Mediaset pigliatutto: prima le torri, ora le frequenze tv

L’era Mediaset delle torri tv è iniziata e ha un nome: Ei Towers, la società nata dalla fusione tra DMT e Elettronica Industriale, posseduta al 65% dall’azienda della famiglia Berlusconi. In settimana è stato nominato il Cda del nuovo impero delle torri:  il nuovo board è principalmente espressione di Cologno Monzese, guidato dagli a.d. Guido Barbieri e Valter Gottardi, mentre il management ex DMT, oltre a ruoli operativi nel gruppo, resta presente nel cda della controllata Towertel.

«Il 2012 sarà dedicato all’integrazione delle infrastrutture facendo leva su due punti di forza – spiega Barbieri a Il Sole 24 Ore Radiocor – Elettronica Industriale ha un’infrastruttura di livello tecnico estremamente elevato che fino allo scorso anno serviva fondamentalmente solo il cliente Mediaset, DMT ha invece la sua forza nella presenza sul mercato e nella sua clientela. Il provvedimento dell’Antitrust di dicembre, che ha autorizzato il merger, ci ha chiesto di agire più su quest’ultimo fronte, cioè sui servizi verso terzi, e quindi noi possiamo dirci felici di fare quello che ci ha chiesto l’Authority». In base al piano presentato in estate, il gruppo prevede una crescita composta annua dei ricavi del 4% con target a 268 milioni nel 2016 e un +11% medio per l’ebitda a 128 milioni.

C’è poi il “jolly” della gara delle frequenze tv, il famoso e contestato beauty contest sospeso dal ministro Passera, che potrebbe portare a nuovi ricavi dalla gestione di un altro multiplex: «Non abbiamo visibilità sui tempi – aggiunge Gottardi – ma sia fiduciosi sul fatto che le frequenze verranno assegnate a operatori broadcasting e non telefonici». Secondo le stime di Ei Towers, l’impatto potenziale dell’assegnazione delle frequenze potrebbe ammontare a ulteriori 18 milioni di ricavi dalla gestione full service di uno dei multiplex. «Aspettiamo di capire cosa intenda fare il governo sia dal punto di vista della tempistica sia delle modalità di assegnazione – ha detto Barbieri – potrebbe optare per una gara rivolta agli operatori telefonici o lasciare le frequenze appannaggio dei gruppi televisivi così come inizialmente previsto. E’ comunque non credibile che il processo di assegnazione porti risorse ingenti e paragonabili alle aste precedenti sulle frequenze telefoniche».

In ogni modo, nonostante i paletti imposti dall’Antitrust e le denunce della Consob, la fusione DMT-Mediaset sta creando una concentrazione di mercato di gigantesche proporzioni, dove il Biscione potrà avere il pieno controllo in Italia da una parte del mercato pubblicitario e dei contenuti, e dall’altra della rete di broadcasting, con in più la probabile assegnazione gratutita della sesta frequenza tv in licenza. Un mercato delle torri di trasmissione che potrebbe trasformarsi ancora con l’ipotizzata cessione di RaiWay da parte della tv d Stato, nell’ambito dell’attuazione Piano industriale del Cda di viale Mazzini, per la quale i rumors segnalano l’interesse di Tower companies internazionali e di fondi infrastrutturali come F2i.

«Di sicuro ci aspettiamo tempi lunghi – ha concluso Barbieri – Anche se il governo Monti avviasse a breve un processo di riorganizzazione di Rai, la procedura per arrivare a una cessione dell’asset non è banale e richiederebbe una serie di passaggi». «Se Raiway finisse nelle mani di un soggetto terzo si aprirebbe lo scenario di un mercato con un competitor per Ei Towers. Per quanto ci riguarda non c’è alcun fascicolo aperto e noi siamo concentrati sull’integrazione Elettronica-DMT, poi però occorre dire che la presenza di un operatore unico è comunque una realtà che in altri Paesi esiste e funziona».

Fonti: Il Sole 24 Ore Radiocor | key4biz.it

 

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