Digitale terrestre: la battaglia dei comuni montani senza Rai

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I Comuni montani italiani privi di segnale tv terrestre della Rai sono pronti alla mobilitazione. Da luglio il canone Rai sarà inserito nella bollletta elettrica, e i sindaci dei Comuni dell’Uncem pretendono che i canali pubblici si ricevano ovunque.

Luca De Carlo, primo cittadino di Calalzo (Belluno) e presidente dell’Unione montana locale, è uno dei tanti sindaci che hanno raccolto e rilanciato la sfida dell’Uncem che invita tutti alla mobilitazione per rendere migliore e più accessibile il servizio televisivo pubblico.

L’Uncem, infatti, ha chiesto a tutti i 4000 Comuni, alle Comunità montane e alle Unioni montane di Comuni, di approvare al più presto un ordine del giorno in Consiglio o in Giunta e di trasmetterlo poi ai Parlamentari delle proprie Regioni. Primo obiettivo, ottenere un tavolo di monitoraggio nazionale, con la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, l’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna e l’Agcom, così da individuare le molte (troppe) aree alpine e appenniniche dove la tv si vede male.

Il passaggio al digitale terrestre ha obbligato molte famiglie a dotarsi della piattaforma satellitare (quasi) gratuita TivùSat. E ha impegnato tante Comunità montane nell’attivazione e nella gestione, d’intesa con le Regioni, di ripetitori “privati”, non gestiti da Rai Way, unica possibilità per raggiungere i borghi alpini delle aree più interne del Paese. Le trasformazioni istituzionali in atto rischiano di vanificare il lavoro fatto su questo fronte dagli Enti locali, comunque determinati a lavorare intesamente sull’Agenda digitale: serve però un effettivo e strutturale coinvolgimento da parte di Stato e Regioni.

«Numerosi Sindaci e Amministratori di Comuni italiani – ha spiegato il Presidente nazionale Enrico Borghi – ci continuano a segnalare le costanti e crescenti difficoltà di accesso al servizio televisivo da parte di singoli e famiglie residenti nelle zone montane. È certamente necessario ridurre l’evasione del pagamento del canone Rai, imposta sul possesso di una tv, ma allo stesso tempo deve essere assicurato un adeguato servizio agli utenti consentendo la ricezione di tutti i canali, in particolare quelli del servizio pubblico. Nelle aree montane italiane, alpine e appenniniche, resta elevato il digital divide che ha la sua prima fonte nelle difficoltà di ricezione del segnale tv e radio».

I Comuni e le Unioni con Uncem chiedono quindi al Governo e al Parlamento un tavolo di monitoraggio nazionale ma anche di impegnare Rai Way nel potenziamento delle infrastrutture per la trasmissione del segnale tv nelle aree montane e più interne del Paese. Serve poi un attento lavoro sui contenuti. «La Rai – ha evidenziato il Presidente nazionale Uncem – deve rafforzare e ampliare l’informazione locale e regionale, riattivando e potenziando trasmissioni quali TgrMontagne e Ambiente Italia. È di alto livello e fa buoni ascolti la trasmissione Linea Bianca, ma un format sulla montagna deve essere esteso a tutto l’anno, non solo trasmesso d’inverno».

«Vogliamo che tutti paghino l’imposta, il canone Rai, ma vogliamo anche che i servizi siano assicurati a tutti, indipendentemente dal paese e dall’area dove hanno scelto di vivere – ha sottolineato ancora Enrico Borghi, deputato alla guida dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna – In una fase storica in cui stiamo ripensando tuttti i servizi pubblici, provando a migliorarli anche grazie alla tecnologia, non vorremmo che intere aree del Paese rimanessero senza tv, senza uffici postali, senza accesso alla banda larga. Il Governo e il Parlamento devono subito mettere in atto adeguate strategie e investimenti. Gli ordini del giorno che verranno approvati dai Comuni e dalle Unioni lo confermano».

La deputata del Pd Patrizia Maestri ha inoltre annunciato la presentazione di un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi: «Diversi cittadini e amministratori della nostra montagna, pur pagando da sempre il canone, mi hanno segnalato il fatto che il segnale Rai è spesso disturbato, tanto da rendere irricevibile la programmazione televisiva, un problema noto da tempo che Rai Way non ha ancora risolto; oggi è necessario porvi rimedio, soprattutto nel momento in cui diventa di fatto impossibile rifiutarsi di pagare il canone». «I cittadini della montagna non sono di serie B, hanno il diritto di fruire degli stessi servizi di chi risiede in pianura, soprattutto se a questi corrisponde il pagamento di un’imposta».

Fonte: uncem.it

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