Digitale terrestre Piemonte: la Provincia di Torino incita all’astensione dal canone Rai

«Chi non riceve il segnale Rai, non paghi il canone». La provocazione, ai limiti della legalità, era stata lanciata qualche tempo fa dal consigliere Pdl della Provincia di Torino, Giuseppe Cerchio, a seguito dell’insostenibile oscuramento tv che coinvolge da anni molte aree del Piemonte. Ora l’incitamento alla disobbedienza fiscale è stato raccolto addirittura dallo stesso Consiglio Provinciale, che da martedì scorso con un atto ufficiale ha clamorosamente approvato una delibera, votata all’unanimità, che incoraggia il cittadino che subisce il disservizio a non pagare il tributo alla Rai.

Dalle zone collinari di Torino, tra Pino, Baldissero e Superga, fino ai comuni montani del novarese e della provincia di Vercelli, il buio televisivo coinvolge anche molti comuni dell’alessandrino e alcune zone collinari dell’astigiano. I segnali Rai trasmessi dal ripetitore di Monte Penice sul territorio piemontese verrebbero sistematicamente oscurati dalle interferenze provocate dalle trasmissioni dell’emittente locale Tele Libertà, che invia segnali molto forti producendo sovrapposizioni. Cerchio afferma che da più di un anno più di 600 mila piemontesi non possono vedere il Tg3 Regionale del Piemonte. E secondo il consigliere non è affatto giusto che i cittadini paghino i cittadini le tasse per un servizio di cui non possono beneficiare.

Il Consiglio provinciale ha quindi votato all’unanimità un ordine del giorno che sollecita con urgenza il Ministero dello sviluppo, la Rai e il Corecom a trovare una soluzione al problema con un intervento tecnico che risolva le interferenze tv. Disposizione che invita però nel frattempo i cittadini ad auto-esonerarsi del canone. La legge però non consente di evadere l’imposta sul possesso di un apparecchio tv, anche per una giusta causa, fanno notare in molti. Come è già accaduto in Veneto Orientale, i poveri abbonati Rai non paganti, e senza tv, verrebbero inevitabilmente a perseguitai dall’Agenzia delle Entrate. E infatti secondo Adriano Pizzo, sindaco di Pecetto, uno dei comuni più compliti dal disservizio, quella di Cerchio è solo «una sparata propagandistica». Dello stesso parere è anche il primo cittadino di Pino Torinese.

Fonte: Corriere di Chieri

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