Beauty Contest, Lei (Rai): “aderiamo alla gara per sviluppo tecnologico”

La Rai, in particolare il direttore generale Lorenza Lei, in occassione della consueta audizione in Commissione di Vigilanza, esprime la posizione dell’azienda della tv pubblica sulla vicenda della gara a Beauty Contest delle frequenze tv, recentemente sospesa dal Ministero dello sviluppo per 90 giorni, in attesa di una revisione delle modalità dell’assegnazione dei 6 canali agli operatori nazionali.

«La Rai ha aderito al beauty contest nella convinzione che avrebbe consentito l’ottimizzazione delle frequenze e ha preso atto del provvedimento del Governo rispetto al quale stiamo predisponendo le nostre osservazioni nel termine previsto». Lorenza Lei, che è ultimamente coinvolta in un vortice di polemiche per le probabili nuove nomine dei direttori delle testate giornalistiche, guarda al tema delle frequenze definendolo «complesso» e spiegando che «la riflessione sull’opportunità che alla Rai siano assegnate altre frequenze nasce dal nostro posizionamento di azienda di servizio pubblico che ha nello sviluppo tecnologico uno degli elementi di attività».

«Considerando che il digitale sta evolvendo nella trasmissione in alta definizione e in un prossimo futuro nel 3D – aggiunge il direttore dell’azienda – è naturale che l’azienda di servizio pubblico guidi il mercato anche in questo ulteriore cambiamento tecnologico». La Rai «ha avviato la conversione di tutto il proprio apparato produttivo all’alta definizione» e se in prospettiva «anche la Rai volesse trasmettere tutta la propria offerta in alta definizione avrebbe bisogno approssimativamente del doppio dell’attuale capacità trasmissiva di cui dispone», conclude Lei.

La Rai sul digitale terrestre propone un bouquet di ben 15 canali, del quale uno (Rai HD) appunto in alta definizione, su un pacchetto di 5 multiplex . Solo Mediaset ha più frequenze e trasmette più canali nel dividendo digitale italiano. Se la tv pubblica venisse in possesso di un’altra frequenza avrebbe l’obbligo per legge di cedere il  40% della capacità trasmissiva del mux alla concorrenza.

Ma per trasmettere ulteriori canali in HD e in tre dimensioni, la Rai potrebbe anche rinunciare a una nuova frequenza (quella in lizza nel beauty contest), adottando il nuovo standard del digitale terrestre DVB-T2, usato in Inghileterra ad esempio dalla BBC, e già sperimentato e testato in passato dal Centro Ricerche Rai di Torino, che consentirebbe di risparmiare spazio all’interno di ogni multiplex per trasmettere un numero maggiore di canali (il 30% in più rispetto al DVB-T). Il cambio di tecnologia però, non essendo compatibile con gli attuali decoder e tv presenti nelle case degli italiani, comporterebbe alcune problematiche sulla diffusione dei canali pubblici ad alta definizione.  L'(im)possibile sacrificio dell’azienda di Viale Mazzini potrebbe trasformare il concorso di bellezza in una vera gara per le frequenze aperta alla concorrenza di nuovi operatori, ricalcando il vero e unico scopo del beauty contest imposto dalla Commissione europea.

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