Diritti Tv Calcio: Sky perde Liga e Bundesliga

Gli abbonati Sky Italia, tifosi del Barcellona e del Real Madrid, non potranno più seguire le partite delle loro squadre estere preferite. L’offerta sportiva della piattaforma satellitare, come riporta il quotidiano ItaliaOggi del 10 agosto, non include più infatti le partite del campionato spagnolo di calcio, la Liga, così come quelle della Bundesliga, il massimo torneo tedesco di pallone.

Un atout in meno per la società guidata dall’a.d. Andrea Zappia che, nell’ultimo esercizio fiscale chiuso a fine giugno, ha già registrato un calo di 71 mila abbonati scendendo a quota 4,9 milioni di abbonamenti. Dei 71 mila abbonamenti in meno, non ne sono stati rinnovati più della metà, circa 42 mila, solo nell’ultimo trimestre (da aprile a giugno scorso). Un calo che ha portato, così come comunicato dalla casa madre americana News Corp in occasione della presentazione dei conti annuali, a una flessione del 5% nei ricavi in euro.

«La strategia futura di Sky Italia», ha dichiarato il presidente James Murdoch, figlio del fondatore di News Corp Rupert, «punterà sull’ottimizzazione dei costi e sulla gestione della crescita degli abbonati». Dal punto di vista competitivo, tuttavia, ha aggiunto Murdoch, Sky Italia «non si è mai trovata in una posizione migliore». E «in una solida posizione operativa, strategica e finanziaria, che dovrebbe essere rafforzata dallo scorporo delle attività media e d’intrattenimento da quelle editoriali» si trova anche la stessa News Corp ha sottolineato Rupert Murdoch, presentando i dati annuali con un utile di 1,2 miliardi di dollari, più che dimezzato rispetto ai precedenti 2,7 miliardi di dollari.

Il fatturato cresce dell’1% a 33,7 miliardi, grazie alle attività tv via cavo e quelle cinematografi che che compensano la fl essione dei giornali del gruppo. L’ebit sale del 10,2% a 5,4 miliardi di dollari. Nell’ultimo trimestre, però, pesano i costi e le svalutazioni per realizzare lo scorporo delle attività, pari a circa 2,9 miliardi di dollari, a cui si aggiungono altri 57 milioni di dollari spesi in seguito allo scandalo delle intercettazioni illegali, effettuate in Gran Bretagna da giornali del gruppo, che ha portato tra l’altro alla chiusura di The News of the world. Su base annuale le spese salgono a 224 milioni di dollari, mentre l’anno prima erano stati spesi 125 milioni di dollari per gli stessi motivi.

News Corp archivia, quindi, l’ultimo trimestre dell’esercizio fi scale con un rosso di 1,6 miliardi di dollari, da confrontarsi con il precedente utile pari a 683 milioni di dollari. I ricavi sono scesi da 9 miliardi sulla soglia degli 8,4 miliardi: la crescita delle televisioni via cavo non è riuscita a bilanciare completamente la contrazione degli altri business. L’ebit passa a 1,2 miliardi di dollari da 1,4 miliardi del precedente esercizio. L’ultimo smacco, comunque, Murdoch l’ha ricevuto dalla Chiesa anglicana che ha deciso di vendere le sue azioni per1,9 miliardi di sterline (2,4 mld di euro) dopo il tabloid-gate e, in aggiunta, perché non convinta che «News Corp abbia mostrato o mostrerà nell’immediato futuro l’impegno necessario a riformare la sua governance».

Fonte ItaliaOggi

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