Asta Frequenze, Sky studia il ritorno in gara

Si prospetta all’orizzonte del mercato tv un clamoroso ritorno di Sky nella celebre asta per le frequenze del digitale terrestre, trasformata tecnicamente dal governo da concorso di bellezza con regali a gara competitiva a rilanci.

Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky, intervistato da Il Sole 24 Ore, commenta la decisione del governo di procedere con la nuova gara pubblica: «La direzione presa è coerente con alcuni dei rilievi fatti da noi in passato, partendo dalla necessità di uno stimolo maggiore alla pluralità e alla valorizzazione di un asset come quello delle frequenze. Asset, che sicuramente, ha un valore economico. Credo comunque che quello del Governo Monti sia un passo previsto e dovuto, in linea con molto altre loro scelte di politica economica e con quanto chiesto e ribadito dalla Commissione UE».

Sulla partecipazione all’asta, sottolinea Zappia, «decideremo, come sempre capita quando si è di fronte a una decisione strategica, solo quando saranno noti tutti i dettagli. Riconosco comunque al Governo Monti di aver fatto un importante passo avanti, scegliendo un approccio neutrale, gettando le basi per favorire e accelerare un’evoluzione più aperta e pluralista del mercato televisivo». Sulle critiche di Piersilvio Berlusconi, che ha definito la gara al ribasso, il successore di Tom Mockridge spiega che tutto si definirà meglio quando verrà pubblicato il disciplinare di gara dall’Agcom.

«Con Mediaset competiamo in maniera stimolante, è un’azienda leader con capacità imprenditoriali e finanziarie che le hanno permesso di investire molto in questi anni». «Sul fronte pay – osserva Zappia – e mi riferisco all’offerta di Mediaset Premium, provo un certo disagio nel pensare che venga tollerato un business strutturalmente in perdita. Con la tesi che è giusto operare in questo modo per controllare la crescita di Sky. Credo che questa impostazione non sia positiva e che sia un elemento di rischio per tutti».

Zappia afferma che Sky Italia punta su tre pilastri: grande attenzione agli investimenti nella creatività (di programmi), continua innovazione tecnologica, supporto e relazione al cliente. Dopo il successo di Sky Go su iPhone e iPad (con 600 mila abbonati Sky) «che riscrivere il concetto di fruizione televisiva fuori dal medium tv», e il lancio del 3D e di 12 nuovi canali HD, «questa estate – annuncia Zappia – lanceremo un’altra rivoluzione, Sky On Demand, un servizio gratuito per gli abbonati per vedere via banda larga gran parte del palinsesto totalmente on demand».

Fonti: MF-DJ | Il Sole 24 Ore

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