Numerazione LCN: nuovo caos canali tv

Il telecomando della tv è piombato per l’ennesima volta nel caos. Le 4 sentenze del Consiglio di Stato del 31 agosto, che hanno annullato il Piano di numerazione nazionale LCN (Logical channel number) dei canali del digitale terrestre, confermano un’altra sentenza stavolta del Tar del Lazio che aveva accolto vari ricorsi da parte di Sky, del Comitato radio televisioni locali (CRTL), di GET e di Telenorba.

La sentenza parla chiaro: la numerazione così com’è non tiene conto delle preferenze degli ascoltatori. I canali 8 e 9, ad esempio, non dovevano essere assegnati a MTV e Deejay Tv, in quanto non generalisti. La guerra del telecomando infatti si combatte per le ultime posizioni in alto nella lista dei canali dedicate alle tv nazionali (cioè dal numero 1 al numero 9) e per le prime imposte dall’Agcom per le emittenti locali (dal 10 al 19). Secondo Marco Mele e Daniele Lepido (Il Sole 24 Ore) il Consiglio di Stato non mette sullo stesso piano le tv generaliste ex-analogiche con quelle nazionali digitali.

Per ora sembra spuntarla Rete Capri, che dovrebbe riottenere il numero 9 del telecomando. C’è il rischio pure che nelle regione del sud La7 sia sostituita al numero 7  da Telenorba. Mentre il canale di Sky, Cielo, ha poche probabilità di stare tra i primi 9 numeri. Ma la sentenza ripassa la patata bollente dei canali del digitale terrestre alla stessa Agcom, che, per evitare l’ennesima battaglia del telecomando, con l’occupazione selvaggia dei primi numeri, dovrà emanare in breve tempo un provvedimento d’urgenza per bloccare la numerazione esistente, fino a quando non sarà approvato un nuovo regolamento.

Secondo l’avvocato Ernesto Apa dello Studio Portolano Cavallo, il Piano LCN è da rifare perchè l’Agcom è incappata in un vizio procedurale, cioè una consultazione pubblica troppo breve (15 giorni anzichè 30). Mentre il legale di CRTL afferma che la sentenza ha rimesso in ordine le regole per le tv locali, disponendo che non si potranno assegnare i numeri in base alle graduatorie Corecom regionali, che tengono conto di troppi fattori, ma solo in base all’ascolto.

Fonti: Il Sole 24 Ore | La Repubblica

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