Banda Larga: il governo sblocca 100 mln per NGN e digital divide

Il ministro Romani conclude la sua settimana all’insegna di un futuro italiano digitalizzato e connesso con l’annuncio dello stanziamento di 100 milioni di euro dai fondi FAS (Fondi per le aree sottoutilizzate) per combattere il digital divide e per lo svliuppo delle reti NGN. E come tradizione, almeno una volta all’anno promette l’annullamento completo del divario digitale nel nostro paese.

«E’ già incominciato, ma inizia veramente oggi con l’impegno diretto del Governo il percorso di banda larga» dice il ministro a margine del Consiglio dei ministri svoltosi ieri. Dopo le critiche e l’iniziativa dell’Agenda Digitale.org mal digerita dal ministro, e la conseguente reazione con lo sbandieramento improvviso di un Piano Italia Digitale, a dire il vero fatto in fretta e furia, ecco che giungono altrettanto improvvisamente i fondi pubblici per lo sviluppo della banda larga. Gli stanziamenti statali saranno utilizzati per portare a compimento lo sviluppo del Piano Nazionale Banda Larga per azzerare il digital divide entro il 2012 e per costruire le reti di nuova generazione in fibra ottica.

Secondo quanto affermato da Romani in conferenza stampa, il digital divide, già ridotto da 8 a 5 milioni di cittadini, sarà azzerato entro la metà del prossimo anno. Ma con soli 100 milioni non si va lontano. Mancano all’appello ancora 800 milioni di fondi statali bloccati dal CIPE per la diffusione delle reti a banda larga, sboccati poi in parte l’anno scorso, e svaniti nel nulla.  Lo stesso ministro, allora solo sottosegretario, nell’estate del 2010 dichiarò che sarebbero necessari ben 1,4 miliardi per superare il digital divide nel nostro paese. Un paese che naviga in una condizione reale descritta nel 2010 dall’Istat dove solo il il 43% della popolazione accede a Internet a banda larga (i dati OCSE riportano il 49%), cifre che collocano l’Italia in fondo alla classifica europea, davanti solo a Grecia, Bulgaria e Romania.

Il presentimento è che i soldi FAS saranno investiti come al solito per le iniziative ad alto tasso remunerativo delle telco private  e nelle aree non colpite dal divario digitale totale, nello sviluppo delle reti di nuova generazione in fibra e per quelle mobili con le tecnologie LTE. Anche se l’Agenda Digitale Europea ha fissato l’obiettivo per tutti i paesi di fornire entro il 2020 le connessioni su fibra e su rete mobile almeno al 50% della popolazione, il nostro Stato e il suo esecutivo si concentrano sempre più nell’incentivare le iniziative dell’ex-monopolista Telecom Italia, che proprio in questi giorni ha avuto il via libera dall’Agcom per fare partire l’offerta di Internet  a 100 Mbit in 15 grandi città.

Per quei quasi 10 milioni di italiani reali che abitano le aree rurali e montane prive di accesso alle reti a banda larga ci pensa almeno in parte la Commissione Europea, che qualche settimana fa ha approvato circa 230 milioni di euro per l’abbattimento del digital divide finanziando i progetti di sei regioni italiane: Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige, Sardegna e Toscana.

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