Frequenze: il governo annulla il Beauty Contest. Asta entro 120 giorni

Il Consiglio dei Ministri che si è riunito ieri intorno alle ore 17,45 a Palazzo Chigi, all’interno del disegno di legge di semplificazione fiscale in Parlamento, ha approvato la presentazione di un emendamento contenente le misure per l’annullamento della procedura di gara non competititva, nota come Beauty Contest, per l’uso efficiente e la valorizzazione economica dello spettro radio.

Su proposta del Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, il Cdm ha finalmente approvato la presentazione di un emendamento che prevede l’annullamento del contestatissimo concorso di bellezza che regalava le frequenze derivanti dal cosiddetto “dividendo digitale” ai soliti incumbent della televisione italiana. Con questa decisione – che tiene conto di diversi Ordini del giorno approvati dalla Camera e del mutato contesto economico-sociale rispetto a quando il beauty contest era stato avviato – il Governo intende valorizzare economicamente una risorsa preziosa quale quella delle frequenze, puntando inoltre al consolidamento dell’industria televisiva e allo sviluppo del comparto TLC. L’esecutivo dovrà però approvare inoltre un decreto interministeriale per la definizione dei criteri e delle modalità per l’attribuzione di un indennizzo ai partecipanti della gara abrogata.

Secondo le fonti governative si pongono così anche le basi per la chiusura della procedura di infrazione comunitaria da tempo aperta contro l’Italia e si creano le condizioni per aumentare ulteriormente il pluralismo, la trasparenza e l’apertura del mercato. I singoli lotti messi a gara saranno composti da reti di più frequenze, modulabili per macroaree di diffusione. Alcune di queste frequenze, posizionate sopra la banda 700 MHz, saranno assegnate per un periodo di tempo più limitato in quanto, coerentemente con le future decisioni comunitarie, potranno essere destinate a servizi diversi da quelli televisivi e dunque riassegnate, tramite ulteriori aste, a operatori di TLC.

I lotti di frequenze saranno assegnati tramite aste a titolo oneroso. Il bando della prima asta sarà emanato dal Ministero dello sviluppo economico entro i prossimi 120 giorni e sarà basato su regole stilate dall’Agcom, sentiti i competenti uffici della Commissione europea. Con questo sistema di assegnazione, lo spettro nazionale sarà maggiormente valorizzato e sfruttato in maniera più efficace, consentendo l’adozione delle più avanzate tecnologie trasmissive presenti sul mercato.

Il Ministero dello sviluppo economico emanerà entro 120 giorni il bando della nuova gara per l’assegnazione delle frequenze. Mentre le regole della gara dovranno essere elaborate dall’Agcom, sentiti i competenti Uffici della UE e attenendosi ai seguenti criteri e principi direttivi:

  • aggiudicazione all’offerta economica più elevata, anche mediante rilanci competitivi;
  • partecipazione alla gara riservata agli operatori di rete, assicurando la separazione verticale tra i fornitori di programmi e gli stessi operatori di rete, che dovranno consentire l’accesso ai fornitori di programmi a condizioni eque e non discriminatorie. In questo modo sarà più facile e meno oneroso accedere al mercato televisivo;
  • fissazione dei criteri e delle priorità per favorire i fornitori di programmi nuovi entranti e l’innovazione tecnologica;
  • composizione ottimale dei diversi lotti messi a gara e modulazione della durata dei diritti d’uso delle singole frequenze, così da garantire la tempestiva destinazione delle frequenze secondo la disciplina dello spettro radio stabilita dalla Commissione europea e dagli organismi internazionali competenti, con particolare riguardo agli obiettivi della agenda digitale nazionale ed europea.

L’emendamento del governo contiene previsioni più generali sulla valorizzazione dello spettro e sul riordino dei contributi per l’utilizzo delle frequenze entro il 2012, oltre a misure per favorire nuovi standard televisivi come DVB-T2 e Mpeg-4, per aumentare quantità e qualità delle trasmissioni televisive. Dal 1° gennaio 2015 le aziende produttrici di televisori saranno obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere i nuovi standard. Le nuove tv, dal 1° luglio 2015, saranno le uniche a poter essere commercializzate. Si prevede entro la fine del 2012 il riordino dei contributi per l’utilizzo delle frequenze televisive, che saranno progressivamente applicati per favorire l’ottimale utilizzo delle frequenze.

Il Pd plaude allo stop del beauty contest. «La decisione del governo è importante», commenta il deputato del Pd, Paolo Gentiloni, che sottolinea l’obiettivo del «massimo introito per le casse dello Stato e della promozione di un mercato televisivo aperto». Dal momento che all’«Agcom spetterà un ruolo rilevante – avverte però Giuseppe Giuletti di Articolo 21 – a questo punto diventerà ancora più essenziale illuminare a giorno le procedure di rinnovo dell’autorità medesima». E il leader Idv, Antonio Di Pietro, chiosa: «Sul beauty contest speriamo che il governo sia passato realmente dalle parole ai fatti. Ci riserviamo di vedere il testo che ci auguriamo rispecchi quanto chiesto più volte dall’Italia dei Valori».

Fonti: governo.it | Ansa

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