Rai Calabria, incontro per la tutela delle minoranze linguistiche

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Minoranze linguistiche e servizio pubblico radiotelevisivo.

Sono stati gli argomenti al centro di una videoconferenza, tenuta la settimana scorsa a Cosenza nel polifunzionale “Corrado Alvaro” della sede regionale della Rai per la Calabria della Direzione Coordinamento Sedi Regionali ed Estere, con la partecipazione di una rappresentanza della Rai, da una parte, e di un Comitato di tutela delle minoranze, dall’altra.

L’iniziativa è stata assunta a seguito di una specifica richiesta formulata dalla Fondazione “Antonio Guarasci”, capofila del Comitato. Per la Rai è intervenuto il vicedirettore della direzione Rapporti Istituzionali e Internazionali, Stefano Luppi, con deleghe specifiche ai rapporti con la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ai rapporti con il ministero dello Sviluppo economico e al coordinamento del Contratto di Servizio.

Per il Comitato: Giuseppe Trebisacce, docente all’Università della Calabria (Unical), presidente della Fondazione “Guarasci”; Franco Altimari, direttore del dipartimento di Linguistica dell’Unical, presidente della Fondazione “Solano”; Giuseppe Cristofaro, già assessore regionale alla Cultura e presidente della Fondazione “Padula”; Emilio Oliverio, presidente della Fondazione “La Gardia 1561”; Salvatore Dieni, dell’associazione culturale “Delia”; Raffaele Riga, del Touring club; Annunziato Squillaci, vicepresidente del circolo “Jalo’ tu Vua”; Salvino Nucera, poeta grecanico; Nicola Bavasso, giornalista arbreshe.

Ha coordinato i lavori il direttore della sede calabrese della Rai, Demetrio Crucitti, presente il vicecaporedattore della Tgr, Pasqualino Pandullo. Luppi ha illustrato i provvedimenti legislativi assunti a tutela delle minoranze linguistiche, le disposizioni attuative e le prescrizioni in materia contenute nel contratto di servizio. Il suo intervento è valso a delineare, da una parte, le funzioni istituzionali ad ogni livello (dal dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio alle Regioni e alle altre Istituzioni locali), nel quadro dei vincoli di tutela delle minoranze, e, dall’altra, il ruolo della Rai, come soggetto gestore del servizio pubblico radiotelevisivo, di per sé aperto alle più legittime istanze dei territori. Crucitti, dal canto suo, ha esposto i termini della questione e i contenuti della normativa regionale che prevede la sottoscrizione di specifiche convenzioni per la creazione di spazi di programmazione radiofonica e televisiva ad hoc.

Il Comitato, come è stato spiegato, è impegnato in una campagna di sensibilizzazione diretta a rimuovere diffuse inerzie istituzionali circa il rispetto di diritti costituzionalmente riconosciuti e normativamente tutelati con la legge 482/1999, largamente inattuata specie sotto il profilo della comunicazione, e non solo della informazione, e nel quadro del servizio pubblico radiotelevisivo gestito dalla Rai.

I rappresentanti del Comitato di tutela delle tre minoranze linguistiche – arbreshe o albanofona, grecanica e occitana o valdese – hanno rivendicato parità di trattamento tra le minoranze presenti nel Paese e sollecitato alle istituzioni di riferimento, Regione Calabria in primo luogo, le più adeguate attenzioni ed iniziative finalizzate ai più efficienti raccordi con la Rai. E’ stato rilevato come la minoranza albanofona presenti diversi altri insediamenti in sei regioni italiane, sottolineando l’importanza di una tutela culturale che va ben al di là dei pur considerevoli limiti di una sola regione. E’ emersa la volontà di andare sino in fondo nell’azione di rivendicazione di una istanza che è forte di legittimità costituzionale. E’ stato inoltre sottolineato che le minoranze linguistiche sono da considerarsi non come appendici settoriali e marginali della regione, bensì come risorse del patrimonio storico-culturale calabrese e nazionale e come giacimenti di grande rilevanza etnografica e linguistica. E’ stato fatto presente che proprio nei giorni scorsi la Rai ha aperto spazi di programmazione alla lingua sarda, mentre li ha confermati per la Valle d’Aosta, per il Friuli Venezia Giulia e per il Trentino Alto Adige.

La videoconferenza ha segnato la prospettiva di un incontro preliminare tra la Rai, il Comitato e le Istituzioni pubbliche competenti, a cominciare dalla Regione Calabria, al fine di avviare un percorso risolutivo dei problemi che sono stati al centro dei lavori.

Fonti: cn24tv.it | giornaledicalabria.it

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