Mediaset: il Tar blocca Publitalia nella raccolta dei canali digitali

Il 3 luglio scorso una sentenza del Tar del Lazio  ha annullato la delibera Agcom che, dal primo gennaio 2011, liberava Mediaset dall’obbligo di raccogliere con una concessionaria pubblicitaria separata e differente dal colosso di Publitalia 80 gli spot per i nuovi canali del digitale terrestre.

Il commissrio Agcom uscente Sabastiano Sortino spiega: “Ci sono voluti quasi due anni, ma la delibera del Tar ha alla fine utilizzato quasi le stesse parole che noi consiglieri della minoranza avevamo fatto mettere a verbale. Ma al di là di questo la sostanza è che il Tribunale Amministrativo dice che l’Authority ha preso una decisione senza rispondere al quesito fondamentale: se nel passaggio dall’analogico al digitale non si stesse creando una situazione di dominanza nel mercato pubblicitario tv“.

Il divieto era stato imposto a Mediaset nel 2005 dal predecessore di Corrado Calabrò, Enzo Cheli, e imponeva al Biscione di operare sui nuovi canali digitali attraverso un soggetto nuovo e diverso da Publitalia. Cosa che a Cologno risolsero velocemente creando dal nulla la concessionaria  Digitalia. Ugualmente controllata dal gruppo della famiglia Berlusconi. Il vantaggio era evidente, soprattutto in una fase di lancio dei nuovi canali digitali. La rete di vendita di Publitalia si attrezzò infatti molto velocemente per vendere dei “bundle”, ossia dei pacchetti in cui si combinavano spot sulle tre ammiraglie Canale 5, Rete 4 e Italia 1, con quelli su Iris, Boing e La5 ( ancora non esistevano Extra, Italia2 e Tgcom24).

Che cosa succederà adesso? Nell’immediato sicuramente Mediaset farà subito ricorso per una sospensiva dell’attuazione della sentenza. Dopo di che Agcom dovrà prendere quella che sarà probabilmente la sua prima decisione di peso: il neo presidente Cardani e i quattro nuovi commissari dovranno decidere se lasciare tutto com’è, ossia mantenere la doppia concessionaria per il Biscione, o predisporre un nuovo intervento. In ogni caso la decisione del Tar potrebbe perfino avviare una revisione di un’altra decisione presa a maggioranza dall’Authority uscente: quella di non considerare il mercato della pubblicità come uno dei «mercati rilevanti» del sistema dei media italiani. (repubblica.it)

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