Agcom chiude istruttoria su Mediaset

Nel maggio del 2009 l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni aprì un’istruttoria sulla distribuzione dei canali tv in Italia e sul rispetto della quota del 20% per editore, fissato dalla famigerata legge Gasparri. Sotto le insistenti denunce di varie associazioni di consumatori, come Altroconsumo, l’Agcom mise sotto inchiesta Mediaset sospettata di essere sopra questo limite. Oggi è stato decretato che Mediaset  non supera il tetto del 20% di capacità trasmissiva in digitale. L’Autorithy ha chiusto l’indagine, anche se si riserva di fare ulteriori approfondimenti sul dossier.

Ma torniamo alla strana inchiesta. La prima rilevazione effettuata in maggio metteva in evidenza la Rai con il 8 canali su 42 totali, quindi sotto il limite, mentre Mediaset aveva 14 canali e il 33,3% dell’intero spettro digitale. Il limite del 20%  non è mai stato verificato neanche in epoca di tv analogica in Italia, se escludiamo la denuncia di Europa 7, ma ora nell’era digitale il calcolo è più difficile e variamente interpretabile. Non si capisce bene se l’Agcom ha tenuto conto dei canali +1 (che trasmettono la stessa programmazione un’ora dopo), di quelli in pay-per-view, i canali test di proprietà dei principali media tv, o anche dei canali Studio Universal e Steel, trasmessi dal multiplex Mediaset ma non facenti parte del gruppo.

La conta finale delle emittenti è sicuramente in continua evoluzione. In questi mesi sono nati nuovi canali sulla piattaforma digitale terrestre e la riorganizzazione delle frequenze e la riassegnazione su base d’asta pubblica è ancora un miraggio. Il conteggio è poco chiaro, ma ci si può tentare: i canali nazionali, quindi ricevibili in ogni punto del territorio italiano sono attualmente 95, suddivisi in 8 multiplex. La Rai ha sempre attivi 8 canali. Se si eliminano le frequenze inattive (24) e le radio, i canali Studio Universal e Steel, ho contanto ben 25 canali Mediaset su 71 totali, cioè il 35,2% dell’intero panorama del dtt. Eliminando anche i canali +1 la percentuale del 28,1% rimane inesorabilente sopra i limiti di legge…  Ma che conteggio ha fatto l’Agcom?

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