lunedì 24 esaminerà infatti l’offerta vincolante per la cessione di Persidera da parte di I Squared Capital su cui l’advisor Barclays sta lavorando in questi giorni. Ma la stessa offerta sarebbe ben lontana dai 290 milioni di euro ipotizzati dallo stesso fondo lo scorso febbraio quando l’ ultimo tentativo di vendere Persidera fu congelato. I Squared, assistito da Morgan Stanley, avrebbero riscontrato un rallentamento del business e, quindi, l’offerta potrebbe aggirarsi sui 250 milioni a suo tempo offerti da F2i e Rai Way ritenuti non congrui dai soci.  Alla base della decisione di febbraio, i differenti valori di carico: TIM valorizza in bilancio 137 milioni il 70%, avendola svalutata, Gedi il 30% a 110 milioni. Avendo Gedi diritto di veto, la situazione potrebbe non sbloccarsi anche questa volta.

L’urgenza di cedere Persidera è venuta meno con la perdita del controllo di TIM da parte di Vivendi e con l’ingresso nel cda della stessa Persidera di due membri del trust Advolis. La vendita è stata tuttavia indicata come prioritaria da Amos Genish per fare cassa e compensare in parte l’esborso per le frequenze del 5G.

Il 24 è inoltre previsto che il cda dia mandato al management di proseguire il processo su Sparkle, fissando i paletti necessari per rispettare le tematiche sul golden power, come discusso da Genish e Fulvio Conti nel colloquio a Palazzo Chigi che ha riguardato Open Fiber: per questo ieri il titolo è salito del 3,9% a 0,5714 euro. Sarà dato mandato formale a un advisor, dopo che al beauty contest lanciato dal cfo Piergiorgio Peluso hanno risposto una decina di banche, fra cui Mediobanca. Il dossier potrebbe riguardare F2i più che Cdp il cui nuovo corso punta sul sostegno all’economia. Ieri Sparkle ha comunicato l’ apertura di due nuovi punti vendita in Asia.

Sempre con l’obiettivo di fare cassa, il cda potrebbe chiedere approfondimenti su Inwit, dopo che il tema di una eventuale cessione in tutto o in parte sarebbe stato sommariamente discusso in passato. TIM ha più opzioni. Avendo il 60%, potrebbe cedere fino al 20% senza pregiudicare il controllo di fatto: agli attuali valori, il potenziale incasso supererebbe gli 800 milioni e gli acquirenti, in un mercato vivace come quello delle torri, non mancherebbero: da F2i impegnata nell’opa su Ei Towers a Edizione.

Ma il cda del 24 servirà anche per fare il punto sui risultati e le performance industriali di ritorno dalla pausa estiva, nonché di aggiornare le previsioni per l’anno in corso. Dopo i dati in chiaro scuro a giugno, il mercato attende di capire l’impatto della crescita di Iliad sui conti di TIM. È invece improbabile venga convocata la tanto attesa assemblea per la nomina della società di revisione, dopo che il 24 aprile aveva fallito un accordo per i veti incrociati di Vivendi ed Elliott. In base alle procedure nella convocazione di tale assemblea gioca un ruolo chiave il collegio sindacale che, rinnovato proprio ad aprile (presidente Roberto Capone) non sarebbe ancora pronto a procedere. È quindi rinviato il tentativo di Vivendi di riprendere il controllo del cda di TIM. Infine l’asta sugli ultimi lotti delle frequenze 5G ha raggiunto i 3,5 miliardi, ma non si è ancora chiusa, servono altri giorni.

Fonte: Il Messaggero

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