L’LTE che acceca la tv digitale

In questi giorni Telecom Italia, 3 Italia e Vodafone hanno annunciato il lancio dell’LTE. Ma il nuovo segnale della rete mobile di quarta generazione  andrà a creare con tutta probabilità un bel problema per chi vorrà vedere la cara e vecchia televisione.

Il Ministero dello sviluppo stima che per circa 1 milione di italiani (3-4% delle antenne condominiali) la nuova rete super-veloce interferirà con le antenne tv condominiali. Gli operatori telefonici comunque sono pronti a partire (Telecom il 7 novembre, Vodafone il 30 ottobre) con l’esordio del servizio sulle frequenze 1800 MHz. Ma appena verranno liberate le frequenze 800 MHz, ora occupate dalle tv locali, l’LTE potrebbe verosimilmente accecare i segnali televisivi sul alcuni particolari canali.

Il direttore delle ricerche della Fondazione Ugo Bordoni, Mario Frullone, intervistato da Il Sole 24 ore, dichiara che le antenne LTE creeranno due problemi al segnale tv: «i segnali del 4G di tutti gli operatori possono infatti saturare l’amplificatore dell’antenna tv condominiale, accecando il digitale terrestre». Ma si aggiungono pure le interferenze causate dall’effetto del canale adiacente se le antenne dell’operatore telefonico utilizzano le frequenze più prossime a quelle televisive (nello spettro). «Questo distrurberà le immagini televisive» spiega Frullone. «Dall’accecamento saranno colpite le case situate a circa 150 metri dai ripetitori LTE. Mentre il disturbo del canale adiacente si diffonde fino ad alcune centinaia di metri».

Il disturbo al già precario segnale della tv digitale terrestre dipende da molteplici variabili: non solo la distanza dall’antenna LTE, ma anche dall’orientamento dell’antenna tv (se puntata sul ripetitore telefonico darà più problemi) e dalla potenza del segnale tv. «Nelle zone dove il segnale televisivo è forte, il problema da canale adiacente è ridotto ma aumenta il rischio che saturi l’amplificatore».

Le soluzioni tecniche ci sono ma costano. Si può installare un filtro sull’antenna tv, per impedire che arrivino i segnali LTE. Ma chi pagherà? Il Ministero ha predisposto nel Decreto Crescita una norma, poi stralciata, per imporre la spesa agli operatori telefonici: ora intende ripresentarla in fase di conversione di legge, prima di gennaio. Altriementi saranno come al solito gli utenti tv a pagare l’ennesimo prezzo di un’innovazione tecnologica.

La tv digitale terrestre, come sanno i lettori di Tv Digital Divide, sta già causando grossi disagi in numerose parti del paese. E l’arrivo dell’LTE di certo non migliorerà la situazione critica. Gabriele Falciasecca, presidente di Lepida, la società che gestiosce la rete in fibra della regione dell’Emilia-Romagna, afferma che in certe zone la tv analogica arrivava con antenne di fortuna che nel passaggio al digitale non sono state rimpiazzate, ad esempio «nel sud dell’Emilia-Romagna dove stiamo intervenendo per rimediare. Nel 2013 metteremo una dorsale di ponti radio tra Piacenza e Rimini, collegate alla fibra e a tralicci tv. Servirà a portare Internet e il digitale terrestre». Conclude Falciasecca. Ma per chi rimarrà ancora senza segnale l’alternativa tv è il satellite di Tivù Sat, che non ha abbonamento (si deve essere il regola con quello Rai), ma richiede l’acquisto dell’ennesimo decoder e di una parabola da installare.

Fonte: Nòva24

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