Numerazione LCN digitale terrestre, Agcom ricorre al Consiglio di Stato

Il recente colpo di scena (l’ennesimo) nella televisione digitale italiana, cioè l’annullamento disposto dal Tar del Lazio sulle disposizioni per la numerazione automatica dei canali del digitale terrestre, ha fatto uscire allo scoperto l’Autorità di garanzia per le comunicazioni. L’Agcom, dopo alcune indiscrezioni, ha infatti formalmente depositato un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza che ha sospeso la delibera 366/10/Cons e che ha dato ragione alla contestazione di Sky avviata nel 2010.

L’Autorità ha optato in particolare per un provvedimento di urgenza, già adottato in passato per i ricorsi delle tv locali, chiedendo la sospensiva della decisione del Tribunale Amministrativo. La sentenza del Tar infatti, oltre a stralciare le regole sul telecomando, che assegnavano i numeri dall’1 al 9 per le tv nazionali generaliste, dal 10 al 19 per quelle locali, e infine dal 20 in poi per altre emittenti generaliste e semigeneraliste nazionali, costringerebbe l’Authority diretta da Corrado Calabrò a riformulare da zero una nuova regolamentazione sulla numerazione LCN.

Inoltre al Consiglio di Stato potrebbero rivolgersi anche la Rai e TI Media, che invece due anni fa si erano costituiti contro il ricorso di Sky, e hanno annunciato provvedimenti anche le associazioni delle tv private e locali FRT e Aeranti-Corallo. Mentre per il Coordinamento Associazioni Radio Tv- CARTv, che si rivolge con una letterea aperta al ministro Passera, è una questione di massima urgenza rivedere la delibera 366/10/Cons sui criteri di assegnazione della numerazione dei programmi. La possibile riassegnazione dei numeri del telecomando, priva di un regolamento, rischia nella migliore delle ipotesi di generare un caos digitale, tra canali introvabili sui decoder (per i conflitti di numerazione), e di far scoppiare cause e ricorsi tra emittenti, che andrebbero nuovamente a contendersi il numero più alto nelle liste.

Fonte: MF – Milano Finanza

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