Switch Off digitale terrestre: 8 marzo 2022 si passa alla codifica Mpeg-4

dvb-t mpeg-4

Il Ministero dello sviluppo economico ha stabilito la data dell’8 marzo 2022 come nuovo importante step del passaggio alla nuova TV digitale terrestre. In questo Switch Off intermedio tutte le emittenti saranno obbligate ad adottare la codifica Mpeg-4 per la trasmissione dei canali.

A partire da quella data, a ridosso del termine del processo di liberazione della banda 700 MHz nell’area del Nord Italia (si concluderà il 14 marzo in Emilia-Romagna), tutti i canali nazionali saranno obbligati a trasmettere con codifica Mpeg-4 (quella compatibile con i canali HD), pur restando con lo standard DVB-T attuale. Il nuovo codec video obbligatorio consentirà di avere maggiore capacità trasmissiva nonostante la sottrazione delle frequenze assegnate agli operatori telefonici.

Vedi qui il calendario aggiornato degli Switch Off del digitale terrestre.

Oggi questa data, insieme ad altri dettagli, sarà comunicata agli operatori tv in una riunione convocata al MISE guidato da Giancarlo Giorgetti. Formalmente il documento che presenterà il governo sarà posto a consultazione pubblica. Quella di oggi dovrebbe essere solo una riunione informativa prima dell’atto formale in cui il Ministero fisserà quella data.

Cosa succede l’8 marzo 2022 quindi?

Anche chi non possiede un televisore o decoder compatibile con l’Mpeg-4 (cioè con l’alta definizione), potrà continuare a vedere alcuni canali, perché il MISE ha concesso ai broadcaster la possibilità di mantenere in onda in contemporanea (in simulcast) le emittenti anche con la vecchia codifica video Mpeg-2 sino al 31 dicembre 2022, pur obbligando il passaggio di tutti i canali al Mpeg-4.

Ci sarà un solo vincolo, quello di inserire i canali in Mpeg-4 nelle prime posizioni della numerazione automatica LCN del digitale terrestre. Perciò tutti i canali in HD passeranno dalla numerazione 500 ai primi numeri del telecomando: ad esempio Rai 1 HD si sposterà al numero 1 mentre la versione SD si posizionerà al numero 501, cioè il contrario di quanto accade ora, anche per dare un forte segnale di cambiamento in atto e per incentivare i telespettatori al cambio di dispositivi se obsoleti.

Poi tutti i canali nazionali trasmessi con codec video Mpeg-2 dovranno essere spenti entro il 31 dicembre 2022, e chi non possiede un TV o decoder compatibile non potrà più vederli. Vedi qui se il tuo TV è compatibile.

Passaggio al Mpeg-4 per le TV locali

Il passaggio al codec Mpeg-4 per le TV locali avverrà per aree, in contemporanea con le scadenze dettate della roadmap per la liberazione delle frequenze (refarming). La transizione sarà diluita nella prima metà prossimo anno. Non sarà concesso alle tv locali di trasmettere in simulcast anche una versione SD (Mpeg-2) delle proprie emittenti. Nella prima area che ha fatto il processo di refarming, la Sardegna, le emittenti locali saranno obbligate a passare al Mpeg-4 l’8 marzo 2022. 

In questo giorno fatidico, che coincide con i giorni finali del processo di refarming del Nord Italia, per continuare a vedere i canali tv sul digitale terrestre, sarà importante fare numerose risintonizzazioni con il proprio dispositivo. Vedi qui come fare se non trovi più i canali dopo lo switch off.

Le disposizioni d’obbligo del passaggio al Mpeg-4 erano da fissare entro la fine dell’anno, oppure la data di termine sarebbe dipesa dalla situazione della diffusione degli apparecchi compatibili. Di fatto il Bonus Rottamazione TV ha dato una spinta alle vendite, mentre dal 20 ottobre già 15 canali Rai e Mediaset sono passati alla codifica video HD. Secondo la ricerca base di Ipsos per Auditel, però, sono ancora 6 milioni gli apparecchi con tuner DVB-T Mpeg-2 nelle prime case, a cui se ne aggiungono 1,7 milioni nelle seconde case, locali pubblici e comunità.

La soluzione indicata dal MISE dovrebbe rispondere alle esigenze dei broadcaster nazionali, che hanno già fatto pressione nel luglio scorso per rinviare le operazioni di Switch Off. In particolare gli operatori privati, come Mediaset, temevano che il passaggio al Mpeg-4 avrebbe portato molte famiglie a non vedere più i canali con conseguente calo degli ascolti e quindi dei ricavi pubblicitari. Il trucco della trasmissione in simulcast Mpeg-4 e Mpeg-2 sarà un ulteriore protezione per questi operatori, ma non gioverà alla qualità dei canali trasmessi, che, privi delle frequenze liberate, dovranno stringersi in pochi multiplex.

Le TV locali invece chiedevano un passaggio in contemporanea con le nazionali e non anticipato, perché la transizione nazionale avrebbe convinto maggiormente le famiglie italiane ad adeguarsi acquistando un tv o un decoder compatibile.

Fonte: ItaliaOggi

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.