Vendita La7: parte il conto alla rovescia per l’acquisto di TI Media

C’è tempo fino al 19 novembre per presentare le offerte vincolanti. Ma i tre contendenti dovranno fare i conti con il quarto incomodo: Urbano Cairo

Si stringono i tempi della cessione degli asset di Telecom Italia Media, cioè canali televisivi e infrastrutture, compresi i tre multiplex e le torri di TI Media Broadcasting. L’obiettivo più volte indicato da Franco Bernabé è quello di arrivare alla vendita entro fine anno.

In effetti l’operazione, curata da Mediobanca e Citi, pare procedere a buon ritmo. In settimana è stato aperto il data room del gruppo, a cui sono stati ammessi i tre pretendenti (il fondo Clessidra, Discovery Communications e 3 Italia) che, a fine settembre, hanno presentato un’offerta non vincolante. Per l’anello di fidanzamento vero e proprio c’è tempo fino al 19 novembre. Ma come in tutte le migliori storie d’amore, nel frattempo pare rispuntato il «terzo incomodo »: Urbano Cairo, già concessionario della raccolta pubblicitaria di La7.

Il fondo guidato da Claudio Sposito, secondo quanto finora emerso, ha presentato un’offerta per l’intero perimetro oggetto della dismissione per 330-380 milioni di euro complessivi. Interessati a infrastrutture e reti televisive anche i cinesi di H3G, che avrebbero messo sul piatto 320-360 milioni. Discovery Com invece vorrebbe rilevare solo i canali tv per 100 milioni. Ma la presenza di Cairo potrebbe scompigliare le carte. La presenza di un contratto di concessione particolamente oneroso costituirebe un punto critico in vista di eventuali nozze con uno degli altri tre pretendenti.

L’accordo lega l’ex manager di Publitalia a quello che doveva costituire il terzo polo tv fino al 2019 e stabilisce una base minima garantita di raccolta di 120 milioni di euro con un 3% medio di share. Gli aumenti di audience media tuttavia determinano un pari scatto in termini di raccolta garantita. Se Cairo non dovesse riuscire ad agguantare l’obiettivo, l’insuccesso sarebba causa di rescissione del contratto. Ma sull’eccedenza (finora sempre registrata) aumentano le percentuali trattenute dallo stesso imprenditore. TI Media, da parte sua, sta tentando di contestare a Cairo alcune modalità di raccolta, ma l’imprenditore avrebbe già schierato lo studio Erede Bonelli Pappalardo. Secondo MF, la settimana prossima dovrebbe arrivare anche l’offerta di Cairo Communication, curata dall’advisor Lazard, che potrebbe essere presentata insieme ad H3G.

TI Media, ufficialmente in vendita dallo scorso maggio (ma da più di un anno si parlava di una migliore valorizzazione dell’asset), ha chiuso i primi sei mesi del 2012 con una perdita netta di 35 milioni, in peggioramento di 18,5 milioni sullo stesso periodo del 2011. L’Ebitda è risultato in rosso di 16,1 milioni di euro da un dato positivo per 9 milioni di euro registrato nel 2011. I ricavi si sono attestati a 119,4milioni sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio. L’indebitamento finanziario netto è pari a 201,0 milioni di euro, in aumento di 62,3 milioni di euro rispetto a fine 2011 (quando era 138,7 milioni).

Fonte: Borsa&Finanza | MF

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