Rapporto Akamai 2012: Italia al 44° posto al mondo per banda larga (1)

Cambridge, MA – Akamai Technologies, Inc., grazie ai dati registrati dal suo gigantesco network CDN (Content Deliverly Network), ha pubblicato il nuovo Rapporto sullo  Stato di Internet per il primo trimestre 2012.

Sulla base dei dati raccolti dalla Akamai Intelligent Platform, il rapporto disegna un quadro globale sulla grande Rete definendo paramentri e risultati come la penetrazione di Internet, le velocità di connessione mobili, le origini di traffico attacco e velocità di connessione globale e regionale.

Il nuovo rapporto di Akamai fornisce anche l’analisi delle interruzioni di Internet del primo trimestre dell’anno segnalati in Iran e in Australia. I modelli di traffico provenienti da tutta la piattaforma di Akamai in queste regioni mostrano l’impatto di accesso a Internet e la durata di tali interruzioni.

Internet penetrazione globale

Sono più di 666 milioni gli indirizzi IP unici da 238 paesi e regioni di tutto il mondo connessi alla piattaforma Akamai Intelligent nel primo trimestre del 2012. Ciò rappresenta un aumento del 6% rispetto al quarto trimestre del 2011 e quasi un aumento del 14% rispetto al primo trimestre del 2011. Gli indirizzi IP unici dei primi 10 paesi rappresentato quasi il 66% della cifra globale, una concentrazione di circa un punto percentuale in meno rispetto al quarto trimestre del 2011. A differenza del 2011 si registra una crescita al di sopra del 20% dei numeri degli indirizzi in Cina, Brasile, Italia e Russia.

Tra i primi 10 paesi in classifica si registra una crescita che va dallo 0,3% in Germania, a un solido 9,2% in Italia. La Corea del Sud ha visto un calo del 1,2% trimestre su trimestre, anche se il numero di indirizzi IP è calato del 12% in un  anno. Anche il Giappone ha visto in un anno un declino (-8,5%) di indirizzi IP unici. Dopo il lancio mondiale IPv6 nel mese di giugno, Akamai ha rilevato un maggior numero di connessioni col nuovo protocollo.

Ridefinire la connettività high broadband

A partire dal primo trimestre 2012, Akamai ha ridefinito i termini “broadband” e “high broadband“, con la nuova definizione di “banda larga“, ora più in linea con gli obiettivi di velocità fissati dagli Stati Uniti, la Cina e la Commissione europea. Le connessioni a banda larga sono ora definite come 4 Mbps o superiore, mentre la banda ultralarga ora include le connessioni per la piattaforma Akamai Intelligent a 10 Mbps o superiore. Alla luce di questa nuova definizione, l’adozione globale di banda ultralarga ha raggiunto il 10%, in crescita del 19% trimestre su trimestre. Tra i primi 10 paesi per l’adozione della banda ultralarga, al solito la Corea del Sud è in cima alla lista con il 53% di penetrazione, poi Giappone (37%), Hong Kong (28%), Lettonia (26%) e Paesi Bassi (24%).

L’Italia si dimostra ancora una volta indietro posizionandosi solamente al 37° posto nella classifica EMEA con l’assurda e scarsa penetrazione del 2,6% di connessioni high broadband, mentre è ancora più in basso (al 44° posto) nella classifica EMEA per diffusione della banda larga (cioè connessioni superiori ai 4 Mbps) con il 32% di penetrazione.

Velocità di connessione

Se si parla invece di velocità di connessione media, i primi 10 paesi della classifica Akamai registrano aumenti di velocità. 125 paesi registrano un aumento e solo 10 paesi hanno subito cali velocità di connessione. La velocità di connessione globale media del primo trimestre è stata di 2,6 Mbps.

Ancora una volta la Corea del Sud (15,7 Mbps) si aggiudica la velocità media di connessione più veloce. Seguono Giappone (10,9 Mbps), Hong Kong (9,3 Mbps), Paesi Bassi (8,8 Mbps e primi in Europa) e Lettonia (8,8 Mbps). Nella speciale classifica EMEA sulla velocità media delle connessioni in Europa/Medio Oriente/Africa l’Italia si piazza tristemente al 41esimo posto con 4,1 Mbps di velocità, dopo Israele e Spagna.

Nel 2012 la media globale velocità media di connessione di picco è aumentato del 25%, e gli aumenti sono stati osservati anche in tutti i primi 10 paesi. A livello mondiale, circa 130 paesi hanno beneficiato dell’aumento delle velocità di picco, che vanno dal 3,8% di crescita in Pakistan (a 5,9 Mbps) ad un salto 213% in Libia (a 3,8 Mbps). Solo cinque paesi hanno subito un calo annuale di velocità di connessione di picco, con la più grande perdita in Tanzania a meno 21% (a 5,1 Mbps).

Nel primo trimestre 2o12, Hong Kong si aggiudica il primato per la velocità media di connessione di picco (49,3 Mbps), superando la Corea del Sud (47,8 Mbps). Seguono il Giappone (39,5 Mbps), Romania (38,8 Mbps) e Lettonia (33,5 Mbps). Nella classifica EMEA sulla velocità media delle connessioni di picco l’Italia è ancora molto indietro rispetto ai maggiori paesi Europei. Mentre la Romania, l’Olanda (29,4 Mbps), il Belgio (29,2 Mbps), l’Irlanda (25,5), la Germania (23,4) si posizionano ai primi 25 posti al mondo, il Belpaese del digital divide si posiziona solo al 46° posto con solo 17,7 Mbps di velocità media di picco.

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