Metroweb: Gamberale convince Romani sullo sviluppo della fibra

Nell’incontro di ieri tra il ministro dello Sviluppo economico Romani e il numero uno di F2i, Vito Gamberale, si è ben capito che il piano del MSE sullo sviluppo delle reti in fibra ottica non ha futuro, quello di Metroweb si.

«Le strategie di crescita dell’operatore possono dare un contributo al piano governativo di digitalizzazione del Paese», ha detto il ministro. Il progetto Metroweb del fondo F2i, che mira a fare della società della fibra milanese il nuovo veicolo nazionale per la banda ultralarga, partendo dai distretti industriali e dalle aree urbane che hanno domanda, di fatto rischia di compromettere il lavoro del Tavolo Romani per la costituzione di una newco per la fibra. Un’iniziativa peraltro fortemente criticata dall’ad del fondo di investimento, dalle società tlc e dalle associazioni di consumatori di settore.

Il ministro però evidentemente ha deciso di passare sopra alle critiche. E per mettere a tacere le voci sul fallimento del piano del ministro Romani, dal quale cui si è praticamente tirata fuori Telecom Italia, e quelle di uno spostamento del progetto di sviluppo verso il Ministero dell’Economia di Giulio Tremonti (il presidente della Cassa depositi e prestiti Bassanini e neo-presidente di Metroweb ha annunciato la disponibilità di risorse a favore dell’iniziativa di Gamberale), ha deciso di passare all’azione con un incontro formale. «Romani ha particolarmente apprezzato l’impegno dell’operatore milanese, le cui strategie di crescita possono dare un contributo al piano governativo di digitalizzazione del Paese», si legge nella nota del ministero emessa subito dopo l’incontro.

Il piano governativo, dunque, in qualche modo resta in piedi: queste sono le intenzioni di Romani, che non si è però pronunciato su cosa ne sarà del progetto di newco pubblico-privata Fiberco. Intanto Gamberale svela i primi dettagli del piano Metroweb: Bergamo, Brescia, Genova e Piacenza le città individuate per dare il via al piano per lo sviluppo delle reti NGN. «Penso a tante Metroweb locali – ha dichiarato Gamberale in un’intervista a Il Sole 24 Ore -. Entreremo in trattativa con le utilities locali. E poi c’è anche tutta la fibra di Iren, la società derivante dalla fusione tra Iride (municipalizzate di Genova e Torino) e l’emiliana Enia. Vorrei riuscire a costituire un paio di società all’anno. Sarebbe un buon risultato».

Secondo le ultime notizie dopo la proposta di Metroweb sulla rete in fibra anche Telecom Italia potrebbe cambiare il proprio piano industriale, abbandonando definitivamene il Piano Romani. Lo scrive oggi il Sole 24 Ore, spiegando che la tabella di marcia attuale, che prevede di portare la banda larga in 30 città entro il 2013 difficilmente sarà rispettata, alla luce delle ultime vicende. Oggi la copertura è ferma a sei città, in attesa di chiarimenti regolamentari. A cambiare lo scenario sono le novità sopraggiunte, dall’asta per le frequenze LTE che consentirà (non prima del 2013) di soddisfare le esigenze della clientela “consumer” con la banda larga mobile, fino all’evoluzione tecnologica che potrebbe portare a offrire i 100 Mega con il doppino in rame. Per quanto riguarda la fibra, Telecom Italia punta sui distretti industriali e trova punti in comune con la proposta avanzata da Vito Gamberale per Metroweb. Resta da vedere se saranno immaginabili collaborazioni fra Telecom e Metroweb per coinvestimenti in alcune aree, o anche interventi nel capitale.

Fonti: corrierecomunicazioni.it | MF-DJ | Il Sole 24 Ore

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