Copyright. Cosa c’è dietro la legge antipirateria SOPA?

Qual è il segreto del SOPA, la normativa anti-pirateria proposta al Congresso USA che ha sollevato un’ondata di proteste senza precedenti? Lo scrittore americano Paul Joseph Watson descrive sul sito di informazione alternativa prisonplanet.com di Alex Jones una diversa, forse ambiziosa, interpretazione della famigerata legge.

Il vero obiettivo dello Stop Online Piracy Act e del PIPA (Protect Ip Act), secondo lo scrittore, non ha nulla a che fare con la pirateria o con il furto di contenuti protetti da Copyright, ma vorrebbe imitare un sistema di controllo di Internet tale e quale a quello adottato in Cina. Basta ascoltare le dichiarazioni del senatore Joe Lieberman, promotore del PIPA, la versione sorella del SOPA in Senato, che ha affermato esplicitamente che il governo americano, con il pretesto della sicurezza informatica, sta cercando di controllare la Rete.

Il senatore ha infatti sostenuto che sarebbe necessario utilizzare strumenti censori sulla Rete per staccare parti di Internet in caso di guerra. Ma lo strumento di controllo del governo americano sarebbe mirato anche contro coloro che esprimono dissenso o producono contro-informazione (come ad esempio Wikileaks). Esattamente  come già accade nel sistema cinense, che limita in modo repressivo la libertà di parola. Secondo Watson, il governo degli Stati Uniti in passato ha fallito il tentativo di controllare la Rete facendo leva sui timori di una possibile cyberguerra. Oggi quindi ci riprova sotto una veste diversa, quella della protezione della proprietà intellettuale, con la legge SOPA. Il Department of Homeland Security ha già messo in atto azioni censorie in nome della lotta alla pirateria, sequestrando decine di siti web solo per la pubblicazione di collegamenti verso materiale coperto da Copyright, anche se i contenuti illegali non sono mai stati ospitati dagli stessi siti web. Electronic Frontier Foundation ha accusato per questo il dipartimento di danni inaccettabili ai diritti di libertà di espressione.

Le proteste del movimento contro il SOPA, di Wikipedia e di Google hanno ritardato il voto sulla legge, che verrà discussa il mese prossimo. Ma lo scopo ultimo di SOPA, secondo Watson, non è solo quello di consegnare al governo federale USA il potere di chiudere i siti web, ma tale sistema potrebbe obbligare tutti proprietari di siti web a richiedere un permesso allo Stato, attraverso l’autenticazione di ogni utente, per pubblicare e condividere informazioni e contenuti. Un sistema di controllo panottico che sarà in grado di sorvegliare dati e informazioni di ogni cittadino on-line, dove ogni transazione economica, ogni comunicazione e l’esercizio delle libertà di espressione dovranno passare al vaglio dell’autorità governativa.

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