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febbraio 24th, 8:11 am

Vivendi non molla: “Ottimisti su Mediaset”

Vivendi non molla la presa sull’Italia, tantomeno su Mediaset. Sul gruppo controllato dalla Fininvest dei Berlusconi i francesi hanno investito la bellezza di 1,3 miliardi di euro, che si aggiunge ai 3 miliardi puntati nel 2014 su Telecom, rabboccati con altri 600 milioni lo scorso anno.

Presentando i conti del 2016 l’ad Arnaud de Puyfontaine sulla partita col Biscione di è dichiarato «ottimista». «La nostra volontà, la nostra strategia e la nostra visione non cambiano. Sono ottimista su un esito positivo» con Mediaset.

Il gruppo francese ha una quota del 28,8% in Mediaset, da cui e' stato citato presso le authority italiane per non avere dato seguito all'accordo di aprile 2016 che prevedeva l'acquisto della pay-tv Premium.
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febbraio 24th, 7:36 am

Rai, Cda approva il budget 2017

Il Consiglio di Amministrazione della Rai, riunitosi ieri sotto la presidenza di Monica Maggioni e alla presenza del Direttore Generale Antonio Campo Dall’Orto, ha in apertura di seduta discusso della questione dell'applicazione del limite di 240mila euro annui introdotto dall'art 9 della legge 198/26 ottobre 2016 anche ai contratti di collaborazione e consulenza di natura artistica.

Dal momento dell'approvazione della legge, l'Azienda ha chiesto a più riprese supporto interpretativo al Mef ma, allo stato, non è ancora pervenuta risposta. Il tentativo è stato quello di proteggere l'azienda dalle pesanti ricadute che un'applicazione immediata del limite retributivo sulle collaborazioni artistiche avrebbe avuto sull'intero equilibrio aziendale, sulla sua redditività e capacità di operare sul mercato.

Date tutte queste premesse, nel protrarsi di una pericolosa indeterminazione nell'interpretazione della legge, il Consiglio ha dato mandato al Direttore Generale di procedere all'applicazione del limite a far data dal mese di aprile se, nel frattempo, non sopravverranno i richiesti elementi interpretativi.
Il Cda ha successivamente approvato all’unanimità il Budget di Gruppo Rai per il 2017, illustrato dal Direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.

Le proiezioni economiche evidenziano, nonostante la contrazione delle risorse pubbliche per circa 120 milioni di Euro per effetto della riduzione dell’importo unitario del canone ordinario da 100 Euro a 90 Euro, un risultato economico in sostanziale pareggio e un livello di indebitamento finanziario netto allineato al valore previsto per il 2016.

In questo contesto di minori risorse, il segno positivo della gestione operativa e il sostanziale pareggio previsto derivano dagli interventi di razionalizzazione impostati nell’area dei costi e degli investimenti di Gruppo, per un valore complessivo di oltre 100 milioni di Euro.

Tali interventi sono stati identificati con una logica selettiva, al fine di:

- preservare l’elevata qualità dell’offerta editoriale che ha caratterizzato il palinsesto 2016;
- proseguire il piano di sviluppo tecnologico, fattore questo abilitante per la trasformazione di Rai in una Media Company;
- mantenere la leadership nella qualità del prodotto e negli ascolti.

Tali direttrici trovano in particolare conferma nel potenziamento delle risorse dedicate all’area digital e dal mantenimento di un adeguato livello di investimento nel prodotto e nella tecnologia, incluse le iniziative e i progetti focalizzati a migliorare in modo pervasivo l’efficienza industriale di Gruppo.

Più in dettaglio, i numeri chiavi delle previsioni di Budget sono i seguenti:

- Ricavi totali per 2.624 milioni di Euro, di cui 1.768 milioni di Euro ascrivibili al canone, in flessione per 153 milioni di Euro rispetto al Forecast 2016
- Costi complessivi, inclusi ammortamenti, per 2.596 milioni di Euro, in calo di 155 milioni di Euro rispetto al 2016
- Investimenti di prodotto per 460 milioni di Euro e tecnici per 126 milioni di Euro per un totale di 586 milioni di Euro, con una diminuzione sul 2016 di circa il 2%
- Gestione operativa in utile per 28 milioni di Euro e risultato di esercizio in sostanziale pareggio
- Posizione finanziaria netta stabile nell’ordine di 430 milioni di Euro

Il Budget non tiene ovviamente conto dell’estensione del tetto retributivo anche alle risorse artistiche, le proiezioni verranno pertanto rielaborate per analizzare i prevedibili impatti provocati dalla possibile ridotta attrattività dell’offerta editoriale di Rai.
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febbraio 24th, 7:27 am

Vivendi vede ricavi 2017 in crescita 5%

L'anno scorso utile adjusted superiore a stime analisti

Vivendi ha chiuso il 2016 con un utile netto pari a 1,256 miliardi, in calo del 35% rispetto al 2015. Nello scorso anno il gruppo francese ha registrato un utile 'adjusted' di 755 milioni, in crescita dell'8,4% rispetto all'anno precedente, e ricavi a 10,819 miliardi (+0,5%), su cui ha pesato la flessione del 4,2% del fatturato di Canal Plus Group, società posseduta al 100% da Vivendi, che produce e distribuisce film e possiede una library di 5mila titoli. Il dividendo proposto è di 0,4 euro per azione, in flessione rispetto al precedente anno. La posizione netta di cassa ammonta a 1,1 miliardi.

L'utile 2016 è superiore alle stime degli analisti e sono in forte incremento le stime per l'anno in corso. A fine 2017 il gruppo media francese, primo azionista di Telecom Italia e che ha recentemente scalato Mediaset fino a diventarne il secondo azionista dopo Fininvest, prevede infatti un aumento dei ricavi "superiore al 5%" e una crescita del margine operativo lordo di circa il 25%.

Revenue sostanzialmente stabili, sottolinea il gruppo francese, per i risultati contrastanti dei vari segmenti di business del gruppo. Forte incremento delle revenue di Universal Music Group, posseduta al 100%. Mentre scendono le revenue (-4,2%) di Canal Group a causa del deterioramento delle performance del segmento pay-tv nonostante le operation internazionali continuino a registrare una forte crescita, particolarmente in Africa.
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febbraio 23rd, 9:55 am

Telefonica vende il 40% di Telxius a KKR

Acquisti sul titolo di Telefonica a Madrid, l'azione del colosso delle telecomunicazioni spagnolo, segna un rialzo dello 0,9% a 9,46 euro per una capitalizzazione complessiva di 47,27 miliardi di euro circa.

Ieri la società di private equity Kohlberg Kravis Roberts & Company (KKR) ha annunciato un accordo per l'acquisizione di una quota fino al 40% di Telxius Telecom valutata complessivamente 3,678 miliardi di euro (enterprise value). Il valore dell'operazione potrebbe dunque raggiungere 1,5 miliardi di euro circa.

Telxius controlla e gestisce circa 16 mila torri di telecomunicazione in cinque Paesi e rappresenta il ramo delle infrastrutture tlc di Telefonica con oltre 65 mila chilometri di cavi in fibra ottica sottomarina in gestione dei quali 31 mila di proprietà.
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febbraio 23rd, 9:00 am

Network La7, 5% di share nella giornata

Martedì La7 e La7d hanno ottenuto il 5,05% di share nella giornata (ore 7.00-2.00) con 11.859.261 telespettatori contattati nelle 24 ore (2.00-2.00), e il 6,47% di share in prime time (20.30-23.30).

La trasmissione diMartedì ha ottenuto il 5,47% di share con 1.078.310 telespettatori, e picchi dell’8,27% con 1.814.370. Il programma di Giovanni Floris ha battuto Cartabianca in onda su Rai3 nella fascia di sovrapposizione (21.17- 00.00) realizzando il 5,56% di share e 1.295.431 contro il 5,41% di share e 1.259.787 del programma condotto da Bianca Berlinguer.

Otto e Mezzo di Lilli Gruber si è attestato al 7% di share e 1.917.626 telespettatori, con un picco dell’8,38%. Il TgLa7 delle 20 di Enrico Mentana ha ottenuto il 5,38% di share e 1.333.236 telespettatori, e un picco del 6%.

Al mattino Coffee Break condotto da Andrea Pancani ha realizzato il 6,87% di share e un picco dell’8,62%, L’Aria che tira di Myrta Merlino il 6,75% di share e un picco del 7,60%.

Al pomeriggio Tagadà condotto da Tiziana Panella si è attestato al 3,24% di share con un picco del 4,63%. Su La7d la media dei quattro episodi serali di Grey’s Anatomy ha realizzato l’1,18% di share con un picco del 2,90%. (ItaliaOggi)
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febbraio 22nd, 8:39 am

Caso Mediaset, Vivendi in difesa davanti all’Agcom

Gli uffici dell’Agcom hanno ascoltato lunedì l’avvocato Giuseppe Scassellati Sforzolini, partner dello studio Cleary Gottlieb, che cura per conto di Vivendi il dossier sull’istruttoria aperta dall’Agcom a riguardo della contemporanea presenza della media company transalpina nel capitale di Telecom Italia e di Mediaset.

A inizio mese era stato ascoltato anche il capo degli affari legali del Biscione, Pasquale Straziota, a seguito dell’esposto presentato a dicembre. Il procedimento è affidato ad Antonio Provenzano, responsabile della direzione Infrastrutture e servizi di media. Con questo dovrebbe essere sostanzialmente completato il processo di acquisizione delle informazioni per permettere all’Authority di entrare in fase di valutazione e chiudere l’istruttoria forse anche a fine marzo, prima del 20 aprile, quando scadono i termini (eventualmente prorogabili per altri 60 giorni). Probabile comunque che i vertici delle due società chiedano di essere ascoltati anche al consiglio Agcom.

Il punto da chiarire è se sono state violate le regole del Tusmar (il Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici) che impediscono un collegamento tra un operatore che abbia più del 40% di quota nel mercato delle comunicazioni elettroniche e un operatore che abbia più del 10% di quota nei media.

Nel comunicato del 15 dicembre scorso, l’Agcom aveva avvertito che «alla luce di una preliminare analisi su dati 2015», Telecom Italia risulta il principale operatore nel mercato delle comunicazioni elettroniche, detenendo il 44,7% della quota nel mercato prevalente delle telecomunicazioni, mentre Mediaset raggiunge nel 2015 una quota del 13,3% del Sic (Sistema integrato delle comunicazioni) e che quindi «operazioni volte a concentrare il controllo delle due società potrebbero essere vietate».

Vivendi, che sfiora il 24% nel capitale di Telecom, e che a dicembre è salita al 28,8% (pari al 29,9% dei diritti di voto) anche nel capitale di Mediaset, ha tutto l’interesse a dimostrare di non essere finita in un vicolo cieco. Agli ultimi prezzi di Borsa la sua quota in Telecom vale 3,7 miliardi, quella in Mediaset 1,35 miliardi.

Vivendi può cercare di difendere la sua posizione da una serie di angolature. Da una parte, sostenendo di non avere il controllo di Telecom, anche se la sua quota è appena sotto la soglia d’Opa, con il resto del capitale frazionato tra gli investitori istituzionali, e anche se è presente nel board (in scadenza con la prossima assemblea di bilancio) con i primi tre top manager del gruppo. Un argomento è che la partecipazione del 23,9% non assicura la maggioranza assembleare.

Da un altro lato, confutando il doppio collegamento Vivendi- Telecom e Vivendi-Mediaset, considerato che Fininvest è tuttora il primo azionista con una quota del 38,266% che, considerate le azioni proprie nel portafoglio del Biscione, pesa per il 39,775% sui diritti di voto.

Mediaset, nell’esposto presentato a dicembre, sostiene che giuridicamente il «collegamento» sussiste già, mentre il legali dei francesi nell’audizione di lunedì avrebbero spiegato perchè, dal loro punto di vista, non sia stato violato comunque l’articolo 43 del Tusmar. Di fatto, Vivendi non ha ancora chiesto di avere una rappresentanza in consiglio.

Toccherà ora all’Agcom valutare se Vivendi, pur restando in minoranza, abbia già ora modo di interferire su Mediaset, come sostiene la società assediata paventando il rischio di «paralisi delle attività di sviluppo industriale». (Il Sole 24 Ore)
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