Numerazione LCN: i dati d’ascolto peseranno sull’ordine del telecomando

Continua la tribolata vicenda sui numeri automatici del digitale terrestre. Dopo che il Consiglio di Stato ha azzerato il telecomando degli italiani, con 4 chirurgiche sentenze del 31 agosto, l’Agcom ha riscritto il regolamento sul tema. In palio c’è la posizione dei canali nell’era della tv digitale. Rai Uno, Rai Due, Rai Tre resteranno dove sono. Canale 5, Italia 1 e Rete 4, pure. Mentre rischiano Mtv e La7 (proprio ora che Telecom Italia li vende), come Cielo, creatura di Sky.  Stesso destino infine per Deejay Tv, adesso alla nona.

Il Garante per le comunicazioni, scrive Aldo Fontanarosa su La Repubblica, rinuncia alla madre di tutte le battaglie e conserva queste reti storiche nelle prime sei posizioni. Qualche anno fa, Rete 4 doveva finire addirittura sul satellite per aprire il mercato a nuovi editori. Ora questo simbolo del duopolio si consolida sul tasto 6 del telecomando. Dove resterà, per sempre.

Il compratore di La7 e di Mtv – invece – farà i conti con una nuova incognita. Non è detto che i due canali manterranno la settima e ottava posizione. Per restare dove sono, dovranno dimostrare di essere stati «storicamente generalisti». Nella stessa situazione si trova Deejay. L’esame supplementare non è un capriccio del Garante. E’ stato il Consiglio di Stato, nelle sentenze di agosto, ad accendere un faro su queste emittenti. L’effetto resta paradossale: i canali del duopolio (Rai, Mediaset) dormono sogni tranquilli; mentre gli editori emergenti devono rifare le analisi del sangue.

Le grandi emittenti locali conserveranno una collocazione di prestigio, dal tasto 10 al 19 del telecomando. E qualcuna di esse punta addirittura al settimo, ottavo o nono, se liberati. Il Garante, però, avverte le ambiziose “locali”. Per avere un posto al sole, dovranno dimostrare di avere i dipendenti in regola, di fare informazione e cultura, ed anche ascolti significativi. L’Auditel – la tanto contestata Auditel – peserà nel determinare la numerazione delle reti locali (e anche delle nuove nazionali, tipo Cielo, che andranno dal tasto 21 al 70).

Il vecchio regolamento chiedeva ai canali di televendite di trasmettere un po’ di informazione o cultura se proprio volevano salire sul telecomando. E loro adottavano il trucco più vecchio del mondo. Di giorno vendevano pentole e solo a tarda notte trasmettevano (brutti) film e (pessimi) documentari. Ora non potranno più scherzare e dovranno fare programmi di qualità anche al mattino.

La bozza di regolamento del Garante è sottoposta a consultazione pubblica. Chiunque potrà dire la sua sul testo e invocare correzioni. La bozza – attenzione – precisa che il telespettatore sarà sempre libero di stabilire lui l’ordine dei canali in casa propria. E dice anche che le emittenti potranno fare degli scambi. Ti cedo il tasto 10 e mi prendo il 20. Ma questo baratto sarà vietato a RaiUno, RaiDue, RaiTre, Canale 5, Italia 1, Rete 4. Anche gli editori intoccabili, per una volta, vengono sottoposti a una regola, a una limitazione.

Fonte: La Repubblica

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