Switch-off Calabria. Pd: far tornare tv locali a trasmettere

«Promuovere ogni utile ed efficacia iniziativa che consenta a tutte le emittenti televisive calabresi, ed in particolare a Reggio Tv e a Telereggio, di poter tornare al più presto a trasmettere sul digitale terrestre in modo che venga assicurato il rispetto del pluralismo e del diritto all’informazione garantito dall’articolo21 della Costituzione, oltre a tutelare la salvaguardia dei livelli occupazionali».

E’ quanto chiedono in una interrogazione al Ministro dello Sviluppo economico, con risposta in Commissione, i parlamentari del Partito Democratico Nicodemo Oliverio e Franco Laratta. «L’avvio dello switch-off nei 409 comuni della Calabria con il passaggio delle trasmissioni televisive al digitale terrestre – affermano i due deputati del Pd – sta provocando molti problemi per le televisioni locali, in tutte le province. I maggiori disagi, però, si stanno manifestando in queste settimane nella provincia di Reggio Calabria. Dal 19 giugno scorso – termine dello switch-off per la provincia suddetta – gravi problemi si sono manifestati in tutte le televisioni locali e in particolare nelle emittenti televisive Reggio Tv e Telereggio».

«Nello specifico l’emittente Reggio Tv, in questi giorni, sta trasmettendo sui propri canali un comunicato stampa con il quale porta a conoscenza dei cittadini la sospensione delle trasmissioni televisive, a causa della mancata assegnazione del canale 14 dopo il passaggio al digitale terrestre. Mentre Telereggio, seconda televisione libera in Italia, segnala sovrapposizione delle frequenze e della numerazione automatica con i canali delle emittenti televisive siciliane. La situazione di difficoltà venutasi a creare in questi giorni sta arrecando un gravissimo danno alle aziende interessate, che già operano con risorse finanziarie risicate. In un settore così delicato anche un breve periodo di interruzione del servizio può creare danni economici pesantissimi che mettono a rischio il pluralismo dell’informazione, la sopravvivenza stessa delle emittenze e i gia’ deboli livelli occupazionali». (Asca)

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