Internet è un bene comune, nasce un nuovo movimento per la Rete

Internet chiama. Ed il suo popolo risponde. E così in poche ore dal lancio di “Internet Bene Comune”, nato da un’idea di Fondazione Sistema Toscana, aumentano con il passare dei minuti le adesioni al movimento che ha come obiettivo quello di sensibilizzare cittadini, amministratori, imprese e istituzioni, sull’importanza fondamentale che la Rete ha in tutti gli ambiti del vivere quotidiano. L’accesso ad Internet come un diritto di tutti, alla pari dell’accesso all’acqua.

E sarà proprio un manifesto a sancirlo, dopo che sarà completato da tutti i cittadini che potranno contribuire direttamente alla sua stesura. L’iniziativa vuole replicare per Internet quello che è stato fatto dal movimento ‘Acqua Bene Comune’. ‘Internet Bene Comune’ punta a fare in modo che ogni comune, provincia, regione, adeguatamente sensibilizzato, possa approvare un documento che sancisca idealmente il ‘diritto’ ad Internet, visto appunto come Bene Comune. ‘Internet Bene Comune’ sara’ declinato da un punto di vista antropologico, popolare, positivo e assolutamente divulgativo.

‘Internet Bene Comune’ nasce dal web e si svilupperà attraverso la capillarità garantita dalla rete e dai social network. Basterà infatti collegarsi al sito internet ed inviare anche un contributo video o condensare con i 140 caratteri di twitter l’importanza di Internet al giorno d’oggi. E partirà proprio dalla risposta all’hastag #internetbenecomune (che in poche ore ha già scalato la classifica delle parole chiave più utilizzate su twitter) la stesura dello stesso manifesto.

Tra i primi firmatari del manifesto Enrico Rossi, governatore della Toscana, la prima regione italiana che ha lanciato il movimento, da sempre in prima fila nell’abbattimento del digital divide. Attraverso i diversi canali attivati, come Facebook , Twitter e Youtube, tutti cittadini potranno spiegare le loro personali ragioni sull’importanza di Internet Bene Comune, e partecipare così alla stesura del manifesto: secondo Enrico Rossi, ad esempio, «la primavera dello sviluppo e della crescita passa anche da internet», mentre secondo il giornalista Ciro Pellegrino, «#internetbenecomune anche perché il giornalismo libero non deve mai trovare barriere e censure».

C’è anche, però, chi non rinuncia all’ironia (altro marchio distintivo di twitter), come Gianni Riotta, che scrive: «Se #internetbenecomune come mai non mi arriva un cent dal miliardo di dollari dell’affare facebook instagram? #èsoloundubbio». Solo alcuni dei tweet che in queste ore stanno invadendo la rete, superando – naturalmente – anche i confini della regione: perché l’idea sarà anche toscana, ma – per l’appunto – Internet è un bene comune. Che non conosce confini. E che – obiettivo del movimento – deve diventare un diritto.

Fonti: corriere.it | Asca

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