Internet e Tv connesse: si stringono alleanze sul piccolo schermo

Fuori dai confini del Paese dei Cachi, regno della televisione tradizionale e della banda larga “lumaca”, i telespettatori stranieri, ormai da tempo, si divertono a guardare i programmi in differita, magari navigando sul proprio sito preferito e chattando su Facebook, o passano il proprio tempo libero noleggiando un bel film scaricato da Netflix anche sul proprio tablet. Il tutto logicamente connessi alla Rete.

Nuove modalità di fruizione tv che avanzano, grazie all’evoluzione delle reti Internet, ma anche attraverso la trasformazione della filiera globale dell’audiovisivo, dove ai produttori e ai distributori di contenuti tradizionali si sono affi ancati gli ibridi: da Samsung a Sony, a Panasonic, che alla smart tv associano una vasta offerta di contenuti grazie agli accordi con le major e i social network. Con loro, ci sono anche i cosiddetti operatori «Over The Top» come Google (YouTube) o Hulu, o lo stesso Netflix (ora anche in Uk e Irlanda), solo per citarne alcuni, che distribuiscono le contenuti digitali via Web. È la nuova geografia dell’audiovisivo, la cui competizione supera i mercati e le contrapposizioni locali fra produttori. Che non spariranno, a patto di saper stringere alleanze con chi saprà valorizzare la propria offerta a livello mondiale.

Il rischio per chi non si adegua? Progressiva erosione dei ricavi e riduzione delle quote di mercato. Anche questa è la globalizzazione dell’audiovisivo, dove «i concorrenti internazionali godono di vantaggi nel non essere regolamentati, mentre le aziende nazionali delle tlc e della tv devono sottostare a moltissime norme. Una lotta impari», spiega Giovanni Gangemi, direttore area comunicazioni di I-Com, l’Istituto per la competitività presieduto da Stefano da Empoli, che ha pubblicato il Rapporto 2011 sulle reti di nuova generazione. Guardando ai mercati più avanzati, si registra la prima risposta dei produttori al nuovo trend, che si alleano in presenza di interessi comuni.

Negli Usa lo hanno fatto per esempio Nbc Universal, Fox Entertainment, Disney-Abc Television e Providence Equity Partners, soci di Hulu.com, il servizio internet di video on demand che offre fi lm e spettacoli televisivi in diretta. Analogo il funzionamento dell’inglese YouView, pronto a essere lanciato, di cui sono partner Bbc, Itv, Channel 4, Five, British Telecom, il provider TalkTalk e l’operatore di rete digitale terrestre Arqiva. Ma Bbc corre anche da sola con iPlayer, il servizio che permette di accedere da diverse piattaforme alla programmazione della tv di stato inglese, generando picchi di ascolti nelle ore di punta che valgono il 6% del traffico internet inglese. Nondimeno Apple, che sta lavorando alla propria smart tv da contrapporre a quella di Google (alla seconda versione), ha dimostrato interesse per i diritti della Premier League inglese, da distribuire probabilmente via iTunes. Una fruizione già nota agli utenti, visto che Bbc iPlayer è stato lanciato inizialmente sui dispositivi Apple (il servizio è disponibile anche in Italia su iPad).

Il gioco delle alleanze è dunque trasversale: raggruppa in compagini diverse produttori, broadcaster e produttori di televisori, in una sfida che si basa anche sulla forza industriale dei paesi e sulla possibilità di accedere alla rete. Considerato che la maggior parte dei produttori di hardware è in Asia, «i paesi europei sono poco coinvolti in questo processo, mentre sono ancora forti nelle produzioni di audiovisivi », osserva Gangemi, «tuttavia il futuro sarà più difficile, senza investimenti adeguati per restare competitivi».

È pur vero che la Rai sta sviluppando il portale Rai.tv (anche se del servizio Rai Replay connesso se ne sono perse le tracce); Mediaset ha affiancato Mediaset Premium Play alla propria offerta pay-tv e al proprio portale interattivo, e ha lanciato su Italia 2 la Social Tv; Telecom Italia Media, editore di La7 e Mtv, ha lanciato a sua volta il progetto Cubovision (che a dir la verità stenta) in partnership con Samsung; mentre Sky ha scelto il produttore coreano per lo sport in 3D e offre come in Inghilerra la fruizione da tablet con SkyGo. Tuttavia, si può ancora fare molto in Italia, dove la tv è amata tanto quanto Internet in mobilità, su cui gli operatori di tlc stanno facendo investimenti miliardari ed è stato utilizzato da oltre 18 milioni di utenti nel 2011, mentre sul fisso molto dipenderà dallo sviluppo delle reti di nuova generazione ancora (ahimè) bloccato.

Fonte : ItaliaOggi

Scritto da