Il flop del digitale terrestre in Molise

In Molise il passaggio dal sistema televisivo analogico al digitale terrestre è un ”colossale fallimento”. La bocciatura arriva dal senatore Ulisse Di Giacomo (Pdl) che punta il dito sul governo Monti. «Dopo lo switch-off – afferma Di Giacomo – l’intera fascia costiera molisana, circa metà della popolazione del Molise, non ha più possibilità di ricevere il segnale delle principali emittenti regionali, causando in questo modo due danni: ai cittadini, che vengono privati di un loro diritto, e alle emittenti, le quali grazie alla incapacità di chi doveva seguire la questione si ritrovano sull’orlo del fallimento per il mancato introito pubblicitario».

A tale proposito il senatore ha già provveduto a presentare una interrogazione parlamentare al competente Ministro e al Presidente del Consiglio e, conclude  Di Giacomo, «anche le emittenti radio-televisive del Molise hanno giustamente approntato una denuncia con richiesta di risarcimento danni. Chi risponderà di tutto questo?».

I disservizi della nuova tv digitale imperversano da mesi in tutta la regione, tanto che nascono spontanee iniziative di protesta direttamente dagli utenti orfani della tv. Trentuno cittadini residenti a Petacciato, infatti, stanchi di non riuscire a usufruire dei tre principali canali del servizio pubblico dopo il passaggio al digitale terrestre, hanno scritto una lettere all’Ispettorato delle Comunicazioni di Abruzzo e Molise e al Corecom Molise, per chiedere conto di questo grave disservizio che va avanti ormai da tre mesi.

I firmatari del documentano denunciano «l’impossibilità di ricevere regolarmente e quotidianamente il segnale minimo necessario per la corretta a quotidiana ricezione delle tre reti principali del servizio pubblico svolto dalla Rai. I programmi delle tre reti principali infatti, sono totalmente oscurati». Secondo i 31 autori della protesta, in precedenza «anche i programmi di Mediaset, La7 e le tv private locali si bloccavano o erano totalmente assenti dallo schermo: i privati hanno – da tempo – risolto il problema, la Rai no».

I cittadini petacciatesi si sentono perciò «privati del fondamentale diritto alla completezza d’informazione sulle notizie regionali». Fra le richieste presentate, quella della verifica sui ripetitori Rai e sulla loro conformità agli indici e standard di qualità tecnica previsti., oltre all’accertamento delle «cause tecniche d’interruzione dei programmi Rai attraverso l’ispezione agli impianti trasmettirori».

Fonti: Ansa | Aduc | primonumero.it

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