Cubovision vs Apple Tv, la sfida per il Web-telecomando

Da un articolo di Marco Gasperetti su il Corriere Economia del 10/01/2011:

Tivù interattiva, on-demand, supermedium, Internet-tv, personal-tv. Persino televisione intelligente, che suona un po’ ambiguo, ma rende abbastanza l’idea di una rivoluzione ormai diventata quasi realtà.

Non si contano gli appellativi con i quali produttori e massmediologi hanno cercato di descrivere la nuova televisione. Che poi, tecnicamente, è la stessa di prima, se non per uno scatolotto da collegare all’uscita ad alta definizione del televisore: che consente di decidere autonomamente i contenuti, senza dipendere dal palinsesto via etere. E, in più, di navigare su Internet a caccia di video e immagini; ascoltare la musica (collegando il dispositivo all’impianto hi-fi); guardare immagini e filmati personali; fare dialogare la tv con il computer.

Sul mercato sono appena arrivati due sistemi dal buon successo di vendite, uno per ricchezza di contenuti e l’altro per doti tecniche. Il primo è la CuboVision di Telecom, che sarà presente al Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas. Il secondo è la nuova versione, rivista e corretta, della AppleTv. CuboVision è più versatile, punta sull’offerta della tv su Internet già sperimetata da Telecom con il sistema ad abbonamento IPTv ed è anche un comodo sintonizzatore digitale, che registra i programmi.

La AppleTv è un piccolo capolavoro di elettronica con un design minimalista e minuscolo (pesa meno di 270 grammi e misura 10 x 10 x 2 centimetri). Si collega via wireless al computer (in modo straordinario se è un Mac)  per guardare alla tv i contenuti multimediali. Si vede e si registra.

Ma vediamo i dettagli. CuboVision è un cubo dai lati di 15 centimetri, che pesa un chilo e mezzo. Ha un disco fisso da 250 gigabyte per registrare le trasmissioni del digitale terrestre. Con il cubo Telecom è possibile vedere i programmi a pagamento (come Sky e Mediaset), perché consente d’inserire la scheda di decriptazione del segnale. Il suo punto di forza sono però i contenuti multimediali. I film a disposizione sono centinaia, alcuni dei quali in alta definizione e persino in 3D. In più ci sono le serie tv, la possibilità di entrare in Youtube e altri network, i servizi di news e meteo personalizzabili e gratuiti.

Il Cubo si connette all’Adsl in due modi: con il cavo ethernet o via wireless. Può essere comandato anche con l’iPhone. Difetti? Qualche contenuto in meno rispetto all’IPTv (la webtv in abbonamento di Telecom), come l’accesso diretto a Sky o a Mediaset per acquistare singoli eventi come le partite di calcio senza abbonamento. Da modificare anche i piccoli piedini di plastica: si staccano continuamente e, inevitabilmente, si perdono.

Diritti di rete. La web-tv della Apple è tecnicamente al top. Piccola, dal design innovativo, può collegarsi automaticamente all’Adsl e al computer (soprattutto se è un Mac) per avere, come un buon mediacenter, tutti i contenuti multimediali personali, come foto, video e musica. Anche con la piccolissima Apple è possibile noleggiare e acquistare film (pure ad alta risoluzione) ma l’offerta è inferiore a quella di Telecom, seppure in costante aumento. Ottimo il telecomando. Difetti: mancano il digitale terrestre e il disco fisso per possibili e comode registrazioni. In più il contenuto deve essere ampliato. Cosa che sta Apple sta facendo. Bisogna concederle soltanto un po’ di tempo.

Alessandro Longo dalle colonne digitali de ilsole24ore.com fa notare anche che il nuovo Cubo di Telecom Italia, rinato dopo una lunga gestazione, sembra ancora in fase (infinita) di sviluppo e di perfezionamento. L’apparecchio infatti è carente nelle importantissime opzioni di personalizzazione e di archiviazione dei propri contenuti mediali, almeno per quanto concerne un dispositivo che aspira ad essere il mediacenter on demand di casa. Ha inoltre rilevato malfunzionamenti di progettazione nella funzione di Time Shift (mettere in pausa i programmi tv per poi riprendere la visione), e nel cambio canale del digitale terrestre. Ma per il 2011 Telecom ha promesso miglioramenti sostanziosi attraverso gli aggiornamenti del s.o. Meego e del firmware del Cubo.

Manca pure un motore di ricerca interno, presente in molti dispositivi della concorrenza, per trovare facilmente i video on demand, i programmi tv e i proprio contenuti multimediali. Grave infine la mancanza di un browser per navigare liberamente sul Web. Dopo anni di ricerche e sviluppo di interfacce per le televisioni connesse, dalla Dynamic Tv del 2005 ad oggi, Telecom ha gettato la spugna ritenendo che la tv e il telecomando non vanno bene per navigare sui normali siti Web.

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