A rischio il Beauty Contest del digitale terrestre, pesa il ricorso di Tivuitalia

Il concorso di bellezza per l’assegnazione gratuita dei cinque multiplex (più uno per la tv mobile) del digitale terrestre agli operatori tv nazionali del mercato televisivo italiano, scrive MF, potrebbe subire un improvviso e brusco stop a poche ore dalla pubblicazione del bando di gara (previsto, si spera, tra venerdì e lunedì prossimo).

A mettere i bastoni (legali) tra le ruote al bando per l’assegnazione delle frequenze digitali tv che il ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto e consegnato alla Ue (che lo ha approvato con qualche modifica in favore della concorrenza) sarà con ogni probabilità Tivuitalia, società attiva nella distribuzione del segnale e dei contenuti televisivi controllata dalla quotata Screen Service, che attualmente veicola i programmi e i canali di Sportitalia.

Tivuitalia infatti si è rivolta alla giustizia amministrativa italiana ed europea, dopo che il ministro Paolo Romani ha di fatto declassato l’operatore tv di proprietà di Screen Service dalla dimensione nazionale a quella di soggetto locale, anche se lo stesso raggiunge attualmente 18 regioni su 20 e ha una copertura sul 66% della popolazione italiana, e inoltre è conforme come operatore nazionale alle disposizioni della legge Gasparri del 2004. L’azienda ha perciò deciso di passare al contrattacco su tutti i fronti. E dopo la partenza dei ricorsi al Tar e alla Commissione UE, con una missiva datata 5 luglio e indirizzata a Krzysztof Kuik, Tivuitlia è intenzionata a fare valere le proprie ragioni anche per quel che riguarda il tanto atteso beauty contest.

«Considerando il fatto che ci riteniamo un operatore nazionale a tutti gli effetti, nonostante il divieto del Ministero, vogliamo concorrere al bando di gara per l’assegnazione dei mux, presentando la nostra candidatura» dichiarano da Screen Service. «Le disposizioni di Romani però ce lo impediscono e quindi stiamo preparando un ulteriore ricorso al Tar, e saremo pronti a bloccare tutto nel caso in cui ci fossero imposti paletti burocratici. Anche i commissari europei si sono accorti di questa situazione (che ricorda molto da vicino il caso clamoroso di Europa 7 – ndr) e monitorano l’intera vicenda».

L’Italia infatti è già coinvolta in una procedura di infrazione da parte dell’UE per aver eretto barriere d’ingresso nel mercato tv (la nota vincenda di Rete 4 abusiva e del canale spettante a Europa 7), e il beauty contest avrebbe teoricamente la funzione di aprire lo stesso mercato alla concorrenza e quindi di annullare le pesanti multe previste.

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