Rai: in arrivo il nuovo contratto di servizio. Più trasparenza e tutela per i minori

Per la Rai è pronto il nuovo contratto di servizio valido per il triennio 2013-2015. Il contratto con lo Stato, che a breve dovrebbe essere ufficialmente varato, porterà  nella tv pubblica una piccola rivoluzione nella trasparenza dei palinsesti e delle attività dell’informazione pubblica, e nella gestione degli spot. Lo comunica il quotidiano Il Messaggero che è riuscito a leggere la copia del documento preparato dal vice ministro allo Sviluppo Economico Antonio Catricalà e dal direttore generale della Rai Luigi Gubitosi.

Il contratto di servizio è strutturato in 24 articoli ed è lungo 26 pagine. Regola i rapporti fra la società pubblica e il Ministero per lo svolgimento dell’attività e diventerà operativo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ma solo dopo essere stato approvato dal Cda della Rai e aver incassato il parere favorevole della Commissione di vigilanza presieduta da Roberto Fico del Movimento 5 Stelle.

Tra le novità introdotte il documento, che potrebbe essere esaminato dal Cda già venerdì 6 settembre, in base all’articolo 2, impone che il telespettatore debba essere informato per tempo se la trasmissione in onda è stata realizzata con i proventi del canone tv o con gli introiti pubblicitari. Dicesi “riconoscibilità della programmazione”.

Inoltre lo stesso articolo introduce una maggiore tutela per i minori, limitando la pubblicità nei programmi a loro dedicati, perchè, secondo un appello della Federazione Italia Pediatri, gli spot in tv possono essere distorsivi nell’età della crescita, e possono portare i bambini a comportamenti emulativi e fuorvianti rispetto alla realtà. Infine l’articolo del contratto stabilisce che debba essere applicata la par condicio fra le associazioni di consumatori da invitare nei vari programmi, senza alcuna discriminazione.

Il nuovo contratto nell’articolo 18 introduce poi regole più severe in materia di bilanci e contabilità. In sostanza Viale Mazini pubblicherà i bilanci sul suo sito Web, uno per la parte commerciale e uno per il servizio pubblico, e anche i dati sugli investimenti dei prodotti audiovisivi.

Fonte: Il Messaggero

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