Il Ministero vara il bando per il Beauty Contest del digitale terrestre

Nonostante le ombre e gli impedimenti che incombono sul concorso di bellezza del digitale terrestre, tra ricorsi di Tivuitalia e delle tv locali, il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso ieri disponibili sul suo sito web il bando ed il disciplinare di gara per l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale e terrestre conformemente a quanto previsto dal Regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni n. 497/10/CONS.

Le frequenze televisive messe in gara, da distribuire gratis attraverso la modalità a beauty contest, dove una commisione ministeriale assegnerà dei punti ai partecipanti, sono cinque multiplex in DVB-T e uno in DVB-H (per la tv mobile) o, a scelta del vincitore, in DVB-T2 (nuovo standard del digitale terrestre) per la creazione di altrettante reti equivalenti, individuate dall’Autorità nel Piano di assegnazione delle frequenze di cui alla Delibera 300/10/CONS.

Dopo il via libera del Consiglio di Stato e della Commissione europea, in particolare sullingresso di Sky alla gara, e dopo un’accurata analisi da parte degli uomini del commissario UE alla concorrenza Joaquin Almunia, ecco che arriva l’agognato bando che consentirà (forse) all’Italia di evitare le pensanti sanzioni ipotizzate nella procedura di infrazione aperta dall’Europa nel 2006 sul dividendo digitale televisivo nostrano.

I broadcaster interessati avranno 60 giorni di tempo per presentate le domande dal momento della pubblicazione nella Gazzatta Ufficiale. I lotti di frequenze in gara sono sostanzialmente rimasti immutati: per il lotto A potranno a partecipare i nuovi entranti, tra i quali Sky, e si vocifera anche tra i tanti l’interessamento del gruppo l’Espresso, Prima Tv, Viacom, RTL ,Virgin, Discovery, RCS (nonostante le smentite) e H3G; il lotto B invece rimane di esclusiva portata di Rai e Mediaset che si spartiranno inesorabilmente due mux; il lotto C, quello della frequenza DVB-H, sembra essere destinato a Telecom Italia Media. E i multiplex più preziosi, quelli a monofrequenza (cioè i canali 55 UHF e 58 UHF), che si pensava potessero essere assegnati ai nuovi operatori su indicazione dell’UE proprio per dare più spazio alla concorrenza, rimangono merce di proprietà del duopolio tv italiano (Rai e Mediaset).

Gli operatori, anche se otterranno gratuitamente i canali (frequenze che comparate a quelle da assegnare per la banda larga mobile varrebbero miliardi di euro), per partecipare al concorso di bellezza dovranno garantire un deposito cauzionale di 2,5 milioni di euro e, in caso di vittoria, dovranno elargire 600 mila euro al ministero per le spese di gara. I vincitori della sfilata avranno i mux in concessione per 20 anni, e Rai, Mediaset e Sky non potranno acquisire per 5 anni altri canali.

La graduatoria del concorso, che stabilirà i vincitori, assegnerà  un massimo di 100 punti agli operatori in gara: 35 per il piano tecnico di infrastruttura, 35 per il piano commerciale dell’offerta dei servizi, degli eventuali rapporti con l’utenza, delle previsioni di mercato, degli obiettivi commerciali, e 30 per la struttura d’impresa ed esperienze maturate nel settore delle comunicazioni elettroniche, con particolare riferimento alla realizzazione di reti di radiodiffusione televisiva.

Infine chi vincerà dovrà garantire la copertura  dell’80% del territorio entro 5 anni, e i nuovi entranti potranno da subito trasmettere anche senza rete, perchè secondo il disciplinare di gara gli operatori che già trasmettono e hanno il 75% di copertura sono obbligati a fornire accesso agli operatori più “belli” vincitori del concorso.

Testo del bando di gara Beauty Contest

Testo del disciplinare Beauty Contest

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