Switch-off Sicilia: il passaggio entro il 30 giugno, ma si temono i soliti problemi

Secondo Stefano Ciccotti, ad di Rai Way, sarà Palermo l’ultima città in Italia a dire addio alla tv analogica e a passare al digitale terrestre. Il prossimo 30 giugno l’impianto di Monte Pellegrino sarà l’ultimo a subire lo switch-off, concludendo un percorso lungo 19 giorni, che spegnerà a poco a poco tutti i vecchi ripetitori dell’Isola. Permangono però alcuni dubbi sull’effettiva e completa fattibilità della transizione e molti timori probabilissimi disagi che subirà l’utenza sicialiana.

Il calendario dello Switch-off, stabilito dal Ministero e dall’asset delle torri di broadcasting della Rai, partirà l’11 giugno 2012 con le isole minori, dalle Eolie alle Egadi, da Lampedusa a Pantelleria, per finire, appunto, tra il 28 e il 30 giugno con Palermo. Ma a quattro mesi da quella che viene chiamata la rivoluzione digitale sono tanti i nodi da sciogliere. Uno dei principali riguarda le interferenze che potrebbero arrivare dalle emittenti del Nord Africa e della Calabria, come già successo per altre regioni. «In Piemonte – spiega il vicepresidente del consiglio regionale piemontese, intervenuto ieri alla tavola rotonda organizzata a Palermo da Ars e Corecom Sicilia sul digitale terrestre – lo switch-off è stato 3 anni fa, ma ancora riceviamo interferenze provenienti dalle tv lombarde. Ad oggi 500 mila abitanti dei paesini montani non riescono a vedere la Rai regionale».

«In Sicilia, vista la vicinanza con Calabria, Africa e Malta, e la presenza di 120 emittenti locali, si potrebbe presentare lo stesso problema. Con l’analogico, l’utente riusciva a vedere qualcosa anche se il segnale era disturbato. Con il digitale, invece, o la linea è perfetta o non si vede niente». A farne le spese, secondo le previsioni, saranno alcuni comuni della provincia di Palermo, come Castelbuono, e altri nel catanese e nel siracusano. Oltre alle problematiche relative alla ricezione, ci sono quelle legate alla riconversione dell’impianto e alla sintonizzazione dei canali. Ciccotti non nasconde che i problemi di sintonizzazione ci saranno: a causa dello stato non adeguato delle antenne tv e dell’arretratezza tecnologica di alcuni dispositivi di ricezione (decoder).

Secondo stime di Rai Way, la spesa media per ogni famiglia per il passaggio al digitale terrestre si aggira intorno ai 300 euro: bisogna considerare il costo del decoder, che va dai 30 euro per quelli con bollino grigio (che permette solo la visione dei canali in chiaro) ai 170 euro per quelli con Bollino Gold (con cui si possono vedere anche i canali a pagamento). A questo va aggiunta la spesa per il montaggio del decoder (40 euro, più 20 per ogni apparecchio aggiuntivo) e l’eventuale costo per la sostituzione dell’antenna (100 euro), che non è sempre necessaria.

Tariffe teoricamente calmierate attraverso le convenzioni tra il Corecom Sicilia e le associazioni di categoria, ma che paiono troppo elevate e spesso, come già accaduto in passato, non sono rispettate dalla maggioranza dei tecnici e dei rivenditori. E anche il buono statale di 50 euro per l’acquisto di un decoder da parte degli over 65 anni in regola col canone Rai, risulta un’ingente spesa per l’utente dato che è costretto ad acquistare un decoder di qualità superiore dal costo di 70-80 euro minimo. Ma il presidente del Corecom Sicilia, Ciro Di Vuolo, assicura: «per tutelare ulteriormente i cittadini sarà attivato un servizio call center e un Road show nelle principali piazze dell’Isola per educare gli utenti all’uso della nuova tecnologia». Cioè i soliti sterili servizi di informazione e assistenza attivati dal Ministero dello sviluppo.

Fonte : repubblica.it

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