Netflix sotto le stime in Europa

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Il colosso della tv online Netflix non decolla in Europa.

L’azienda di Los Gatos (California), che può contare attualmente su 53,1 milioni di abbonati nel mondo, secondo gli  ultimi dati, nel suo osannato sbarco nei mercati europei ha guadagnato solamente 3 milioni di clienti rispetto ai 3,7 preventivati. Un esordio, quello nel vecchio continente, (il 15 settembre è arrivato in Francia, Germania, Austria, Belgio, Svizzera e Lussemburgo) sotto le stime, che ha indotto l’azienda Over The Top a rimandare al 2015 lo sbarco in Spagna, e a prender tempo per le decisioni sul mercato italiano (che non brilla per connessioni a banda larga e numero di smart tv attive).

Anche in Sud America, scrive oggi Claudio Plazzotta su ItaliaOggi, le cose non vanno a gonfie vele per Netflix, e nel mercato cinese dovrà affrontare l’agguerrita concorrenza di HBO di Time Warner che ha recentemente stretto accordi con il colosso Tenecent per lo streaming online. Per dare un taglio netto ai costi e lanciare un segnale forte per invertire il trend non molto positivo, il Ceo Reed Hastings e chief content officer Ted Sarandos hanno ridotto i propri compensi fissi di circa 2 milioni di euro ciascuno.

La società leader del servizio di streaming online punta molte delle sue carte sullo sviluppo al di fuori degli USA, anche perchè pare abbia quasi raggiunto il potenziale massimo di clienti nel mercato americano (nell’ultimo trimestre del 2014 sono arrivati 980 mila nuovi clienti negli Stati Uniti, contro 1,3 milioni del 2013).

Eppure l’esordio-boom nei paesi del Nord Europa aveva fatto ben sperare: rispetto al totale delle famiglie con abbonamento alla banda larga, Netflix è presente nel 29% delle case connesse della Danimarca, nel 10% del Regno Unito e in Irlanda, nel 7% in Olanda. E invece dopo tre mesi di attività rimane sotto l’1% la percentuale di case connesse con il video on demand di Netflix in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Lussemburgo. Forse perchè in questi paesi non può offrire in esclusiva alcuni pezzi forti della sua library (House of card e Orange is the news black ad esempio).

Secondo gli analisti nei nuovi mercati europei il colosso OTT dovrà necessariamente investire di più in marketing e pubblicità, e dovrà produrre contenuti locali esclusivi. Con 90 milioni di dollari ha prodotto il kolossal Marco Polo, e sta investendo cifre consistenti per la produzione del sequel di La Tigre e il dragone, e per le versioni francesi e inglesi del successo di House of cards. Prossimo obiettivo: conquistare i mercati di Australia e Nuova Zelanda.

Fonte: ItaliaOggi

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