Digitale terrestre Biella: il paese di Borriana dimenticato dal digitale

In provincia di Biella c’è un paese di novecento anime tagliato fuori dalle tecnologie del mondo contemporaneo: non funziona la tv digitale terrestre, la rete telefonica cellulare va a singhiozzo e non esistono le connessioni Internet a banda larga.

A Borriana, scrive Paola Guabello su La Stampa, la vita è dura per chi vuole vedere un film, un programma, una partita dall’inizio alla fine. E anche chi deve ricevere una telefonata sul cellulare o vuole navigare sul Web ha serie difficoltà.

Il digitale nel piccolo comune di pianura ai piedi delle Alpi è un tabù e tutti sembrano rassegnati a vedere la tv a singhiozzo, con lo schermo squadrettato nel migliore dei casi (nero nei peggiori). Così ogni tanto, i bravi cittadini che pagano pure il canone (oltre all’antennista) per non vedere la tv, protestano. Ai primi di agosto alcune famiglie esasperate segnalavano a La Stampa: «Ogni mattina, alle nove meno un quarto e per quasi un’ora non si vede nemmeno un canale. Ci siamo confrontati con i vicini: il problema riguarda molte persone, anche in altre fasce orarie. Ad altri, a un certo punto, il segnale sparisce del tutto». E quando capita non resta che spegnere la tv, senza sapere come finirà il film.

«Per me non è un problema – se la ride Gianni Rosso, presidente dell’associazione culturale El sol ed j’Alp -. Io non ho la tv e ne vado fiero. Ma mio padre sì, ha 84 anni e la guarderebbe volentieri. Invece è costretto a stare giornate intere ad apparecchio spento perchè non c’è verso di ricevere il segnale». Gli fa eco Damiano Meliconi, imprenditore: «Da quando c’è il decoder la Rai non la vediamo quasi più. E anche gli altri canali sono molto disturbati. Va un po’ meglio per quelli Mediaset e per La7. Abbiamo chiamato più volte l’antennista ma il problema non l’abbiamo risolto. Il disagio maggiore però è il telefono. I cellulari non hanno campo e per chi lavora è un disastro».

Non resta che abbonarsi alla pay-tv satellitare. O peregrinare di casa in casa: a uno il privilegio delle reti nazionali, a un altro quello delle tv private. Al bar pizzeria Lido, il digitale concede il lusso dei canali locali: «Forse perché sono i più vicini a noi – cerca una spiegazione Celeste Finotti, figlia dei titolari – Abbiamo la televisione e la teniamo accesa. Ma tutti quanti sappiamo che da un momento all’altro il canale può sparire. Siamo rassegnati». «Non ho ricevuto alcuna segnalazione – spiega il sindaco Marina Moretti – Ma a questo punto, vorrà dire che faremo un questionario per capire l’entità del problema. Ciò che ci preme di più è però la connessione a Internet. L’Adsl in certi luoghi proprio non arriva, e di solleciti ne abbiamo fatto più d’uno. Comprendiamo che portare i cavi fin sotto casa sia un servizio antieconomicoma certo è che soprattutto sotto questo aspetto il paese è davvero tagliato fuori».

Il caso di Borriana non è unico: con il passaggio al digitale terrestre molte altre località del Biellese hanno avuto difficoltà nella ricezione del segnale, e recentemente anche in Valle Cervo, in alcune fasce orarie i telespettatori hanno riscontrato lo stesso tipo di disservizio. A Pralungo le proteste sono arrivate fino in municipio. E dire che, a gennaio, le squadre di tecnici inviate in missione dalla Rai e dal Ministero delle Comunicazioni, avevano lavorato a lungo. Dopo un paio di giorni di sopralluoghi il problema era chiaro: troppi segnali in troppo poco spazio. Ma la soluzione a quanto pare non è ancora arrivata.

Fonte: La Stampa

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