Agcom a DAZN: speed test e rimborsi per i disservizi della app

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Agcom potrebbe imporre a DAZN dei paletti per tutelare gli abbonati dai disservizi streaming. L’app del servizio sportivo dovrà integrare uno speed test per misurare la qualità della rete dell’utente. In caso di disservizi comprovati dovrà rimborsare l’abbonato fino a 7,50 euro per turno di Serie A.

L’Authority per le comunicazioni sta lavorando per formulare delle regole chiare per stabilire le responsabilità sui disservizi che si potrebbero verificare sulla app di DAZN come già accaduto nella prima parte del campionato di Serie A

DAZN infatti potrebbe essere obbligata a integrare nella sua applicazione uno speed test (Misurainternet) per misurare la velocità della rete dell’abbonato. In base ai dati rilevati l’utente potrà valutare, in caso di disservizi, di chi è la colpa per eventuali problemi nella visione dei match di Serie A.

Il processo di verifica della rete internet incluso nella app potrà quindi accertare di chi sia la colpa del problema di streaming e sarà una prova chiara per un possibile richiesta di risarcimento da parte dell’abbonato. Se la qualità della rete di casa sarà scadente, le colpe ricadranno sulla società di telecomunicazioni che fornisce il servizio di banda larga. Se invece si verificano disservizi e blocchi e il test di velocità sarà sufficiente per una buona connessione, la responsabilità ricadrà su DAZN e l’utente potrà rivalersi sull’OTT.

L’Agcom stabilisce poi le procedure che l’utente dovrà seguire per richiedere il rimborso. In caso di responsabilità di DAZN, l’abbonato potrà richiedere un risarcimento non superiore ai 7,5 euro per giornata di campionato. Facendo due conti, in caso di problemi di streaming continui, si potrà chiedere a DAZN quindi un massimo di 30 euro di risarcimento in un mese.  

Si avrà diritto al risarcimento se:

  • se fallirà ripetutamente l’accesso a DAZN;
  • se fallirà ripetutamente l’accesso alla singola partita di DAZN;
  • se l’utente perderà, a causa anche delle continue interruzioni, una percentuale congrua della gara;
  • se la risoluzione del video non sarà nitida (di norma DAZN invia il segnale a 10 mega al secondo per le tv e a 4 mega per smartphone e tablet).

Le regole potrebbero essere presentate il 20 gennaio prossimo in occasione della riunione del consiglio Agcom, nel contesto dell‘istruttoria avviata su DAZN a metà settembre. Secondo il quotidiano la Repubblica i paletti potrebbero applicarsi anche su altri Over The Top che trasmettono esclusive di calcio e sport come Amazon Prime Video, Mediaset Infinity+ e altri. L’Authority inoltre sarebbe intenzionata a chiedere alle piattaforme OTT di aderire a Conciliaweb.

Tra i temi sul tavolo di Agcom ci sono anche la questione della misurazione dell’audience delle partite di Serie A fornite da Nielsen a DAZN, e il potenziamento del servizio di assistenza al cliente. Nello specifico Agcom chiederà la costituzione di un call center che metta a disposizione di chi chiede informazioni il contatto con persone (e non percorsi automatizzati) in grado di assistere gli utenti nelle loro richieste. DAZN ha per ora aveva fornito sull’app solo una nuova chatbot.

Ivano Giacomelli (associazione Codici): «Nel caso in cui l’indiscrezione dovesse essere confermata – sottolinea – con lo speed test i consumatori avrebbero la possibilità di fare chiarezza una volta per tutte e capire di chi è la responsabilità dei disservizi. Finirebbero gli alibi che finora hanno segnato questi mesi di proteste, con il solito scaricabarile. Oltre alla questione della qualità della connessione internet, riteniamo altrettanto importante anche l’eventuale inserimento tra i motivi del risarcimento dei problemi legati a login, durata del black out e qualità video. Sono, infatti, questioni oggetto di numerose lamentele che abbiamo ricevuto dagli abbonati: c’è chi è stato costretto a fare più volte il login alla app nel corso della stessa partita, chi ha perso minuti e minuti di partita a causa dei disservizi, chi ha dovuto fare i conti con una qualità video scadente. Disagi evidenti – conclude Giacomelli – su cui da mesi chiediamo a Dazn di intervenire tutelando gli abbonati».

Fonte: corrierecomunicazioni.it 

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