Mediaset, trattativa con Sky per Premium e offerta pay sul satellite

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Secondo Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset, il controllo del Biscione non è assolutamente in discussione. «Noi cerchiamo partner e non siamo venditori».

L’incontro di lunedì sera presso la villa San Martino di Arcore tra Berlusconi senior e Rupert Murdoch, il magnate australiano proprietario di Sky, non riguarderebbe quindi la cessione di Mediaset, ma bensì potrebbe riferirsi a una possibile integrazione con Mediaset Premium. Con l’obiettivo di contrastare in anticipo l’arrivo, probabilmente dirompente, delle tv online come l’americana Netflix.

Il maggior candidato per Premium rimane per ora Vivendi, che ha in cassa oltre 10 miliardi di liquidità, mentre su un possibile sondaggio di Sky per le attività pay spiega la situazione lo stesso Pier Silvio Berlusconi. «Siamo aperti a partnership di minoranza, ma a loro potrebbe interessare?». «Siamo corteggiati dalle società telefoniche, ma un semplice accordo commerciale non ci interessa, a differenza di un accordo più ampio. Con Vivendi e Telefonica, in futuro potremmo lavorare, ma al momento non c’è nulla», ha affermato il vicepresidente Mediaset dopo l’assemblea del gruppo. Il commento del confermato presidente Fedele Confalonieri è ancora più diretto: «in minoranza Murdoch non gioca neanche a scopa». Pier Silvio e Lachlan Murdoch, presenti all’incontro tra i due potenti padri, per ora hanno ricevuto il mandato di trovare intese che non ostacolino i rispettivi business, e che soprattutto frenino l’avanzata nei prossimi mesi in Italia (ma anche in Europa) di Netflix di Reed Hastings (62 milioni di abbonati nel mondo).

La soluzione è stata accennata da Berlusconi jr: anche se i diritti di Champions League dei prossimi tre anni resteranno saldamente in mano a Mediaset come esclusiva assoluta, non è escluso che Premium sbarchi sul satellite con «un’offerta pay di contenuti pregiati» dall’inizio del 2016, una piattaforma che potrebbe essere aperta agli abbonati Sky, riconoscendo al gruppo Murdoch una quota per ogni cliente di passaggio. Ma non è detto che la proposta possa piacere alla stessa Sky. Nel frattempo il colosso di Murdoch dovrà superare le minacce che arrivano dalla Francia: fonti finanziarie confermano l’ipotesi, poi smentita da Parigi a inizio mese, di una mega acquisizione di Sky Europe da parte del gruppo Vivendi.

Intanto Mediaset, ieri debole in Piazza Affari (-3%) sostanzialmente in linea con l’indice generale, si concentra sulle questioni di casa, con la pubblicità che frena la sua caduta (-1,6% il calo nel primo trimestre dell’anno) e Confalonieri che attacca gli Over The Top del Web. «Google, Facebook e Amazon non pagano tasse in Italia: i Paesi europei stanno reagendo e questa è una sveglia anche il nostro governo», dice il presidente Mediaset, augurandosi che l’esecutivo faccia seguire i fatti al progetto di tassarli alla fonte. Sul fronte Rai Way per presidente del Biscione «il fuoco di sbarramento che ha bloccato» l’offerta della controllata Ei Towers «non è del tutto comprensibile, e quando le polemiche si saranno placate la questione di un’unica infrastruttura italiana per la diffusione del segnale tv tornerà in primo piano. Noi ci saremo con grande disponibilità: è una battaglia di retroguardia impedire l’integrazione ed è fuori dal tempo condannare i campioni della comunicazione a un nanismo industriale che porta solo ad essere preda di gruppi stranieri».

Fonte: Ansa | milanofinanza.it | corriere.it

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