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marzo 22nd, 9:05 pm

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marzo 22nd, 9:00 pm

Il Tar conferma la multa da 200mila euro dell’Antitrust a Sky Italia per pratica commerciale scorretta

Il Tar del Lazio conferma la sanzione da 200 mila euro inflitta nel 2009 dall’Antitrust a Sky Italia per una pratica commerciale riguardante l’attivazione di servizi televisivi ritenuta scorretta. Respinto il ricorso della società televisiva.

Sulla base delle segnalazioni di consumatori, ricorda l’Ansa, l’Autorità avviò un procedimento istruttorio all’esito del quale ritenne scorretta la pratica commerciale relativa alla conclusione di contratti di utenza a distanza e alla vendita di pacchetti aggiuntivi e servizi premium effettuata a mezzo telefono.

L’Antitrust ravvisò che i consumatori non avevano compreso che a seguito della registrazione del loro consenso sarebbe seguito, entro le 24 ore successive al contatto telefonico, l’acquisto di un pacchetto aggiuntivo.

La conclusione – ne dà il conto il Tar nella sentenza – era che “a fronte dell’immediata attivazione del pacchetto e, dunque, del suo contestuale addebito, l’abbonato non sia stato adeguatamente informato sulle conseguenze giuridiche derivanti dal consenso prestato nel corso della registrazione della telefonata”. Di qui, la sanzione di 200 mila euro.

Secondo il Tar “il giudizio espresso da Agcm circa la sanzionabilità della condotta della ricorrente appare adeguatamente motivato ed esente dai vizi dedotti nel gravame”, e “la condotta descritta, comportando la fornitura di servizi aggiuntivi non richiesti in modo consapevole da parte degli abbonati, è correttamente ascrivibile nel novero delle pratiche commerciali aggressive”.

Da ciò deriva “la correttezza del giudizio di ingannevolezza” e “la valutazione effettuata dall’Autorità al fine della determinazione dell’importo della sanzione appare operata in maniera logica e correttamente correlata a tutti i parametri normativi”.
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marzo 22nd, 8:57 pm

Mediaset verso la fusione di Videotime e Mediashopping in RTI

Mediaset verso la fusione di Videotime e Mediashopping in RTI. Secondo quanto riportato dall’Ansa, Videotime, che ha un migliaio di dipendenti, e la più piccola Mediashopping saranno presto fuse nella sua controllante Rti, a sua volta controllata da Mediaset.

E’ una delle prime scelte operative, riferisce l’Ansa, nell’ambito del piano del gruppo televisivo che prevede circa 123 milioni di efficienze organizzative entro il 2020.
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marzo 22nd, 8:42 am

Sky, Fnsi rompe le trattative per il trasferimento di 99 giornalisti del Tg da Roma a Milano

«Si è interrotto il confronto tra la Federazione nazionale della stampa italiana - chiamata ad assistere il Cdr di Sky Tg 24 - e Sky Italia al tavolo delle trattativa per il trasferimento di 99 giornalisti del Tg da Roma a Milano».

A comunicarlo una nota della Fnsi. «Nel piano presentato dall’azienda, infatti - prosegue la nota -, sono previsti 14 esuberi complessivi, che il sindacato fin dal primo momento aveva dichiarato inaccettabili». Il Cdr di Sky ha comunque preso atto della controproposta dell’azienda che sarà esposta oggi in assemblea.

Per Fnsi, Associazione Stampa Romana e Associazione Lombarda Giornalisti è impensabile che, a fronte di un investimento di 29 milioni di euro, l’azienda non dia garanzie certe di ricollocamento per 14 giornalisti.

Federazione della Stampa, Asr e Alg, di fronte al rifiuto di Sky Italia di cancellare gli esuberi, condizione al prosieguo della trattativa, hanno pertanto deciso di interrompere gli incontri. Il sindacato, conclude la nota, è sempre disponibile alla discussione, ma non può accettare che un accordo sui trasferimenti si chiuda senza tenere conto di chi rischia il proprio posto di lavoro.
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marzo 21st, 1:47 pm

Mediaset vs Vivendi. Al via a Milano la causa civile per la vicenda Premium. Vivendi chiede i danni per diffamazione, mentre Fininvest per violazione del patto parasociale

Prima udienza della battaglia legale tra Mediaset e Vivendi per la vicenda Premium, al via oggi al Tribunale di Milano. Il legale difensore della media company francese, Giuseppe Scassellati Sforzolini, secondo quanto riportano le agenzie, ha presentato una ‘domanda riconvenzionale per diffamazione’ per ottenere un risarcimento danni in relazione alla diffamazione che avrebbero subito, attraverso i media, nella vicenda che li vede contrapposti a Mediaset.

Nei mesi scorsi, Vivendi, tramite un portavoce, aveva fatto sapere di non “accettare di essere accusata di non onorare i contratti”, “riservandosi ogni azione per tutelare la sua onorabilità”, compresa una causa per diffamazione.

A sua volta Fininvest ha presentato una richiesta di risarcimento per la violazione del patto parasociale, allegato del contratto siglato tra le parti per la compravendita di Premium. I legali del Biscione hanno invece presentato una richiesta di risarcimento danni per le presunte dichiarazioni diffamatorie rilasciate al Financial Times dal ceo della media company francese, Arnaud de Puyfontaine.

Se non saranno poste questioni preliminari l’udienza molto probabilmente sarà rinviata ai prossimi mesi forse anche a dopo l’estate per concedere alle parti i termini per il deposito e lo scambio di altre memorie nel merito. Oggi il giudice ha deciso di unificare le due istanze presentate nei confronti del gruppo transalpino.

Il procedimento era nato da due denunce. La prima è quella intentata da Mediaset contro il gruppo francese per richiedere “l’esecuzione coattiva” del contratto per l’acquisto di Premium da parte di Vivendi e il risarcimento dei danni subiti “pari a 50 milioni per ogni mese di ritardo nell’adempimento” a partire “dal 25 luglio 2016″, con un danno complessivo comunque “non inferiore a un miliardo e mezzo di euro”. Fininvest ha, invece, chiesto al gruppo che fa riferimento a Bollorè “il risarcimento dei gravi danni” che “ammontano ad una cifra non inferiore a 570 milioni di euro, correlati fra l’altro alla diminuzione di valore delle azioni Mediaset in conseguenza dell’accaduto, al mancato apprezzamento delle stesse ove si fosse dato corso all’esecuzione del contratto, nonché all’evidentissimo danno di immagine”.
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marzo 21st, 12:51 pm

Per il futuro di Premium Mediaset in manovra sulla fibra

Spingere sugli abbonamenti in fibra. Per il futuro di Premium inizia a farsi strada questa possibilità. Rumors di mercato indicano contatti già in corso fra Mediaset e Open Fiber, che si avvia a realizzare la rete a banda ultralarga targata Infratel che avrà in concessione ventennale. In più ci sono gli accordi della controllata di Enel e Cdp con Vodafone e Wind.

Insomma un quadro che potrebbe risultare interessante per il gruppo di Cologno, in tandem con l’offerta che vede impegnati, dall’altra parte, anche Mediaset e Telecom. Si chiama Premium Online ed è ora scontata per i clienti TIMVision.

La partnership sui diritti del calcio cui ha aperto nei giorni scorsi l’ad Mediaset Pier Silvio Berlusconi potrebbe passare da lì, magari con un accordo per “blindare” il bundle prima dell’asta. Certo, c’è sempre da fare i conti con Vivendi, azionista di Telecom e di Mediaset. (Il Sole 24 Ore)
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