Rai: al via le misure anticrisi per 85 mln di euro. Protestano i sindacati

La Rai stringe la cinghia e taglia i costi per 85 milioni di euro per frenare il passivo da 350 mln previsto nel 2012. Il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato ieri all’unanimità alcune misure: dall’integrazione delle redazioni di Rai News con Televideo, alla riduzione delle sedi estere, dalla cessione di immobili non operativi, al taglio della produzione di Rai Italia per gli italiani all’estero. Misure drastiche che dovrebbero consentire risparmi a regime per 85 milioni di euro in grado di mettere un freno al deficit previsto per il prossimo anno, invista anche delle spese per i diritti sportivi, ad esempio delle prossime Olimpiadi, che peseranno sul bilancio dell’azienda televisiva pubblica per altri 150 milioni di euro.

Tra gli appunti del dg Lorenza Lei c’è anche una «drastica riduzione » delle auto blu aziendali e di molte altre spese correnti considerate di rappresentanza e quindi superflue (a partire da alcuni benefit per i dirigenti e dalle mazzette dei giornali per approdare agli stessi arredi degli uffici). Il cda di Viale Mazzini ha pure discusso in merito al rinnovo del contratto per i diritti sportivi in chiaro. Le richieste dalla Lega Calcio sono considerate eccessive (58 milioni per il prossimo biennio) e, se non diminuiranno, l’azienda pubblica potrebbe decidere di conservare i diritti per la Domenica Sportiva, ma il programma storico 90° minuto, e altri come Stadio Sprint e Sabato Sprint verranno tagliati. La decisione sarà comunque presa entro i primi dieci giorni di dicembre. Per ora è certo che un altro programma non verrà più trasmesso: Mi manda Rai3, ma questa volta per gli ascolti non positivi.

La Rai precisa che le misure si aggiungono alla manovra di 70 milioni di euro varata a maggio 2011, saranno seguite da altri interventi nel budget 2012 e troveranno completamento nel Piano Industriale 2012-2014 in fase di predisposizione. Le sedi estere passeranno dalle 15 attuali a 9: verranno chiuse Nuova Delhi, Madrid, Istanbul, Nairobi, Mosca, Buenos Aires e Beirut, mentre resteranno operative Berlino, Bruxelles, Il Cairo, Gerusalemme, Londra, New York e Washington, Parigi e Pechino. Ma spariranno i vecchi uffici, spesso prestigiosi ma giudicati troppo costosi: i giornalisti avranno un supporto logistico presso un’importante agenzia di informazione esterna che sia presente in tutto il mondo.

Nascerà, con ogni probabilità verso febbraio, una nuova offerta All News Rai con una mega-testata da circa 210 giornalisti. Sarà il frutto della fusione di Rai News, Televideo, delle redazioni online delle singole testate, del settore giornalistico di Rai Italia (la vecchia Rai International). Le nuove All News Rai daranno vita a un unico sito online, sul modello dei grandi network televisivi. Di conseguenza cambierà anche il senso editoriale di Rai Italia utilizzando «il meglio della Rai» nella sua programmazione e la stessa nuova redazione di All News. Infine verranno ceduti terreni inutilizzati e, in prospettiva, si ritenterà la vendita di alcuni stabili, primo tra tutti palazzo Labia, sede di Venezia (nel 2008 una richiesta di 40 milioni non trovò acquirenti).

Plaude all’unanimità della decisione il consigliere Antonio Verro, mentre il collega Giorgio Van Straten chiede che «con la nuova situazione politica si proceda il più possibile con scelte condivise. Non è mai gradevole intervenire in situazioni di crisi, ma è importante che non ci siano interventi pesanti dal punto di vista occupazionale». Nino Rizzo Nervo chiama in causa il governo: «Le misure rappresentano un primo indispensabile passo sulla via del risanamento, ma non sono ancora sufficienti. Se l’azienda deve compiere appieno la sua parte, il governo non può sottrarsi, però, alle sue responsabilità». «Non accetteremo tagli al prodotto. Men che meno mentre proseguono sperperi altrove», è la prima reazione dell’Usigrai che chiede un incontro urgente all’azienda. Secondo il segretario della Slc Cgil, Emilio Miceli «si taglia il prodotto diminuendo la qualità della offerta, anzichè intervenire sulle collaborazioni» che rappresentano «un’area discrezionale al servizio della politica».

Il cda si riunirà nuovamente giovedì prossimo e all’ordine del giorno tornerà un piccolo pacchetto di nomine: Carlo Nardello per lo Sviluppo strategico, Valerio Fiorespino alle Risorse Televisive e Giancarlo Biacca alla vicedirezione Abbonamenti.

Fonti: il Corriere della Sera | Ansa

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