Agcom pubblica il nuovo Piano Frequenze per il digitale terrestre

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L’Agcom ha pubblicato ieri sul suo sito il nuovo PNAF, il Piano Nazionale delle Frequenze del digitale terrestre in vista del passaggio della banda 700 MHz al 5G.

Con la delibera 39/19/CONS, l’Autorità per le comunicazioni vara il nuovo Piano Nazionale per le Frequenze e mette quindi un importante punto fermo per la riorganizzazione dello spettro della banda 700 MHz  che dovrà passare entro il 2022 dalle televisioni alle telco per il 5G.

Il piano prevede 12 reti nazionali (Multiplex) in banda UHF, una delle quali sarà «decomponibile per macroaree» e desti­nata all’informazione regionale della Rai e una che sarà integrata da frequenze della banda III VHF per raggiun­gere la copertura necessaria. Dieci di questi Multiplex saran­no assegnate dal Ministero per lo sviluppo economico ai licenziatari attuali, che avranno la metà dei Multiplex su cui trasmettono ora (chi ne ha cinque vedrà assegnate 2,5 Mux, ad esempio), mentre due saranno messe a gara con lotti da mezzo multiplex ciascuno.

Alle tv locali andrà una rete di 1° livello in banda UHF con copertura di popolazione non inferiore al 90% in ciascuna area tecnica (in alcune aree per questo motivo sono pianificate 2 o 3 reti locali) e una o più reti di 2° livello sempre in banda UHF senza vincolo di copertura.

Il piano quindi recepisce quanto stabilito dall’ultima Legge di bilancio che ha eliminato il vincolo della riserva di un terzo delle frequenze alle tv locali, spostando di fatto due reti verso le emittenti nazionali che non avrebbero avuto sufficiente capacità trasmissiva per mantenere gli attuali canali. La palla passa ora al Mise che dovrà stabilire la road map per le assegnazioni e la gara per due Multiplex che dovrà essere fatta entro il prossimo novembre.

Il presidente dell’Associazione Tv locali di Crtv, Maurizio Giunco, si ritiene soddisfatto sottolineando come l’Agcom abbia accolto le richieste, presentate sia al Tavolo di coordinamento TV 4.0 che in audizione «volte ad attenuare le ricadute sul settore determinate dal supe­ramento della riserva del terzo delle frequenze alle tv lo­cali». «In particolare», ha aggiunto Giunco, «apprezziamo lo sforzo di costruire aree tecniche per quanto possibile limitate all’ambito territoriale delle singole regioni».

Fonti: ItaliaOggi | Il Sole 24 Ore

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