Benvenuti a Hackerville, Ramnicu Valcea (Romania). La città delle truffe online

C’è una città ai piedi dei Carpazi, nel cuore della Romania, dove la crisi non esiste. Ma il merito non è di qualche imprenditore occidentale che ha delocalizzato la sua produzione nelle fabbriche del posto, bensì dei moderni pirati, i cracker, che tengono testa alle polizie di tutto il mondo.

Ramnicu Valcea, questo il nome della città, è nota negli ambienti della cybercriminalità come Hackerville (in realtà i criminali informatici sono chiamati cracker). Ed è anche la città rumena più conosciuta negli Stati Uniti. «Gli americani », spiega Stelian Petrescu, un professore di geografia, «non avevano alcuna idea del mio paese, a parte la regione della Transilvania e la leggenda di Dracula. Ma ora la mia città è diventata una star a causa di questi giovani che rubano su Internet». Truffare sul web è diventato lo sport locale a Ramnicu Valcea, che la stampa Usa ha ormai definito la Silicon Valley del furto online.

Secondo la polizia rumena, l’80% delle frodi effettuate in Romania ha come vittime proprio degli americani. E lo scorso 7 dicembre il direttore dell’Fbi, Robert Mueller, si è recato a Bucarest per parlare con la polizia, il procuratore generale e i servizi di informazione. A Ramnicu Valcea, però, nel quartiere Ostroveni, covo dei cracker, la notizia non ha provocato alcuna reazione. Malgrado i numerosi arresti operati dalla polizia negli ultimi anni, Hackerville resta un crocevia della criminalità informatica, i cui tentacoli si allungano su diversi continenti. Oggi i cracker locali hanno integrato reti transnazionali molto ben organizzate e utilizzano spesso degli intermediari la cui missione è aprire un conto nel paese in cui si trovano. Essi ricevono sul proprio conto il denaro che le vittime pagano su Internet per acquistare un prodotto o un servizio che non esiste, trattengono per sé una percentuale e girano il resto sul conto di un altro intermediario in un altro paese. E così via fino all’ultimo, che trasmette la somma finale al cervello dell’operazione.

Nel centro di Ramnicu Valcea c’è una ventina di uffici della Western Union, società specializzata nei trasferimenti di denaro. E sono spuntati come funghi anche i bar e i locali dove i cracker trascorrono le loro serate. L’anno scorso, poi, a Badesti, piccolo villaggio situato all’ingresso della città, Mercedes-Benz ha aperto una concessionaria di ben 2.700 metri quadri: ai cracker piacciono le belle auto tedesche. «Non c’è lavoro qui», racconta George, neolaureato in management. «Il governo parla solo di crisi, di riduzione dei salari e di tirare la cinghia. Io ho 24 anni e nonostante tutti i miei anni all’università non ho fatto che tirare la cinghia. Ho degli amici nel quartiere che maneggiano decine di migliaia di euro. Certo, rubano su Internet, ma almeno se la cavano. Io invece devo lavorare una vita per niente. Che cosa fareste al mio posto?».

Fonte : Italia Oggi

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