Copyright: Agcom attuerà la delibera censura-Internet entro maggio

Il presidente dell’Autorità di garanzia per le comunicazioni, Corrado Calabrò, va avanti sul regolamento per il diritto d’autore e adotterà entro la fine del mandato dell’attuale vertice (a metà maggio) il regolamento sul Copyright online. 4 commissari Agcom su 8 glielo chiedono, e il regolamento sarà posto all’odg del Consiglio e sarà adottato. È quanto emerso dall’audizione del presidente presso la Commissione bicamerale sulla Contraffazione e la Pirateria.

Il presidente ha messo in evidenza di aver «auspicato che vedesse la luce un’iniziativa legislativa chiarificatrice e pacificatrice» da parte del Parlamento. «L’abbiamo attesa per mesi – ha detto – non perché fossimo insicuri della nostra competenza o del nostro schema di regolamento, ma per rispetto del Parlamento. Dal fronte parlamentare non è però venuto nulla di organico». Il chiarimento col governo è stato fatto anche per chiarire alcuni aspetti tecnici. Tra questi, per esempio, la competenza dei giudici in relazione alle iniziative adottate dell’Autorità: se cioé il giudizio spetti alla magistratura ordinaria o amministrativa.

A proposito dello schema di regolamento messo a consultazione, Calabrò ha spiegato che «la strada che stiamo cercando di percorrere non prevede alcuna responsabilità preventiva dei fornitori di servizi, coerentemente con quanto previsto dalla direttiva». Il testo messo in consultazione è strutturato su due linee di intervento: «la promozione dell’offerta legale di contenuti digitali e un misurato enforcement del diritto d’autore».

L’associazione Agorà Digitale, che difende il diritto di informazione in Rete, per voce del suo Segretario Luca Nicotra ha dichiarato: «Calabrò oggi ha ritrattato completamente quanto dichiarato la settimana scorsa di fronte ad una convocazione urgente ed ufficiale al Senato. E’ una situazione gravissima, in cui annuncia la volontà di approvare il contestato regolamento censura entro la fine del suo mandato qualsiasi sia la posizione del governo. La settimana scorsa, di fronte alla commissione Parlamentare al Senato di aveva dichiarato “Attenderemo che tale norma veda la luce prima di adottare il regolamento predisposto”. Il contrario di quanto dichiarato oggi».

«Si tratta dell’ennesima grave violazione del rapporto tra Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e Parlamento che ormai compromette definitivamente l’affidabilità e l’indipendenza di tale autorità. – continua Nicotra – Ora è fondamentale che il Parlamento intervenga. Ma è ancora più importante che lo faccia il presidente del Consiglio Mario Monti. E’ necessario un forte segnale di discontinuità da parte del nuovo governo per dimostrare l’indipendenza del governo su una materia cosi’ fondamentale come la libertà di informazione e il diritto d’autore, ridando al Parlamento il compito di guidare una discussione che non può essere semplificata in norme censoree che prevedono rimozioni sommarie di contenuti e oscuramento di siti web. Provvedimenti che porterebbero l’Italia fuori dall’Europa minando le prospettive di apertura del nostro sistema dell’informazione, già agli ultimi posti in Europa per libertà e pluralismo».

Fonti: Ansa | agoradigitale.org

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