Rai: la Lega all’assalto della dirigenza. Maroni: “privatizzare o presidenza spetta a noi”

E’ davvero difficile comprendere le strategie del partito pseudo-indipendentista ma tecnicamente federalista del Carroccio. In particolare sulla questione Rai. Se da una parte infatti gli organi di stampa della Lega e suoi soldatini verdi incitano il popolo all‘astensione e al boicottaggio del canone e alla privatizzazione della tv pubblica, con iniziative a dir poco circensi, dall’altra i vertici della Lega Nord continuano l’assalto alle poltrone della dirigenza di viale Mazzini. E dopo la conquista della direzione del Tg2 e dei Tg Regionali ora l’esercito padano (o almeno i suoi generali) puntano alla presidenza della Tv pubblica.

L’occhialuto Roberto Maroni, che incarna l’anima più “dura” e d’opposizione del partito, ha affermato che la riforma della Rai, ipotizzata dal governo Monti, deve prevedere la sua privatizzazione, come indicato dall’esito di un referendum, oppure, se rimangono così le cose, la presidenza della Rai deve andare all’opposizione, e quindi alla Lega. «Ricordo che avevamo presentato e fatto approvare dalla maggioranza degli italiani un referendum sulla privatizzazione della Rai. – ha dichiarato Maroni ad una cena tra militanti – E questo mi pare sia ancora la strada più opportuna da seguire. Adesso scade il Cda (il 28 marzo – ndr). Vorrei dire al governo dei professori e dei banchieri di non prendere decisioni avventate e soprattutto di coinvolgere l’opposizione. Certo è – ha concluso Maroni – che se rimarrà la legge attuale (la famigerata Gasparri – ndr) con un nuovo Cda per l’equilibrio tra maggioranza e opposizione il presidente va all’opposizione, ricordo che la Lega è l’unico partito di opposizione».

Il famoso referendum citato da Maroni promosso anche dalla Lega Nord risale al 1995, quando il 54% dei votanti scelse l’opzione della privatizzazione della Rai e l’abolizione della pubblicità nella tv di Stato. Negli stessi anni Novanta alcuni militanti leghisti occuparono per protesta la sede Rai di Milano, mentre Bossi urlava dai comizi di Ponte di Legno che avrebbe fatto saltare i ripetitori della televisione pubblica, insultando innumerevoli volte i dirigenti e i giornalisti Rai. Da allora il Carroccio ha letteralmente occupato viale Mazzini, che ha tra l’altro conservato intatti tutti i tralicci e le torri tv, piazzando semplicemente i propri uomini sulle poltrone di potere, con Alessandro Casarin, ultimo di un’infinita lista, nominato dal dg Lorenza Lei alla direzione dei Tgr.

Fonti: lapoliticaitaliana.it  | adnkronos.com | lindipendenza.com
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