Continuano i disservizi del digitale terrestre in tutto il paese (2)

Repubblica ha stilato una mappa delle regioni che registrano i più alti tassi di disservizi televisivi. Vediamoli con qualche informazione ulteriore fornita da Tv Digital Divide:

In Sicilia il Codacons ha protestato per la solita scarsa e non capillare informazione al cittadino, nonostante le campagne avviate da Ministero e Fondazione Ugo Bordoni, lamenta che c’è stata poca comunicazione. Una campagna non sufficiente, soprattutto per ciò che riguarda anziani e persone poco scolarizzate. «Il 20% della popolazione si è trovata senza tv, né analogica, né digitale e ha dovuto chiamare il tecnico dice Giovanni Petrone, presidente regionale del Codacons Sicilia. «L’orografia e della regione certo non aiuta, a questo va aggiunto anche l’alta densità demografica. I vecchi ripetitori analogici non bastano a coprire l’intera area. Per esempio il centro storico di Modica è chiuso in una vallata e qui buona parte dei canali non si prendono».

A molti cittadini siciliani è stato proposto di ricorrere a Tivù Sat, quindi di installare un sistema satellitare, con ulteriori costi oltre al canone Rai, e pagando di tasca propria tutto l’impianto «oltre ad aver già sostenuto la spesa del decoder che non funziona. Invece di risolvere il problema – continua Petrone – si fa pagare ai cittadini. A Modica si sta costituendo un comitato spontaneo di cittadini che chiede di non pagare il canone, perché la Rai non si vede». Il giorno del passaggio anche 12mila utenti di Palermo Mondello-Addaura sono rimasti senza Rai per problemi tecnici al ripetitore. Disservizi che hanno tormentato gli utenti palermitani sino ad agosto.

Emilia Romagna e Marche. Questa estate, a un anno dallo switch-off , la costa adriatica è rimasta senza segnale. Con grande delusione dei tifosi che hanno dovuto vedere gli Europei di calcio sui canali satellitari (chi li aveva). Infatti nelle case e negli alberghi il segnale Rai è improvvisamente sparito. Completamente. Un problema determinato, a quanto pare, dal caldo. Sì, perché c’è anche l’incognita meteo a condizionare la qualità del segnale digitale. Le intemperie, di qualsiasi tipo, amplificano le interferenze, che, in questo caso, arrivano dai ripetitori di Udine. Sta di fatto che in molte aree romagnole i disagi sono tanti: a Ravenna e Rimini non si vede il Tg regionale, nelle province di Parma e Piacenza almeno la metà della popolazione non vede la Rai regionale per l’interferenza delle reti private lombarde; a Ferrara le antenne ricevono il segnale dal Veneto. A Ravenna è stata avviata una raccolta di firme per una class action contro la Rai per i disservizi. Per risolvere il problema i tecnici della Rai e il Corecom regionale stanno collaborando per trovare soluzioni efficaci come il potenziamento del segnale del ripetitore di Montescudo che serve la zona tra Rimini a Cattolica.

Anche ad Ancona il telegiornale locale è praticamente una chimera e nell’Alto Maceratese i problemi di ricezione sono stati riconosciuti dalla stessa Regione, che anzi, ha sottolineato come siano peggiorati invece di migliorare. C’è chi nel Fermano ha anche acquistato una nuova tivù, spendendo altri soldi. Inutili.

In Molise stessi annosi problemi tv: lo confermano ancora una volta le numerosissime segnalazioni dei cittadini residenti a Termoli (Campobasso), che evidenziano la pessima qualità del segnale della tv digitale (dei canali Rai e delle tv locali), che impedisce di seguire telegiornali e trasmissioni.

La Basilicata è passata al Dtt a giugno ma evidentemente la pianificazione tecnica dello switch-off aveva dei buchi, neri come gli schermi dei cittadini che da un momento all’altro sono rimasti senza trasmissioni. Lo ha denunciato il presidente del Corecom Ercole Trerotola, chiedendo l’intervento della Rai e delle istituzioni per risolvere il problema di «disservizi e malfunzionamenti che impediscono a moltissimi cittadini lucani di sintonizzare correttamente i canali Rai e di vedere il Tg3 Basilicata». Col passare del tempo i problemi delle zone di confine sono aumentati e anche nel centro di Matera, in buona parte del Metapontino, nel Vulture Melfese e nel Marmo Platano (da qui vengono il maggior numero di segnalazioni da cittadini ma anche da istituzioni, associazioni e consiglieri regionali) non si può vedere il Tg3 regionale e talvolta nessun canale Rai. «È una cosa che fa pensare che in sede tecnica ci sia stata una evidente sottovalutazione dei problemi legati all’avvento del digitale terrestre. Una sottovalutazione che priva centinaia di migliaia di cittadini (che pagano il canone Rai) del servizio pubblico radiotelevisivo».

In Abruzzo, che in effetti aveva già grossi problemi di ricezione del segnale analogico, a tre mesi dallo switch-off ha ancora una parte enorme del territorio che è rimasta tagliata fuori dalla “rivoluzione digitale”. Si tratta di quell’area che va sotto il nome di Piana del Cavaliere, nella Marsica, tra il Lazio e l’Abruzzo appunto. Qui ci sarebbero ancora oltre 22mila utenti con lo schermo nero o quasi. Molte tv locali ma anche La7, Mtv e Sportitalia, dopo il passaggio, sono in pratica spariti e anche le reti Rai sono ballerine. Problemi di ripetitori a quanto pare. E di antenne private, che non vanno bene per la ricezione del segnale. Quindi vanno cambiate. A spese dei singoli utenti, che non sono stati neanche avvertiti per tempo. I problemi non riguardano solo la Marsica ma anche le città come L’Aquila, Chieti, Pescara.

In Puglia il Ministero ha registrato 3.800 chiamate nel giorno dello switch-off pugliese, a fine maggio. Da Bari a Molfetta, da Bitornto a Fasano, c’è stato il delirio. Tanti, soprattutto gli anziani, non sapevano nulla del cambio e non avevano neanche il decoder. Ma anche chi aveva attrezzato tutto si è trovato isolato. Problemi che si sono poi risolti chiamando l’antennista (pagando di tasca propria) e risintonizzando più volte i canali. Quasi imprendibili, comunque, le emittenti locali.

Ma i problemi non sono finiti come avevano promesso le istituzioni nel giro di qualche giorno. Tant’è vero che si sono protratti anche fino agli Europei di calcio. La zona di Foggia è stata tra le più critiche, con Manfredonia che è rimasta senza trasmissioni Rai e Mediaset, subito dopo il passaggio al digitale (24 maggio) e che ha visto a pericolo black out anche l’atteso appuntamento calcistico. Problemi di impianto, problemi di ricezione. Stessa storia per Cerignola, dove l’80% dei residenti ha sentito la partita Italia-Irlanda alla radio: Rai fuori uso. Tant’è che il sindaco ha avviato una diffida per possibile interruzione del servizio pubblico nei confronti della Rai. Da settimane interi paesi della Capitanata, del Barese e di altre zone non ricevono il segnale Rai e Codacons Puglia pensa a una class action contro la Rai.

Fonte : repubblica.it

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