Digitale terrestre Sicilia: la beffa del ripetitore di Collesano, un comune senza tv

assenza di segnaleQuella della ricezione dei programmi tv a Collesano e dintorni, in provincia di Palermo, ai piedi del Poggio Grotta del Signore, è un’annosa questione che si trascina da decenni. Tutto sembrava risolto col passaggio al digitale terrestre. Ma una nuova presa di posizione da parte della Rai volge tutto in negativo.

E’ quanto emerge da una nota inviata dal sindaco di Collesano, Giovanni Battista Meli, a Rai Way e all’Agenzia delle Entrate, che fa seguito ad una nuova ricognizione dei luoghi indicati per la collocazione del ripetitore tv da parte dei tecnici Rai, che hanno dichiarato, in quest’ultima occasione, il sito precedentemente scelto non idoneo per lo scopo. Anche se nel 2007 altri tecnici della tv pubblica affermarono che il luogo era adeguato per la costruzione di un ripetitore televisivo che  potrebbe finalmente risolvere i problemi di copertura tv dell’abitato di Collesano e delle zone limitrofe.

La beffa è arrivata dopo un ulteriore sopraluogo tecnico che ha bollato il posto come inidoneo per un’ipotetico rischio di caduta massi (che i più ritengono remoto); nonostante le assicurazioni della prima approvazione da parte Rai Way, e dopo che il Comune si era assicurato la disponibilità del terreno, sostenendo le conseguenti spese di rogito per acquisire la proprietà e per avere tutte le autorizzazioni necessarie.

Il primo cittadino del piccolo comune di 4200 abitanti, che si è battuto sin dal suo insediamento per risolvere il problema del disservizio tv, ha dichiarato: «Sono arrivato alla determinazione che non ha più alcun senso sprecare energie nel tentativo di vincere una guerra nei confronti di questo comportamento, simbolo della peggiore burocrazia. Non ci sono più giustificazioni da poter fornire ad una comunità che ha il diritto di avere assicurato un servizio per il quale , peraltro, paga anche il canone». E’ in programma al Consiglio Comunale di Collesano il dibattimento sull’argomento e non si escludono iniziative di mobilitazione e di protesta sia al ivello regionale che nazionale.

Fonte: il Giornale di Sicilia – Palermo e Provincia

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