TI Media: la Rai è fuori quota nel Beauty Contest del digitale terrestre

Questo Beauty Contest proprio non s’ha da fare. La gara non competitiva del digitale terrestre, che dovrebbe assegnare gratuitamente 6 frequenze alle tv nazionali, subisce l’ennesimo impedimento: l’inammisibilità della Rai.

Non bastava la caduta del governo Berlusconi, i ricorsi al Tar delle tv locali e di ben quattro partecipanti del concorso di bellezza. Ora ci si mette anche la contestazione sulla regolarità dell’ammisione della tv pubblica, denunciata attraverso apposito ricorso urgente da Telecom Italia Media. Lo rende noto Repubblica Affari&Finanza.

Mercoledì scorso infatti Giovanni Stella, ad di TI Media, ha contestato l’ingresso alla gara della Rai, perchè la tv pubblica è già titolare di 5 frequenze, e secondo il Contratto di Servizio tra lo Stato e viale Mazzini, e i vincoli dettati dall’ UE ottenere una sesta frequenza sarebbe vietato. La stessa motivazione di ricorso è valida, sempre secondo TI Media, anche per Mediaset che ha in mano 5 frequenze, delle quali però solo 4 sono sfruttate per le trasmissioni tv (il Mux 3 Mediaset infatti veicola la tv mobile in DVB-H).

Quindi La Repubblica le cose sono due: o il Ministero ha tirato un brutto scherzo alla Rai, ammettendo, nonostante i vincoli europei, la sua domanda di ammissione al concorso di bellezza, oppure trattasi di un madornale errore che rischia di mandare a monte la gara pubblica imposta dalla Commisione europea per evitare le sanzioni sulla nefasta Legge Gasparri del 2004.

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