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marzo 27th, 1:03 pm

Rossella Orlandi (Agenzia delle Entrate): con il canone Rai in bolletta drastica riduzione dell’evasione

“Con il canone Rai in bolletta c’è stata una drastica diminuzione dell’evasione”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, a margine di un convegno a Milano. “Ora – ha aggiunto – l’evasione è quella fisiologica e si attesta sul 3℅ circa”.
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marzo 27th, 8:48 am

Mediaset vs Vivendi, Cattaneo fa il mediatore

In attesa che l’Agcom sciolga i dubbi su come Vivendi possa essere il primo azionista del leader italiano della telefonia, e il secondo socio della prima tv commerciale tricolore, Telecom e Mediaset sono costrette a fare business insieme per contrastare la concorrenza di Sky sulla pay-tv, di Enel Open Fiber sulla rete fissa, e dei francesi di Free sul mobile.

Secondo Repubblica Affari&Finanza l'ad di Telecom, Flavio Cattaneo, tratta con Pier Silvio Berlusconi nuovi accordi commerciali tra TIMVision e Mediaset Premium. Sia per evitare cause sui minimi garantiti (che Telecom non ha onorato a Cologno) sia per aggiudicarsi esclusive sul calcio che è l’unico sport per cui gli italiani sono disposti a pagare.

Cattaneo poi si difende come può sulla rete fissa facendo accordi con Fastweb per la fibra, e sulle aree bianche con un socio finanziario da scegliere insieme a Rothschild.

Intanto le assemblee di Telecom da una parte (4 maggio) e di Mediaset (che ha spostato l’assise più lontano possibile, cioè il 28 giugno), si preannunciano calde e decisive anche per capire gli assetti futuri dei rapporti tra Vincent Bolloré e la famiglia Berlusconi.

Telecom insieme al bilancio dovrà approvare il rinnovo del cda, e quanto Vivendi influenzerà la governance futura del gruppo sarà uno dei fattori che l’Agcom valuterà ai fini della sua decisione. (Repubblica Affari&Finanza)
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marzo 24th, 9:00 am

Chili Tv, in arrivo aumento di capitale e 10 mln

Più risorse, fino a un massimo di quasi 10 milioni per Chili Tv, piattaforma tv on demand su internet, fondata da Stefano Parisi e di cui il leader di Energie per l'ltalia è azionista di maggioranza relativa.

Nei giomi scorsi si è svolta un'assemblea straordinaria della società guidata dal presidente Giorgio Tacchia che ha deliberato due contestuali operazioni di rafforzamento patrimoniale: un aumento di capitale e l'emissione di un prestito obbligazionario conveflibile in azioni.

Tacchia ha spiegato che «l'operazione complessiva elaborata
dal Cda è diretta a reperire nuove risorse per lo sviluppo aziendale» e che la società di diritto lussemburghese Capsicum ha già manifestato l'intenzione di sottoscrivere sia l'amento di capitale sia il prestito.

«L'organo amministrativo suggerisce poi di lasciare aperta la possibilità che le azioni di nuova emissione siano collocate presso altri soggetti terzi». L'aumento di capitale colloca da un
minimo di 8.846 a un massimo di 44.232 azioni di categoria A avente ciascuna valore nominale di un euro, al prezzo unitario di 113,04 euro e quindi un prezzo di emissione complessivo da un minimo di 999 mila euro a un massimo di 4,99 milioni.

La stessa forchetta vale per l'ammontare del prestito obbligazionario consistente nell'emissione da un minimo di 7.285 a un massimo di 36.427 obbligazioni ciascuna del valore nominale di un euro convertibile in titoli, con termine di sottoscrizione il prossimo 2 maggio.

Capsicum è un veicolo creato da Negentropy Capital Partners, un fondo socio di Chili all'11%, ed è stato già sottoscritto per 3,5 milioni. (MF)
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marzo 24th, 8:45 am

Ei Towers: «Nessuna discussione con Rai Way». Il bilancio 2016 si chiude con 44,5 mln di utile. Ricavi in crescita a 251,5 mln

Per ora non esiste alcun segnale di un possibile matrimonio tra Ei Towers e Rai Way dopo le indiscrezioni, circolate a inizio marzo, su un’offerta allo studio della controllata di viale Mazzini per le torri di trasmissione del Biscione.

Così, ieri, davanti agli analisti, l’ad di Ei Towers, Guido Barbieri, si è limitato a fotografare la situazione. «Non siamo coinvolti in alcuna discussione» con Rai Way, ha spiegato il top manager e, soprattutto, non abbiamo «alcun segnale che Rai e Rai Way siano attive» su un progetto di aggregazione nel settore delle torri di trasmissione.

Insomma, almeno per il momento, il polo delle torri resta sulla carta. In attesa che sia la politica a battere un colpo, visti i paletti normativi e le resistenze a più livelli che nel febbraio 2015 hanno bloccato sul nascere il tentativo di Opa lanciato sulle torri Rai da Ei Towers.

Quest’ultima, intanto, ha fatto però felice l’azionista di maggioranza annunciando ieri, con l’approvazione dei risultati 2016, un dividendo di 1,80 euro per azione che andrà al vaglio dell’assemblea dei soci convocata per il prossimo 20 aprile.

In soldoni, a Mediaset arriveranno 20,3 milioni di euro di incasso lordo che si vanno ad aggiungere ai 40 milioni circa già garantiti a febbraio dalla società di Barbieri con la distribuzione della cedola straordinaria.

Quanto ai conti approvati ieri, l’azienda ha chiuso il bilancio con ricavi caratteristici per 251,5 milioni (+4%), da collegare largamente alla spinta assicurata dalle attività di fusioni e acquisizioni (M&A), con un Ebitda rettificato di 123,1 milioni (+5,2% e con un incremento della marginalità sul fatturato di 60 punti base), con un Ebitda di 119,6 milioni (+5,9%) e un Ebit di 75,5 milioni (+3,5%). Mentre l’utile netto, pari a 44,5 milioni, ha registrato un calo del 6% rispetto al dato del 2015, su cui, però, chiarisce la società, avevano inciso delle partite non ricorrenti. L’utile per azione ammonta a 1,58 euro.

Venendo al debito, l’esposizione è negativa per 142,6 milioni (-130,2 milioni a fine 2015), mentre il patrimonio netto ammonta a 637,8 milioni (erano 609,4 milioni a dicembre dell’anno prima). Sempre ieri, poi, il board della società ha deciso di proporre all’assemblea degli azionisti di rinnovare il piano di buyback (riacquisto di titoli propri), anche attraverso una offerta pubblica di acquisto o di scambio.

A ieri, Ei Towers detiene circa 715mila azioni proprie, pari al 2,53% del capitale. L’autorizzazione, se incasserà il via libera dell’assise dei soci, sarà richiesta per un periodo inferiore a quello massimo consentito oggi dalla normativa (18 mesi a partire dalla delibera dell’assemblea dei soci), cioè fino all’assise chiamata ad approvare il bilancio 2017. (Il Sole 24 Ore)
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marzo 24th, 8:40 am

Diritti tv calcio, Mediaset tenta la via delle alleanze

Mediaset non molla la presa della pay-tv e delle aste dei diritti del calcio.

Ieri Pier Silvio Berlusconi ha dichiarato che "si sta delineando uno scenario molto interessante con le prossime aste, e con un trend in crescita dei costi dei diritti. Basta vedere quanto accaduto nel Regno Unito (dove British Telecom si e appena riaggiudicata l'esclusiva sui diritti 2018-2021 della Champions e dell'Europa League, sborsando 394 milioni di sterline all'anno, +32% rispetto al triennio precedente), e anche per la Champions in Italia la gara sarà accesa, con la certezza di avere quattro squadre italiane iscritte di diritto ai gironi e nuovi competitor, dalle telefoniche ad Amazon".

Nonostante i conti in profondo rosso della pay-tv del Biscione, la situazione critica con Vivendi e la voglia di non fare più pazzie per conquistare diritti in esclusiva, "Premium rimane al centro di vari interessi, le compagnie telefoniche hanno sicuramente bisogno di contenuti, e sulle aste avremo un atteggiamento opportunistico: questo significa niente sfide molto spinte e difficili, come invece avvenuto in passato. Ma non significa - aggiunge l'ad di Mediaset - che non parteciperemo. E forse lo faremo anche insieme a compagnie telefoniche, tutto e possibile, per il momento siamo in una fase molto fluida".

Premium ha abbonati stabili a quota 2 milioni, "e mi piace ricordare che da quando c'e Premium tutta la crescita degli abbonamenti alla pay-tv in Italia c'e stata proprio grazie a Premium. Infatti Sky, da allora, non si e più mossa di una virgola. Adesso, però, il modello pay-tv e in crisi in tutto il mondo, mentre gli analisti concordano sul fatto che il mezzo del futuro sia la tv generalista in chiaro. Abbiamo quindi deciso di avviare una ristrutturazione del nostro modello di business sulla pay-tv (non è un caso che il prossimo big match di Cham- pions, Juventus- Barcellona, andrà in chiaro su Canale 5), e il precedente amministratore delegato, Franco Ricci, aveva voglia di fare altre cose. Era comunque giusto Cambiare in Premium". (ItaliaOggi)
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marzo 24th, 6:12 am

Pier Silvio Berlusconi (Mediaset): TIM non rispetta contratto con Premium

TIM non sta rispettando il contratto commerciale con Mediaset Premium relativo a TIMVision. Lo ha detto Pier Silvio Berlusconi amministratore delegato di Mediaset.

Mediaset e TIM avevano siglato nel 2015 un accordo commerciale sugli abbonamenti a Premium che prevedeva un minimo garantito annuo di 140mila nuovi clienti.

In autunno nel corso di una conferenza stampa i vertici di Premium avevano segnalato che questa quota non era stata raggiunta.

La questione è ancora da risolvere secondo Berlusconi: "Non c'è​ un contenzioso ma voglio essere diretto e non fare giri di parole: non stanno rispettando il contratto. I rapporti tra le due aziende sono rapporti per cui... Però​ una soluzione andrà trovata". (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)
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