DAZN, cambiano i vertici in Italia. Entrano Azzi e Bernabè (ex TIM)

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Cambiano i vertici di DAZN in Italia. Arrivano due manager dal mercato delle telco: Franco Bernabè, storico ex ad di Telecom, come strategic advisor, e Stefano Azzi, come nuovo CEO.

Due innesti di peso, manager di esperienza nel settore delle tlc, chiamati per sostenere il business delle trasmissioni sportive online e della Serie A, in un mercato italiano in cui DAZN Group ha intenzione di continuare a scommettere.

A quanto risulta a Il Sole 24 ore dovrebbero essere annunciati in giornata i due nuovi dirigenti. Il primo è Franco Bernabè, due volte ad di Telecom Italia ed ex Eni, che entrerà in qualità di strategic advisor. L’altro nuovo manager è Stefano Azzi, ex TIM come capo divisione commerciale consumer fino al 2019, che sarà il nuovo CEO, al posto di Veronica Diquattro (promossa a chief revenue officier Europe di DAZN). Qualche settimana fa è arrivato anche Romano Righetti, ex TIM, Vodafone e Wind, che ha assunto il ruolo di External and public affairs director Europe di DAZN.

Il cambio dei dirigenti per DAZN Italia dimostra però tutte le difficoltà attuali dell’OTT inglese, legate alle difficoltà sulla questione concurrency (ovvero la possibilità di usare l’abbonamento DAZN per vedere i match di calcio su più dispositivi in contemporanea anche fuori dall’ambito domestico), e alla traballante qualità video dello streaming del servizio.

Il primo problema (quello della concurrency) ha causato secondo DAZN il dimezzamento degli abbonamenti previsti del pubblico di appassionati della Serie A. L’OTT avrebbe pure minacciato di mettere un freno al doppio uso contemporaneo dello streaming ai limiti dell’illegalità, ma per non perdere ulteriori abbonati ha rimandato il cambio dei termini del servizio alla prossima stagione sportiva. A partire da giugno 2022 probabilmente DAZN proporrà nuove tariffe e condizioni per l’abbonamento.

Il secondo problema (quello della qualità del servizio di streaming) pare sia stato in parte risolto, dopo le evidenti difficoltà autunnali, con blocchi, ondate di proteste da parte dei consumatori e qualche rimborso.

Ma i problemi che dovranno affrontare i nuovi manager di DAZN non si fermano certo qui. Bernabè e Azzi si dovranno confrontare con i provvedimenti sanzionatori dell’Agcom (delibera 18/22) che ha imposto alla società di Len Blavatnik di migliorare in Italia il servizio di assistenza clienti, che ha redatto delle regole precise per verificare la qualità dello streaming e per determinare i rimborsi in caso di disservizi, e che infine ha imposto Auditel come unico ente riconosciuto per la rilevazione degli ascolti.

A causa dell’evidente flop di abbonamenti, nonostante l’offerta esclusiva della Serie A di calcio, la nuova dirigenza DAZN dovrà sbrogliare anche il nodo della revisione del contratto con TIM, che delusa dei risultati disattesi, che vuole ritrattare i 340 milioni annui della partnership per la concessione dei diritti TV trasmessi su TIMVision.

Fonte: Il Sole 24 Ore | corriere.it

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