Asati: con Telecom per la nuova rete in fibra coinvolgere settore pubblico

Senza il coinvolgimento del settore pubblico non è possibile raggiungere gli obbiettivi dell’Agenda Digitale Europea sulla rete NGN al 2020: è quanto sostiene il presidente di Asati (piccoli azionisti TI) Franco Lombardi, all’indomani dell’audizione del presidente esecutivo di Telecom Italia, durante la quale ha annunciato che la società al 2014, in 99 comuni collegherà 6 milioni di unità immobiliari con architettura Fiber-to-the-cab (FTTC).

«Finalmente, dopo le tante sollecitazioni di Asati da diverso tempo – sottolinea Lombardi – la società manifesta l’intenzione di investire in maniera significativa anche sulla rete fissa a larga banda, e non solo sul mobile LTE. E’ opportuno sottolineare che il progetto di investimento, sia per estensione sia per architettura di rete, può costituire solo un primo passo intermedio ma certamente non sufficiente rispetto agli obiettivi di banda ultralarga dell’Agenda Digitale. Infatti la tecnologia FTTC (cioè la fibra dalla centrale locale fino all’armadio di distribuzione) va bene in partenza per dare 50 Mbit su 6 milioni di unità immobiliari che corrispondono a circa 1,5 milioni di clienti collegati (25% delle unita’ immobiliari)».

«Ma per proseguire verso la banda ultralarga – sostiene il presidente di Asati – ci aspettiamo che Telecom definisca una metodologia di ulteriore estensione della fibra con architettura di tipo Fiber-to-the-basement (fibra fino alla base del condominio) per raggiungere e superare i 100 Mbit su una elevata porzione dei clienti o tecnologie che diano la stessa prestazione». «E mentre Telecom Italia sicuramente può realizzare la prima fase del progetto con proprie risorse finanziarie e senza alcun accordo con altre società minori, che non aggiungono nessun valore aggiunto sul piano finanziario e tecnologico, per il completamento del progetto è indispensabile da subito procedere ad identificare concretamente il coinvolgimento del pubblico, sia nelle risorse finanziarie (CDP), sia nel campo delle sinergie per i servizi (ad esempio con la pubblica amministrazione, le Poste, ecc). Infatti il successo dell’intero progetto, per lo sviluppo del settore ICT e quindi di un contributo fondamentale al Paese, può avvenire solo dal successo che si avrà dai servizi richiesti dalle imprese e dai clienti che giustifichino utilizzazioni di capacità di trasmissione elevate», conclude Lombardi. (AGI)

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