Digitale terrestre: governo stanzia 30 mln per lo Switch-off 2011, ma sottrae fondi per la banda larga

Sembrava strano che questo governo improvvisamente avesse deciso, senza ripensamenti, di dare inizio a un contributo pubblico sostanzioso per lo sviluppo delle infrastrutture della banda larga. E infatti nel giro di una settimana sono saltati fuori tutti i veri intenti che come al solito si concentrano verso il mercato che sta più a cuore al premier: quello televisivo (dopo quello della prostituzione).

Pochi giorni fa il ministro Romani annunciava lo stanziamento di 100 milioni di euro dai fondi FAS (Fondi per le aree sottoutilizzate) per combattere il digital divide e per lo svliuppo delle reti NGN. E’ riuscito in una sola settimana pure a tirare fuori dal cilindro un Piano Italia Digitale (per dotare il paese di nuove risorse e infrastrutture per la società dell’informazione) che mancava da troppi anni, ispirato (o spinto forzatamente) dall’iniziativa di sensibilizzazione nazionale Agenda Digitale.org. Alla campagna mediatica demagogica governativa per l’Italia digitalizzata si è unito anche il ministro Brunetta che, come tradizione almeno una volta all’anno, ha dichiarato che entro il 2013 l’intero paese sarà coperto dalla banda larga universale

Ieri invece il ministro dello sviluppo economico, a margine della conferenza stampa dell’accordo di programma per Termini Imerese, ha spiegato ai giornalisti presenti che verranno stanziati ben 30 milioni di euro all’interno del decreto Milleproroghe per velocizzare il passaggio alla tv digitale terrrestre, che comunque per ora, a meno di cambiamenti del calendario, dovrebbe terminare nel 2012. Romani, mettendo le mani avanti, ha cercato di sottolineare che questi stanziamenti dedicati allo Switch-off della tv digitale non verranno presi dai 100 milioni  dedicati alla banda larga, sostenendo che i 30 milioni sono stati inseriti nel Milleproroghe con un maxiemendamento per le infrastrutture digitali, mentre i 100 milioni non sono fondi del decreto votato in Senato, ma bensì dei FAS.

Il testo del maxiemendamento però dice ben altra cosa e rivela le menzogne che sistematicamente ci fornisce il governo: il Senato infatti ha autorizzato ” la spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2011, da destinare al rifinanziamento del Fondo per il passaggio al digitale di cui all’articolo 1, comma 927, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Ai relativi oneri, pari a 30 milioni di euro per l’anno 2011, si provvede nell’ambito delle risorse finalizzate ad interventi per la banda larga dalla legge 18 giugno 2009, n. 69, nell’importo complessivo deliberato dal CIPE in data 11 gennaio 2011“.

Nonostante le dichiarazioni discordanti del ministro Romani, gli stanziamenti pubblici per la tv digitale saranno quindi sottratti a quelli previsti dai fondi FAS per la banda larga. E ancora una volta questo governo si dimostra poco propenso e disinteressato allo sviluppo delle reti Internet di nuova e vecchia generazione che potrebbero far crescere in modo determinante il paese, destinando gran parte delle risorse pubbliche ai mercati televisivi, territorio inespugnabile degli affari privati della famiglia Berlusconi.

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