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febbraio 18th, 11:05 am

Caso Mediaset, Vivendi in udienza all’Agcom la settimana prossima

A quanto risulta, non dovrebbe essere il ceo Arnaud de Puyfontaine a presentarsi per essere ascoltato, bensì l’avvocato Giuseppe Scassellati Sforzolini, partner dello studio Cleary Gottlieb, che sta seguendo il dossier.

La media company transalpina, con i suoi legali, ha in realtà già iniziato a depositare documentazione all'Agcom, sia per illustrare la sua posizione nella vicenda Mediaset, sia per rispondere alle richieste dell'Authority.

Vivendi, in particolare, avrebbe già preparato una memoria giuridica a riguardo della propria posizione in Telecom, sulla quale non sussiste il controllo di diritto (che scatta al superamento del 50% del capitale). Vivendi è il maggior azionista con una quota che sfiora il 24% e di fatto l'azionista di riferimento, visto che il resto del capitale è frazionato tra gli investitori istituzionali, oltre a essere presente in consiglio con i primi tre top manager del gruppo più un consigliere indipendente.

Tuttavia i francesi vorrebbero dimostrare che non esiste un “controllo” consolidato sull’incumbent delle tlc, dal momento che la quota detenuta non è sufficiente ad assicurare la maggioranza nelle assemblee ordinarie, dove la partecipazione dei soci, negli ultimi anni, è sempre stata superiore al 50% del capitale.

Non è detto che questo basti a convincere l'Agcom che non c'è un controllo di fatto di Vivendi su Telecom Italia e che quindi non ci sono impedimenti a mantenere contemporaneamente una presenza nel capitale di Mediaset che, con il blitz di dicembre, è arrivata al 29,9% dei diritti di voto.

Ad ogni modo, non avrebbe impatto sull'istruttoria in corso un eventuale accordo tra Sky Italia e Mediaset su Premium, perchè una cessione della pay-tv non farebbe scendere la quota di mercato del Biscione al di sotto del 10% che non può essere cumulato con l’oltre 40% di Telecom nel proprio mercato di riferimento.

I contatti tra Sky e Mediaset sono in corso ormai da un anno, ma non sono ancora arrivati allo stadio di aver prodotto un pre-sondaggio di fattibilità con le Authority. Se si arrivasse a conclusione, sarebbe coinvolta in prima battuta l’Autorità Antitrust - dovrebbe essere chiesto anche un parere all’Agcom - ma si dovrebbe verificare se l’operazione di concentrazione, per i fatturati coinvolti, non abbia rilevanza europea.

Secondo gli esperti, un’eventuale aggregazione tra le due pay-tv italiane non sarebbe bocciata, ma probabilmente sarebbe sottoposta a “rimedi” da parte delle Autorità. Il nodo, in particolare, sarebbe relativo alle aste dei diritti del calcio perchè Sky, con i clienti Premium, diventerebbe di fatto l’unico operatore in grado di sostenerne i costi.

Se Premium uscisse dal perimetro di Mediaset, diventerebbero ricavi, non compensati nel bilancio consolidato dagli analoghi costi della pay-tv di casa, l’affitto della banda e la trasmissione per mezzo delle torri di Ei Towers che Elettronica industriale (100% RTI, che ha i mux, i canali digitali) gestisce per tutto il gruppo con contratti rinnovabili di durata 5+5 anni. Non esistono dati spacchettati relativi a Premium, ma, per avere un’idea, il 70% dei ricavi di Ei Towers deriva dai contratti col gruppo Mediaset. (Il Sole 24 Ore)
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febbraio 17th, 8:30 am

Confindustria Radio Tv: nominati i Vice Presidenti. Selli (Mediaset), Giunco (Frt), Araimo (Discovery) e Ghigliani (La7). Lotta alla pirateria sui contenuti radiotv

Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Radio Televisioni (CRTV) riunito a Roma, ha completato la definizione degli assetti interni per il triennio e messo a punto il programma essenziale di lavoro per l’anno in corso.

Ad affiancare il Presidente, Franco Siddi (Rai), rieletto alla carica alla fine del 2016 saranno i Vice Presidenti Stefano Selli, Direttore Relazioni Istituzionali Italia Mediaset e Maurizio Giunco, Presidente Federazione Radio Televisioni, che già avevano ricoperto l’incarico nel precedente triennio, Alessandro Araimo, SVP-COO Discovery Southern Europe e Marco Ghigliani, Amministratore delegato La 7, nominati per la prima volta.

Ratificata anche la nomina del Direttore Generale, Rosario Alfredo Donato, che avrà anche il compito di rappresentare l’Associazione nell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (Iap).

Del Consiglio di Presidenza fanno parte anche Andrea Castellari (Viacom), Francesco Dini (Elemedia), Fabrizio Ferragni (Rai), Piero Manera (Frt), Gina Nieri (Mediaset), Paolo Penati (Qvc), Paolo Ruffini (Tv 2000) e Lorenzo Suraci (Rtl). Paolo Ballerani (Amministratore Persidera) sarà invece Special Advisor del Presidente.

Il Consiglio di Presidenza, nell’occasione, ha anche discusso ed approvato le linee guida di lavoro e il bilancio preventivo per l’anno in corso. Oltre all’attività tipica di rappresentanza, promozione e tutela, in sede istituzionale e sociale, del settore radiotelevisivo, del suo sviluppo nel tempo delle grandi trasformazioni digitali, industriali e professionali, un’attività specifica sarà rivolta alla lotta contro la pirateria dei contenuti radiotelevisivi. I contenuti sono il punto di forza, di qualificazione e di valore e non possono essere sottratti illecitamente.

Nel breve termine saranno monitorati attentamente, e con contributi di proposte, i processi dei decreti attuativi della legge sul cinema e della legge sull’editoria, nonché i provvedimenti per il diritto d’autore, la direttiva per i servizi media audiovisivi (Smav), i regolamenti per le tv locali, le misure fiscali per la concorrenza dell’economia digitale, il confronto parlamentare sulla diffamazione attraverso i media.

Molto intensa sarà l’attività studi e ricerche con costanti aggiornamenti sullo stato di salute del settore.
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febbraio 16th, 8:24 am

Mondadori: Fininvest salita al 53,299%

Acquisti partiti il 2 gennaio e conclusi oggi,investiti 10,5 mln

Fininvest ha aumentato del 2,9% la propria quota in Mondadori, portandola dal 50,399% di fine dicembre al 53,299%. Gli acquisti, pari a 7.582.292 azioni ordinarie, sono iniziati il 2 gennaio 2017 e si sono conclusi in data odierna, ha spiegato la società in una nota legando la decisione di acquisto al "positivo andamento del Gruppo Mondadori e al forte convincimento nelle sue prospettive di sviluppo".

Tali valutazioni, ha aggiunto, "trovano supporto anche nella sempre maggiore visibilità riconosciuta dal mercato borsistico al titolo Mondadori sia in termini di scambi che di valorizzazione, in particolare a partire dall'ingresso nel segmento Star avvenuto nei primi giorni di dicembre". L'operazione ha comportato un investimento complessivo di 10,5 milioni per la holding della famiglia Berlusconi. (Ansa)
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